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| << | < | > | >> |Indice
INTRODUZIONE 7
I. Il mondo nordico 9
Note 19
II. Mito, religione, magia 25
Note 39
I MITI 47
I. Cosmogonia 49
1. Origine del mondo e degli dei 49
2. Origine degli uomini 51
Appendice. Immagini simboliche della
creazione: a. Goccia (Lacrima);
b. Traspirazione; c. Soffio 52
Note 53
II. Ordinamento dell’universo 55
1. Il governo del tempo e degli elementi 55
2. Il cielo e le dimore degli dei 57
3. L’albero cosmico 61
4. I figli di Loki 63
5. Origine delle classi sociali 66
Appendice 1. Significato mitico e
religioso degli astri: a. Luna; b. Sole 68
Appendice 2. L’aldilà nel mondo nordico 71
Appendice 3. Strutture che reggono
l’ordine del cosmo: a. Recinto;
b. Cancello; c. Soglia; d. Ponte;
e. Tempio 73
Note 77
III. Guerra divina 86
Appendice. Significato mitico e simbolico
della guerra e della pace: a. Guerra;
b. Pace 87
Note 88
IV. Doni e qualità degli dei 89
1. Odino signore della magia e delle rune 89
2. L’idromele della poesia 90
3. I doni dei nani 92
Appendice I. La magia nel mondo nordico -
La bacchetta magica 95
Appendice 2. Le rune 100
Note 104
V. L’ordine cosmico è minacciato 113
1. Il muro di Àsgardr 113
2. Il rapimento di Idunn 115
3. Il furto del monile di Freyja 117
4. Il furto del martello di Thor 118
5. Il dio deriso 121
6. Il viaggio di Thor presso il gigante
Hymir 128
7. Le invettive di Loki 134
8. Il duello di Thor contro il gigante
Hrungnir 137
9. Il viaggio di Thor presso il gigante
Geirrødr 140
Note 142
VI. Il dio innamorato 149
Note 152
VII. Il dio torturato 153
Note 154
VIII. Il dio sacrificato 155
Appendice. Funzione e significato del
sogno nella tradizione nordica 168
Note 170
IX. Il mito dell’eterna battaglia 173
Note 178
X. Il mulino dell’abbondanza 181
Appendice. Il mulino del cielo 183
Note 184
XI. Il crepuscolo degli dèi 186
Note 191
GLI DEI 193
Note 196
I. Asi 197
1. Odino (Òdinn) 199
[...]
GLI ESSERI SOVRANNATURALI 299
I. Figure divine di secondo piano 301
1. Disir 301
[...]
EROI, FABBRI, RE 365
I. Eroi 367
1. Helgi 368
[...]
I SIMBOLI 449
I. Stati dell’essere 451
1. I principi da cui fu generato il
mondo: a. Luce - Calore - Secco;
b. Buio- Freddo-Umidità 451
2. Caos 452
Note 453
II. Elementi fondamentali 455
1. Acqua 455
2. Fuoco 456
3. Terra 459
4. Aria 460
Appendice. Il vento 461
Note 461
III. Spazio 465
1. Forme: a. Cono - Vortice; b. Cerchio;
c. Quadrato - Scacchiera 465
2. Colori: a. Bianco; b. Rosso; c. Blu;
d. Grigio; e. Nero 468
3. Geografia mitologica: a. Abisso;
b. Pianura; c. Punti cardinali
(a. Est, b. Ovest, c. Sud, d. Nord;
e. Cielo; f. Mare; g. Fiume; h. Lago -
Isola; i. Bosco; l. Fonte; m. Cascata;
n. Valle; o. Alture; p. Caverna;
q. Palude 473
Note 490
IV. Tempo 498
I momenti chiave: alba - crepuscolo 498
Note 498
V. Numeri 499
1. Numeri che simboleggiano le qualità
dell’essere: a. Due; b. Tre;
c. Quattro; d. Cinque; e. Sei;
f. Dodici 499
2. Numeri legati ai cicli dell’esistenza:
a. Sette; b. Nove 505
3. Numeri di completamento e di difetto:
a. Otto; b. Undici 507
Note 508
VI. Sostanze 512
1. Sostanze che richiamano le origini:
a. Ghiaccio; b. Sale; e. Rugiada;
d. Saliva 512
2. La sostanza inerte: il fango 514
3. La sostanza maligna: il veleno 514
4. Sostanze legate a un concetto di
eternità: a. Pietra; b.Vetro 515
5. Metalli: a. Oro; b. Argento; c. Rame 517
6. Sostanze per l’uomo: a. Cibo;
b. Bevande sacre (a. Birra,
b. Idromele, c. Vino) 521
Appendice. La fermentazione 526
Note 526
[...]
