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| << | < | > | >> |Copertina«Il bello e il brutto, il letterale e il metaforico, il sano e il folle, il comico e il serio... perfino l'amore e l'odio, sono tutti temi che oggi la scienza evita. Ma tra pochi anni, quando la spaccatura fra i problemi della mente e i problemi della natura cesserà di essere un fattore determinante di ciò su cui è impossibile riflettere, essi diventeranno accessibili al pensiero formale. Oggi la maggior parte di questi temi sono inaccessibili e gli scienzati, anche gli antropologi e gli psichiatri, li evitano, e per ottime ragioni. I miei colleghi e io non siamo ancora in grado di indagare su temi tanto delicati. Siamo appesantiti da errori come quelli che ho menzionato e, come gli angeli, dobbiamo esitare a metter piede in queste regioni, ma non per sempre». "Non per sempre": con questo libro, che è in certo modo il suo testamento, Bateson volle appunto avventurarsi «con circospezione e cautela su quel terreno "dove gli angeli esitano a metter piede"». La figlia Mary Catherine, collaboratrice del padre e qui coautrice, ha indicato in breve attraverso quale processo Bateson sia giunto a questa sua ultima indagine: «Gregory si era via via reso conto che l'unità della natura da lui asserita in "Mente e natura" era comprensibile forse solo attraverso il genere di metafore cui ci ha abituato la religione, e capì anzi di essere ormai prossimo a quella dimensione integrale dell'esperienza cui dava il nome di "sacro". ...»| << | < | > | >> |Indice
1. Introduzione (MCB, GB) 11
2. Il mondo del processo
mentale (GB) 33
3. Metalogo. Perché racconti
delle storie? (MCB) 55
4. Il modello (GB) 63
...
15. La struttura del tessuto
(GB) 227
16. Innocenza ed esperienza
(GB, MCB) 251
17. A che cosa serve una
metafora? (MCB) 275
18. Metalogo.
Un'ombra ostinata (MCB) 303
Glossario 309
Indice analitico 321
| << | < | > | >> |Pagina 228 [ mappa, territorio ]Per poter tracciare una qualsiasi mappa, dobbiamo aver chiara la differenza tra «mappa» e «territorio».| << | < | > | >> |Pagina 232 [ fisica, biologia ]Strano a dirsi, nel mondo fisico non ci può essere nè «errore» nè «patologia». Le sequenze di eventi cui partecipano le entità fisiche sono non-organizzate e pertanto non possono essere dis-organizzate. Invece in biologia l'«errore» e perfino la «patologia» sono possibili, continuamente possibili, perché le entità biologiche sono organizzate e non semplicemente ordinate. Esse contengono le descrizioni di se stesse e le ricette del proprio sviluppo.| << | < | > | >> |Pagina 235 [ autoevidenza, relazioni fra le cose ]Ma in realtà il problema dell'eternità e dell'autoevidenza non è stato evitato del tutto dal disinteresse che i matematici professano per la verità degli assiomi e delle definizioni. Io concedo che gli assiomi e le definizioni sono opera dell'uomo e non fanno riferimento a nessun elemento del mondo materiale. Anzi, sono del parere che sulle cose corporee del mondo non ne sappiamo neppure abbastanza per congetturare la possibilità che gli assiomi contengano delle verità sulle cose. Ma, in fin dei conti, questo libro non riguarda tanto le verità sulle cose, quanto le verità sulle verità, la storia naturale delle proposizione descrittive, dell'informazione, delle ingiunzioni, delle premesse astratte e degli aggregati a rete di idee del genere. Sopratutto, sto cercando di costruire una storia naturale delle relazioni fra le idee. Non ha importanza che i matematici affermino che le loro tautologie non asseriscono verità sulle cose, ma ha un'importanza esplosiva che asseriscano che i passaggi e addirittura le successioni dei passaggi che portano dagli assiomi alle proposizioni particolari sono autoevidenti e, forse, eterni e veri.Quando ai referenti di tutto questo raziocinare e argomentare, ossia le «cose», pur non potendo sapere nulla di alcuna cosa singola in sè, "posso" però sapere qualcosa delle "relazioni fra le cose". Come osservatore, sono in una posizione simile a quella del matematico. Neppure io posso dire alcunché su nessuna cosa singola: non posso neppure dire, in base all'esperienza, che quella cosa singola esiste. Posso sapere qualcosa soltanto sulle relazioni fra le cose. | << | < | > | >> |Pagina 239 [ leggi sequenziali ]In altre parole, non possiamo trattare le leggi commutativa e distributiva come semplici sottoprodotti di tautologie costruite dall'uomo. Ovunque vi sia uno scopo o una crescita o un'evoluzione, debbono valere certe «leggi» sequenziali, le quali non saranno come le «leggi» della fisica, che non ammettono eccezioni, nè saranno come le «leggi» dei giuristi, per le quali un'infrazione è seguita dall'irroragazione di una pena. Le «leggi» sequenziali relative ai passaggi proposizionali nel ragionamento (o ai passaggi ingiuntivi nelle ricette di cucina o in embriologia) possono essere infrante, e spesso lo sono, e la loro infrazione non è seguita nè dall'irrogazione di una pena nè dalla vendetta umana o divina. Nondimeno, l'esito dipenderà dalla successione dei passaggi, e se l'ordine di successione è sbagliato o se qualche passaggio viene omesso, l'esito sarà diverso e forse disastroso.| << | < | > | >> |Pagina 240 [ struttura, ricorsività, informazione, relazioni fra le cose ]1. La «struttura» è un concetto "informazionale" e pertanto ha una sua collocazione nella biologia intesa nel suo senso più ampio, dall'organizzazione interna delle particelle virali fino ai fenomeni studiati dall'antropologia culturale.2. In biologia molte regolarità fanno parte della (contribuiscono alla) propria determinazione. Questa "ricorsività" è vicina alle radici della nozione di «struttura». Le notizie relative alla sua regolarità (suppongo) non sono riportate all'atomo per regolare il suo comportamento nell'istante successivo.
3. L'informazione o ingiunzione
che io chiamo «struttura» dista
sempre "di un livello dal suo
referente". Essa è il nome, per
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