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| << | < | > | >> |CopertinaPur avendo, autorevolmente e vivacemente, una sua vita propria e una totale autonomia, "Notte fatale" - che ha procurato a Tahar Ben Jelloun il Premio Goncourt 1987 - è il seguito del precedente "Creatura di sabbia", in cui un cantastorie racconta in modo equivoco e seducente la vita di Mohammed Ahmed, nato femmina dopo sette sorelle e cresciuto come maschio per volere di un padre ossessionato dal timore della dispersione ereditaria di un patrimonio faticosamente accumulato. ...| << | < | > | >> |Pagina 15 [ Ramadan, destino, schiavo ]Fu durante quella notte fatale, la ventisettesima del mese del «Ramadan», notte della «Discesa» del Libro per la comunità musulmana, nella quale i destini degli uomini vengono suggellati, fu allora che mio padre, che stava per morire, mi fece chiamare al suo capezzale e mi liberò. Mi affrancò come si faceva un tempo con gli schiavi. Eravamo soli, la porta chiusa a chiave. Mi parlava a bassa voce. La morte era già là: si aggirava in quella stanza illuminata a malapena da una candela. A mano a mano che la notte avanzava, la morte si avvicinava, portando via poco per volta la luce dal suo viso. Si sarebbe detto che una mano passasse su quella fronte e ne portasse via le tracce della vita.| << | < | |