IX. L’uomo 598
1. Parti del corpo: a. Cuore; b. Sangue;
c. Testa; d. Cranio; e. Capelli;
f. Volto; g. Occhio; h. Orecchio;
i. Barba; j. Bocca; k. Denti, l. Mano;
m. Piede; n. Unghie; o. Fallo 598
2. Vestiario: a. Mantello; b. Camicia;
c. Cappuccio; d. Nastro; e. Maschera;
f. Guanti; g. Cintura; h. Calzature 611
3. Atteggiamenti: a. Sonno; b. Silenzio;
c. Riso 618
4. Funzioni: a. Cuoco; b. Battelliere;
c. Viandante 620
Note 623
X. Riti e momenti determinanti 631
1. Sacrificio 631
2. Battaglia 631
3. Duello 633
4. Caccia 633
5. Festa 634
6. Banchetto 636
7. Bevuta 636
8. Danza 637
9. Giuramento 638
10.Viaggio 639
Note 640
XI. Oggetti e strumenti magici e rituali 644
1. Vessillo 644
2. Armi: a. Arco; b. Freccia; c. Lancia;
d. Spada; e. Elmo; f. Corazza;
g. Scudo; h. Coltello 644
3. Bacile 654
4. Corno 655
5. Gioielli 657
6. Anello 658
Appendice 1. Il significato del tesoro 661
Appendice 2. Il dono 661
6. Imbarcazione 662
7. Carro 664
Appendice 1. Ruota 666
Appendice 2. Auriga 666
Note 667
APPENDICI GENERALI 675
Fonti 677
Area scandinava 677
Area non scandinava 683
Note 685
Indice delle abbreviazioni 686
Note 694
Indice dei nomi 698
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| << | < | > | >> |Pagina 25II. Mito, religione, magiaLa religione nordica pagana così come ci appare dalle diverse testimonianze che ne abbiamo è tutt’altro che un sistema organico e omogeneo. Non lo è, in primo luogo, per quanto riguarda le divinità. Il pantheon nordico infatti, che si presenta assai ricco e variato, è popolato da un gran numero di dèi diversi fra loro per origine, importanza e funzione. La Scandinavia conserva testimonianze delle varie culture che un tempo vi furono diffuse, a partire dalle tracce, assai antiche ma altrettanto incerte, che si fanno risalire al paleolitico. Tuttavia è solo dal neolitico (4000-1500 a.C.) che i reperti si fanno più numerosi e omogenei e consentono di formulare ipotesi concrete. Ora, le diverse concezioni di vita che si manifestarono nel corso dei secoli e che a loro volta dovettero determinare le varie forme di religione, si formarono, si imposero, si incontrarono, si scontrarono, convissero e si influenzarono a vicenda. Il risultato, cioè la religione di quella Scandinavia che era al tempo dei Vichinghi ancora pagana, è pertanto assai difficile da definire con certezza. Il breve excursus che segue non avrà dunque altro scopo se non quello di fornire, assieme alle notizie fondamentali, suggerimenti e spunti per più approfondite indagini. La prima religione della Scandinavia dovette essere di tipo naturalistico. È quella che verosimilmente praticarono i popoli cacciatori primitivi, legati, per evidenti ragioni di sussistenza, ai cicli della natura e del mondo animale. Come in altre culture analoghe, essi dovettero conoscere diversi rituali di carattere magico il cui scopo consisteva nel guadagnarsi la benevolenza degli spiriti che a tale mondo erano ritenuti preposti. Testimonianze omogenee di queste concezioni sono diffuse in una vasta area che si estende dalle coste occidentali della Scandinavia fino alla fascia settentrionale dell’Unione Sovietica, alla Siberia e allo stretto di Bering. La grande varietà di animali totemici e simbolici, specie quelli selvatici e/o pericolosi che troviamo nei rituali di culto o nei miti, potrebbe celare tracce di questi antichissimi rapporti uomo-natura. Ma già a partire dal 3000 a.C. si diffondevano nell’area nordica i segni di un profondo mutamento | << | < | > | >> |Pagina 86III. Guerra divinaUn contrasto radicale divide le due stirpi divine degli Asi e dei Vani, nelle quali si incarnano aspetti dell’esistenza opposti ma ugualmente necessari. Per questo la guerra divina non potrà che concludersi con un patto nel quale siano integrate le diverse componenti. Si racconta che il popolo degli Asi e quello dei Vani ebbero una volta un conflitto e che quella fu la prima guerra nel mondo. Era avvenuto che una donna della stirpe dei Vani, una perfida strega di nome Gullveig, si era introdotta nel Paese degli Asi allo scopo di portarvi cupidigia e corruzione. Costei era una maga e praticava quell’arte, detta seidr, ritenuta assai sconveniente per gli uomini, ma molto praticata dalle femmine malvagie. Per porre fine al suo comportamento