Copertina
Autore Gianfranco Bettetini
Titolo Teoria della comunicazione
Sottotitolo1. I fondamenti
EdizioneAngeli, Milano, 1995 [1994], 1384 - Scienze e tecn. della comun. 1 , Isbn 88-204-8485-4
CuratoreGianfranco Bettetini
LettoreGiulia di Stefano, 1996
Classe comunicazione , mass media
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Indice


Introduzione, di Gianfranco Bettetini    9


1. Significazione e comunicazione.

   Appunti semiotici
   di Gianfranco Bettetini              11

 1. La semiotica:
    definizioni preliminari             11
 2. Significante, significato, segno,
    referente, significazione e
    comunicazione                       15
 3. Il modello di F. de Saussure        20
 4. Il modello di C.S. Peirce           23
 5. Integrazione dei modelli
    di Saussure e Peirce                25
 6. La nozione di testo e di genere     27
 7. Accenni al sistema semiotico
    degli audiovisivi                   29
 8. Rapporto tra soggetto enunciatore
    e soggetto enunciatario             30


2. Comunicazione e influenza sociale

   di Assunto Quadrio Aristarchi e
   Daniela Pajardi                      37

 l. La comunicazione persuasiva: un
    problema millenario                 37
 2. Il contributo della psicologia
    allo studio della comunicazione     38
 3. L'interazione sociale               39
 4. Gli aspetti simbolici
    dell'interazione                    41
 5. Il cambiamento è l'essenza
    della comunicazione                 43
 6. Le modificazioni che intervengono
    nell'emittente                      46
 7. Il carattere negoziale della
    comunicazione                       48
 8. Le variabili dell'effetto persuasivo49
 9. La comunicazione ed il suo contesto 50
10. Carisma e leadership                54
11. La comunicazione paradossale        56


3. La pragmatica: un breve profilo

   di Francesco Caseni e
   Fabrizio Battocchio                  61

 1. Nascita e sviluppo della pragmatica 61
    1.1. Definizioni                    61
    1.2. Fondazione della pragmatica    61
    1.3. Aree di ricerca                62
    1.4. L'allargamento del campo: i
         rapporti tra testo e contesto  64
 2. Statuto della pragmatica            65
    2.1. Una scienza interstiziale?     65
    2.2. Ridefinizione del testo e
         del contesto                   65
    2.3. Studio delle relazioni tra
         testo e contesto               66
    2.4. La situazione comunicativa     66
 3. La struttura della situazione
    comunicativa                        66
    3.l. Elementi della situazione
         comunicativa                   66
    3.2. Costituenti della situazione
         comunicativa                   67
 4. La situazione comunicativa:
    il contesto                         68
    4.l. Il contesto circostanziale     68
    4.2. Il contesto esistenziale       71
    4.3. Il contesto istituzionale      72
    4.4. Il contesto transtestuale      76
    4.5. Il contesto azionale           77
 5. La situazione comunicativa:
    il testo                            83
    5.1. Strategie di ancoraggio        84
    5.2. Strategie di riferimento       85
    5.3. Strategie di classificazione   85
    5.4. Strategie di richiamo          87
    5.5. Strategie di interazione       87
 6. Tra testo e contesto                88
    6.1. Il contesto nel testo:
         l'adeguazione                  88
    6.2. Il contesto nel testo:
         la riformulazione              92
    6.3. Come il contesto determina
         il testo                       93
    6.4. Come il testo determina
         il contesto                    94
    6.5. Testo e contesto: continuità
         e discontinuità                95
 7. Quattro pragmatiche?                95
    7.1. Alternative                    95
    7.2. Quattro orientamenti di studio 96


4. Verità e moralità della comunicazione

   sociale
   di Gianfranco Morra                 101

 1. Comunicazione e razionalità europea101
 2. Solipsismo e comunicazione         104
 3. Sistema sociale e sottosistema
    comunicativo                       107
 4. Gli ostacoli della comunicazione:
    le ideologie                       111
 5. Comunicazione ed ermeneutica       112
 6. La comunicazione tra salvezza
    e dannazione                       115
 7. Pluralismo e partecipazione        118
 8. La responsabilità della
    comunicazione                      121


5. Le comunicazioni di massa

   di Fausto Colombo                   127

 1. Premessa                           127
 2. A quali condizioni si può parlare di
    mezzi di comunicazione di massa?   129
    2.l. L'idea di società di massa e
         la nascita dei media          130
 3. I media: tecnologia e istituzioni  133
    3.1. I media prima dei media       134
    3.2. Pubblico e altri soggetti     135
    3.3. Tecniche e tecnologie         137
 4. Grandi questioni dei media         141
    4.1. La visibilità                 143
    4.2. Mercato e morte dell'arte     144
    4.3. Le forme della trasmissione
         del sapere e il destino
         della narrazione              146
    4.4. La mappa del mondo            148


 

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Pagina 11

1. Significazione e comunicazione.
Appunti semiotici
di Gianfranco Bettetini

1. La semiotica: definizioni preliminari

La semiotica, come ogni altra disciplina che si curi di appoggiare la propria prassi su un sistema teorico, che quindi voglia essere scienza a pieno titolo, deve astrarre l'oggetto della sua indagine dal flusso del reale: senza una formalizzazione, un'astrazione, la semiotica resterebbe inevitabilmente legata a semplici impressioni e descrizioni, incapace di proporre alcuno schema interpretativo.

