Copertina
Autore Cosimo Marco Calò
Titolo Riconoscere i mammiferi d'Italia e d'Europa
EdizioneMuzzio, Roma, 2004, Pocket guide , pag. 142, cop.ril., dim. 95x195x10 mm , Isbn 88-7413-095-3
CuratoreCosimo Marco Calò
LettoreLuca Vita, 2004
Classe natura , zoologia
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INTRODUZIONE


Questa guida di riconoscimento tratta tutte le specie di mammiferi presenti allo stato selvatico nella regione europea ad ovest della ex Unione Sovietica, incluse le specie dell'Islanda, delle isole dello Spitzbergen e dell'Atlantico orientale a nord del 35 parallelo.

Gli elementi conoscitivi utili per la identificazione delle diverse specie sono forniti dalle rispettive illustrazioni e cartine distributive aggiornate e dai testi descrittivi.

Informazioni di orientamento generale ed indicazioni puntuali per la prima identificazione a livello di gruppi (Ordine, Famiglia, Genere) sono contenute nelle seguenti prime pagine introduttive.

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I MAMMIFERI


I mammiferi si distinguono per avere le seguenti caratteristiche:

- uno scheletro interno osseo ed articolato;

- ghiandole mammarie per il nutrimento della prole;

- un rivestimento di peli che copre quasi tutto il corpo;

- neonati non rinchiusi in un uovo;

- quattro zampe con cinque dita adatte alla deambulazione e alla corsa;

- una coda, estensione della colonna venebrale;

- lobi esterni, o "pinnae" attorno alla cavità auricolare;

- la capacità di mantenere la temperatura corporea a livelli elevati e costanti (generalmente superiori alla media della temperatura esterna);

- un cervello di grandi dimensioni con notevole capacità di apprendimento che permette di modificare il componamento in relazione alle esperienze fatte.

Tutti i mammiferi hanno uno scheletro e nutrono i loro piccoli con latte, e tutti, eccetto i monotremi australiani (Ornitorinco ed Echidna), danno alla luce piccoli non protetti da un guscio d'uovo. Le altre caratteristiche possono variare anche in misura notevole, e danno luogo, almeno nei mammiferi presenti in Europa, a grandi diversità di aspetto e comportamento.

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L'IDENTIFICAZIONE DEI MAMMIFERI


Per la grande variabilità di aspetto esteriore dei mammiferi, e le diverse possibilità di loro osservazione in natura, i problemi di identificazione sono molti.

In questa guida sono descritte le caratteristiche salienti utili per la determinazione di gruppi e singole specie.

Vi sono regole generali da tenere in considerazione, soprattutto per la classificazione diretta (dell'"animale in mano").

Le misurazioni sono utili e talvolta decisive per una accurata identificazione. La misura più utilizzata è la lunghezza "testa-corpo", effettuata dalla punta del naso alla base della coda. La lunghezza della coda viene misurata dalla punta, avendo cura di escludere i peli terminali. In molti roditori, il rappono tra la lunghezza della coda e quella della testa-corpo ha carattere diagnostico.

Da notare che il corpo di un'animale sembra sempre molto più corto quando esso è vivo.

L'uso corretto delle misure biometriche presuppone di riconoscere gli individui giovani. In molte specie, tra cui la maggior parte dei roditori, pipistrelli e carnivori, i giovani hanno la pelliccia più grigia degli adulti e spesso una struttura diversa e più tenera.

Senza grande esperienza, non ci si può fidare dell'analisi dello stato dell'apparato genitale perché la maggior parte dei mammiferi selvatici si riproduce stagionalmente e durante il periodo non riproduttivo ha genitali che possono regredire ad uno stato che somiglia a quello degli immaturi.

I piedi, specie quelli posteriori, raggiungono le dimensioni massime prima che il corpo sia completamente sviluppato, cosi spesso i giovani hanno piedi sproporzionatamente lunghi. Poiché i piedi si modificano con l'età meno di altre parti del corpo, la loro lunghezza è molto utile per distinguere alcune specie (per es. toporagni dai topi): la misura si effettua dalla pane posteriore del ginocchio fino alla punta del dito più lungo, unghia escluse.

I crani degli animali giovani si riconoscono per una generale fragilità e mancanza di fusione delle ossa e per la presenza di denti in eruzione o in sostituzione, in genere non usurati.

La pelliccia o "pelame" può variare con l'età, la stagione ed il sesso (in questa guida sono illustrate solo alcune delle più evidenti differenze).

La pelliccia invernale è più lunga di quella estiva e, specie nei carnivori, può contenere una grande quantità di fini peli lanosi nascosti dai lunghi "peli guardiani" che formano la superficie visibile della pelliccia. In alcuni cervidi, come il Capriolo, il pelame invernale è molto diverso da quello estivo, grigio piuttosto che marrone rossastro; nell'Europa del nord diverse specie acquisiscono d'inverno una pelliccia più o meno bianca. I cambiamenti stagionali di colore sono dovuti alla muta che può durare da alcune settimane a parecchi mesi; durante questo processo si possono osservare molte colorazioni intermedie. La maggior parte dei micromammiferi acquisisce il pelame estivo con la muta primaverile, invece molti carnivori non hanno una muta ben distinta, ma la pelliccia diviene gradualmente più sottile per il naturale consumo e per la perdita dei peli.

In molte specie di mammiferi vi sono solo piccole differenze di aspetto tra maschi e femmine, con le più vistose eccezioni tra gli ungulati, tra alcune foche e tra i cetacei.

In questi gruppi, i maschi hanno strutture particolari - le corna caduche o "palchi" nei cervidi, una escrescenza gonfiabile nel muso della Cistofora crestata, una lunghissima zanna nel Narvalo - che sono più imponenti nel caso del Muflone o della Foca della Groenlandia. Una leggera preponderanza di peso a favore dei maschi è la norma; solo in pochi casi i maschi sono considerevolmente più grandi, come nell'Ermellino, nella Donnola, nel Capodoglio.

In ogni gruppo di stesso sesso o stessa età vi sono, in apparenza, piccole variazioni, ma si osservano notevoli eccezioni. In molte aree per esempio lo Scoiattolo è presente con due distinte forme di colorazione (rosso-bruna e nera), ed anche i ratti delle chiaviche presentano numerose colorazioni. Variazioni geografiche molto nette sono più l'eccezione che la regola (ad es. arvicole terrestri in genere nere nel nord della Scozia mentre nel resto d'Europa sono marroni, linci più maculate al sud che al nord, lepri bianche in Irlanda molto più scure che altrove).

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