scellerato non restava agli Asi che una soluzione: ucciderla. Così Gullveig (o Heiòr, come altrimenti era chiamata) fu catturata, trafitta con la lancia e arsa nella sala di Odino. Ciononostante ella rinacque. Tre volte la strega fu arsa e tre volte tuttavia rinacque. L’aggressione contro Gullveig, benché non avesse ottenuto l’effetto desiderato, scatenò la guerra fra le due stirpi divine. Odino mosse con l’esercito contro i Vani e scagliò la lancia sulla turba guerriera: quello fu il segnale della battaglia. Null’altro si sa del conflitto se non che ebbe andamento alterno; il recinto degli Asi fu distrutto e i Vani armati e minacciosi poterono calpestare il sacro terreno di Àsgardr. Alla fine fu stabilita una tregua e le due parti si scambiarono degli ostaggi. I Vani mandarono presso gli Asi gli eminenti fra loro, Njòrdr e i suoi figli Freyr e Freyja. Con loro partì anche il saggio Kvasir. Costoro furono accettati fra gli Asi con pari dignità e divennero come loro sacerdoti sacrificali. Freyja fu fatta sacerdotessa e per prima insegnò agli Asi la magia che era comune fra i Vani. Njòrdr dal canto suo dovette rinunciare alle nozze con la sorella, poiché fra gli Asi era proibito il matrimonio fra parenti così stretti. Da parte loro gli Asi mandarono fra i Vani il dio di nome Hoenir, e con lui partì Mimir che era dotato di grandissima sapienza. | << | < | > | >> |Pagina 1991. Odino (Òdinn)È la figura eccellente del mondo nordico, quella in cui meglio si incarna la molteplicità del concetto di assoluto e dunque di divinità. A lui appartiene la totalità dell’essere, ma, benché partecipi contemporaneamente di ogni manifestazione della vita, egli stesso non è imprigionato in nessuna. Il suo nome, Odinn, è connesso alla radice indoeuropea [...] nella quale è espresso il concetto di ispirazione e furore. Notava Adamo da Brema: Wodan, id est furor. Nucleo del suo essere è perciò una condizione di perenne possibilità, piuttosto che una manifestazione materiale. Egli può con facilità trascorrere dall’uno all’altro livello dell’esistenza, è dio dei vivi e contemporaneamente dei defunti, è piacevole e terribile, soccorrevole o letale. Per questo è per eccellenza dio della magia. Sebbene paia probabile che il suo culto si sia diffuso in epoca relativamente tarda egli si guadagnò tuttavia ben presto la posizione di dio supremo e come tale sopraffece altre divinità del cielo un tempo assai importanti come Tyr e Ullr. La diffusione dei toponimi che contengono il nome di questo dio (del cui culto si hanno presso i Germani continentali ampie ed esaurienti testimonianze) mostra una concentrazione maggiore nelle zone meridionali e orientali della Scandinavia. Esempi si hanno in Danimarca: Oddense, Odense, Vojens; Svezia: Onslunda, Odenslunda, Odenslanda, Onsala, Odensala, Odensòker, Odensvi, Odensharg; Norvegia centromeridionale: Onsøy, Onsøien, Onsaaker, Odinssalir (nome antico), Osland, Onsrud Essi sono invece totalmente assenti nella Norvegia settentrionale e in Islanda, dove al contrario il culto di Thor era particolarmente diffuso. | << | < | > | >> |Pagina 276II. VaniCostituiscono una stirpe divina ben precisa, distinta dagli Asi, con i quali anzi sostennero un conflitto alle origini del mondo. La loro patria è Vanaheimr («Paese dei Vani», detto altrimenti Vanaland -terra dei Vani-). Nella geografia mitologica di Snorri il «delta del Don» è detto Tanakvisl o Vanakvisl e messo in relazione con la loro regione. Eminenti fra loro sono Njordr e i suoi figli Freyr e Freyja; costoro furono accolti con pari dignità fra gli Asi, tuttavia di Njordr è specificato che alla fine del mondo tornerà fra i saggi Vani.
La società dei Vani è distinta da quella degli Asi per
struttura e funzione. Essi sono senza dubbio divinità della
fecondità, come pare testimoniare anche il loro nome
(nordico Vanir, sing. Vanr), connesso alla radice
indoeuropea -WEN- che ha senso di «tendere», «aspirare», poi
«desiderare», «amare». Dei Vani è nota la profonda
conoscenza delle pratiche magiche; è detto anzi che quando
Freyja venne accolta fra gli Asi essa insegnò loro
quest’arte che era nota soprattutto alle sacerdotesse.
Grazie alla loro scienza magica i Vani conoscono il futuro.
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