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Autore Thomas Bernhard
Titolo Perturbamento
EdizioneAdelphi, Milano, 1988 [1981], Fabula 21
OriginaleVerstorung [1967]
TraduttoreEugenio Bernardi
LettoreRenato di Stefano, 1992
Classe narrativa tedesca
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Un medico condotto della Stiria, accompagnato dal figlio, fa un giro di visite: insieme a loro, dalla prima frase fin oltre l'ultima, siamo presi in un "perturbamento" che avvolge tutto come uno scirocco metafisico. Una vibrazione di malattia e di tristezza emana dalla psiche e dalla natura. La campagna, qui, è il luogo prediletto della brutalità: dal caldo opprimente dei fienili, dove i bambini hanno paura di morire soffocati, al gelo segregato di un castello, a picco su una gola ostile alla luce: ovunque si percepisce un invito alla distruzione, un incoraggiamento all'ansia suicida. Le porte si aprono ogni volta su qualcosa di atroce: la moglie di un oste malmenata a morte, senza ragione, dagli avventori del locale; una vecchia maestra in agonia, con "il sorriso delle donne che si destano dal sonno sapendo di non avere più speranza"; una fila di uccelli esotici strangolati, perchè i loro lamenti sono assordanti. ...

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Pagina 105 [ giovinezza, pavimento, boschi ]

... «Quell'uomo mi ricordava la mia giovinezza, le camminate di ore e ore con addosso abiti di prima qualità in compagnia del consigliere forestale Siegmund. Mi ricordava lunghe discussioni sul colore della selvaggina, sulle quote da pagare per ogni animale abbattuto, sulle malattie degli alberi, sull'esportazione di legname in Francia e in Italia, mi ricordava la mia giovinezza più avanzata. Mi addentravo all'improvviso in molti temi scientifici,» disse il principe «in una politica ormai caduta in un magnanimo oblio, in lunghi discorsi rimasti in ogni caso segreti, discorsi ormai estinti. Sentivo l'odore di quei discorsi, di quei temi, di quei boschi, di quei vestiti, e l'odore dell'aria sulle rive della Ache, l'odore del Tirolo, del Salisburghese, dell'Alta Baviera e dell'Alta Austria, l'odore dei "boschi di famiglia". Entravo con lo sguardo nell'ufficio di una casa costruita ai margini di un bosco del Tirolo, dal rumore delle travi del pavimento si capiva chi ci stava camminando. Uno dice: "Arriva il consigliere forestale!" oppure "Il dottor Konstanz" o "la Maria". Poi si apre la porta di una biblioteca nella quale si trovano duemila volumi uno accanto all'altro, volumi di storia tutta sbagliata, a cominciare da Descartes, Pascal, Schopenhauer, fino ai fascicoli dello "Schlern". Attraverso Henzig il mio sguardo penetrava negli immensi boschi fra la regione dell'Inn e la pianura bavarese, oppure si perdeva nell' "immensità di un bosco" sloveno» disse il principe. «Io penso che la quiete che regna nella natura sia ora e sempre la quiete infinita» disse il principe.

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