L'oggetto scientifico della semiotica, l'ambito, la prospettiva entro cui circoscrivere la realtà, è il segno: cioè ogni cosa che possa essre assunta come simbolo di qualcos'altro.

Semiologia e semiotica sono termini con storie diverse alle spalle, ma che tuttavia oggi, nell'uso, si equivalgono.

Il primo fu coniato al principio del secolo dal linguista ginevrino Ferdinand de Saussure («chiameremo semiologia... una scienza che studia la vita dei segni nel quadro della vita sociale») e si affermò particolarmente in area francese.

Il secondo termine, invece, fu usato per la prima volta dal filosofo americano Charles S. Peirce («io chiamo semiotica... la dottrina della natura essenziale e delle varietà fondamentali di ogni possibile semiosi») ed è attualmente il più usato, proprio per il prevalere di una "scuola peirceana" di studi semiotici.

Semiotica, dunque, è la scienza che studia i segni. Segno è un oggetto concreto o un evento usato come richiamo, in sostituzione di un altro oggetto o di un altro evento. Segno è quanto ha una delega a rappresentare altro da sé senza tuttavia sostituirlo mai completamente, interpretando o rappresentando solo alcuni suoi aspetti. Il segno si definisce, in semiotica, in base alla sua capacità sostitutiva.

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Pagina 37

2. Comunicazione e influenza sociale
di Assunto Quadrio Aristarchi e Daniela Pajardi

l. La comunicazione persuasiva: un problema millenario

Il problema della comunicazione persuasiva è presente da sempre nella storia del pensiero umano: già nel V secolo avanti Cristo il movimento dei filosofi sofisti aveva proposto con esplicita spregiudicatezza la possibilità e la opportunità di apprendere a disquisire in modo convincente su ogni argomento anche indipendentemente da preoccupazioni di oggettività e di verità. La loro posizione fu condannata e giudicata immorale perché interpretata essenzialmente come una sorta di arte della mistificazione; Platone bollò i sofisti come «falsi dialettici» sottolineando come il loro insegnamento fosse volto non a far scoprire la verità ma piuttosto a far apprendere le strategie argomentative più efficaci per risultare convincenti.

Il problema, in realtà, era più complesso e il metodo sofistico era criticato dagli altri filosofi non solo perché era destinato ad obiettivi solamente pragmatici ma anche perché esplicitamente affermava la priorità della logica su ogni altro tipo di criterio di conoscenza; tale priorità poteva condurre infatti, come molte volte avvenne, a posizioni scettiche giudicate immorali.

Il problema etico della comunicazione e cioè la contrapposizione fra verità ed opinione, fra oggettività dei contenuti ed efficacia persuasiva delle argomentazione è rimasta una questione aperta e dibattuta per molti secoli ed è tuttora presente nella tematica della comunicazione.

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Pagina 61

3. La pragmatica: un breve profilo
di Francesco Casetti e Fabrizio Battocchio

1. Nascita e sviluppo della pragmatica
1.1. Definizioni

Per pragmatica si intendono almeno quattro cose, sia pur convergenti: i. lo studio delle forme d'uso del linguaggio;
ii. lo studio del modo in cui un testo si colloca in un contesto e vi opera;
iii. lo studio dell'incontro di testo e contesto nelle situazioni comunicative;
iv. lo studio delle condizioni della comunicazione.

Queste definizioni, pur avendo lo stesso oggetto, differiscono per generalità: da un'iniziale attenzione al rapporto tra il linguaggio e chi ne fa uso si arriva ad una più ampia prospettiva che coinvolge testi, contesti e le reciproche interazioni, all'interno di situazioni comunicative. Le situazioni comunicative costituiscono l'ambito su cui si localizzerà la nostra attenzione. La quarta definizione è eterogenea rispetto alle precedenti: mentre le prime indagano la pratica comunicativa, l'ultima si preoccupa di individuare le condizioni universali di esistenza e di funzionamento di questa pratica.

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Pagina 101

4. Verità e moralità della comunicazione sociale
di Gianfranco Morra

1. Comunicazione e razionalità europea

Nella sua Politica, il filosofo greco Aristotele definisce l'uomo come un animale politico, o meglio come un «vivente sociale» (zóon politikón). Scrive Aristotele: «lo stato è un prodotto naturale e l'uomo per natura è un essere socievole: quindi chi vive fuori della comunità statale per natura e non per qualche caso o è un abietto o è superiore all'uomo» (1253 a 3-5).

Nello stesso luogo della Politica, l'uomo viene definito anche come animale che comunica (lógon ékhon), in quanto possiede ciò che indica la parola greca logos: pensiero e linguaggio. Continua Aristotele: «l'uomo, solo tra gli animali, ha la

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