Copertina
Autore Jorge Luis Borges
Titolo Testi prigionieri [1936-1940]
EdizioneAdelphi, Milano, 1998, Biblioteca 362 , Isbn 88-459-1386-4
OriginaleTextos cautivos [1996]
CuratoreTommaso Scarano
TraduttoreMaia Daverio
LettoreRenato di Stefano, 1999
Classe critica letteraria , narrativa argentina
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Indice


TESTI PRIGIONIERI                        9

Note                                   337

«Ce vice impuni, la lecture »
   di Tommaso Scarano                  341

Indice degli autori citati             355

 

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Pagina 11

1936

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Pagina 14

[2]
«DER ENGEL VOM WESTLICHEN FENSTER»
DI GUSTAV MEYRINK


Questo romanzo, più o meno teosofico - L'angelo della finestra d'Occidente -, non è bello quanto il suo titolo. L'autore, Gustav Meyrink, deve la sua fama al romanzo fantastico Il Golem, libro straordinariamente visivo, che combina piacevolmente la mitologia, l'erotismo, il turismo, il «colore locale» di Praga, i sogni premonitori, i sogni di vite altrui o precedenti, e perfino la realtà. A quel libro fortunato ne sono seguiti altri un po' meno gradevoli. In questi si coglieva l'influsso non più di Hoffmann e di Edgar Allan Poe ma delle diverse sette teosofiche che pullulavano (e pullulano) in Germania. Si sentiva che Meyrink era stato «illuminato» dalla saggezza orientale, con il funesto risultato che in tali visitazioni è di rigore. A poco a poco ha finito per identificarsi con il più ingenuo dei suoi lettori. I suoi libri si sono trasformati in atti di fede, e anche di propaganda.

L'angelo della finestra d'Occidente è una cronaca di miracoli confusi, riscattata a tratti da una piacevole atmosfera poetica.

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Pagina 16

[5]
VIRGINIA WOOLF


Virginia Woolf è stata definita «il primo romanziere d'Inghilterra». La gerarchia esatta non ha importanza, perché la letteratura non è una competizione, ma si tratta indiscutibilmente di una delle intelligenze e delle fantasie più delicate fra quante stanno tentando felici esperimenti con il romanzo inglese.

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Pagina 18

[6]
«HALF-WAY HOUSE» DI ELLERY QUEEN


Nella storia del genere poliziesco - che inizia nell'aprile del 1841, data di pubblicazione dei Delitti della Rue Morgue di Edgar Allan Poe - i romanzi di Ellery Queen segnano un cambiamento di rotta, o un piccolo progresso. Mi riferisco alla sua tecnica. Di norma il romanziere suggerisce una spiegazione banale del mistero per poi disorientare i lettori con una soluzione ingegnosa. Ellery Queen suggerisce, come gli altri, una spiegazione per niente interessante, lascia intravedere (alla fine) una soluzione bellissima, di cui il lettore si innamora, la confuta e ne svela una terza, che è quella giusta: sempre meno strana della seconda, ma del tutto imprevedibile e soddisfacente.

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Pagina 29

[14]
BENEDETTO CROCE


Benedetto Croce, uno dei pochi scrittori importanti dell'Italia contemporanea - l'altro è Luigi Pirandello -, nacque a Pescasseroli, un paesino della provincia dell'Aquila, il 25 febbraio 1866. Era ancora bambino quando i genitori si stabilirono a Napoli. Ricevette un'educazione cattolica, molto attenuata dalla indifferenza dei suoi maestri se non addirittura dalla loro incredulità. Nel 1883 un terremoto che durò novanta secondi scosse il Sud dell'Italia. In quel terremoto morirono i suoi genitori e sua sorella, ed egli stesso rimase sepolto sotto le macerie. Dopo due o tre ore lo trassero in salvo. Per sfuggire a una disperazione totale, decise di pensare all'Universo, procedura comune a tutti gli infelici, e che a volte funge da balsamo.

Esplorò i metodici labirinti della filosofia. Nel 1893 pubblicò due saggi: uno sulla critica letteraria, l'altro sulla storia. Nel 1899 si accorse, con una sorta di timore simile talora al panico, talora alla felicità, che i problemi metafisici si stavano organizzando in lui e che la soluzione - o una soluzione - era ormai imminente. Smise allora di leggere, dedicò giorni e notti alla veglia, e camminò per la città senza vedere nulla, taciturno e intento a spiare se stesso. Aveva compiuto trentatré anni: l'età, secondo i cabalisti, che aveva il primo uomo quando fu plasmato dal fango.

Nel 1902 inaugurò la sua Filosofia dello Spirito con un primo volume: l' Estetica. (In questo libro, sterile ma brillante, nega la differenza tra materia e forma e riduce tutto all'intuizione). La Logica apparve nel 1905, la Pratica nel 1908, la Teoria della storiografia nel 1916.

Dal 1910 al 1917 Croce fu senatore del Regno. Quando venne dichiarata la guerra e tutti gli scrittori si abbandonarono ai piaceri lucrativi dell'odio, Croce rimase imparziale. Dal giugno del 1920 fino al luglio del 1921 ricoprì la carica di ministro della Pubblica Istruzione.

Nel 1923 l'università di Oxford lo nominò dottore honoris causa.

La sua opera supera ormai i venti volumi e comprende una storia d'Italia, uno studio sulle letterature europee del XIX secolo e monografia su Hegel, Vico, Dante, Aristotele, Shakespeare, Goethe e Corneille.

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[22]
«THE FEAR OF THE DEAD
IN PRIMITIVE RELIGION»
DI SIR JAMES GEORGE FRAZER


Non è impossibile che le idee antropologiche del dottor Frazer vengano un giorno irreparabilmente superate, o che già siano in pieno declino; quel che è impossibile, inverosimile, è che la sua opera cessi di suscitare interesse. Respingiamo pure tutte le sue ipotesi, respingiamo tutti i fatti che le confermano, e l'opera resterà immortale: non più come lontana testimonianza della crudeltà dei primitivi, ma come documento diretto della credulità degli antropologi allorché si parla loro di primitivi. Credere che sul disco della luna appariranno le parole che si scrivono con il sangue su di uno specchio è solo lievemente più strano del credere che qualcuno lo creda. Nel peggiore dei casi l'opera di Frazer rimarrà come
[...]

 


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