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| << | < | > | >> |CopertinaUna affascinante e poetica trilogia sull'esplorazione dello spazio. Il libro si articola in tre parti. La prima, "Tre per la luna", tratta della prima spedizione sul nostro satellite. ... La seconda, "L'altra parte del cielo", è ambientata in una stazione spaziale, mezzo e simbolo di un distacco dalla madreterra che non è soltanto illusorio. ... Il distacco dalla madreterra diventa infine frattura violenta nella dimensione favolistica della terza e ultima parte, "Incontro con Medusa". Attraverso il sogno, l'uomo ritorna su se stesso. E il ritorno è un brusco risveglio, come nell'inquietante finale che ha sul lettore l'effetto di una doccia gelata. Tutto ha un prezzo e il prezzo del viaggio dell'uomo attorno all'uomo è l'uomo stesso.| << | < | > | >> |Pagina 126 [ Giove, intelligenza ]Le restanti ore di oscurità passarono tranquille... quasi fino all'alba. Poiché proveniva da oriente, Falcon suppose di vedere il primo debole accenno dell'aurora. Poi si rese conto che mancavano ancora venti minuti... e che la luminosità apparsa all'orizzonte si muoveva verso di lui a vista d'occhio. Essa si staccò rapida dall'arco delle stelle che segnava l'orlo invisibile del pianeta e Falcon vide che consisteva in una fascia relativamente stretta e ben definita. Il raggio di un enorme riflettore sembrò oscillare sotto le nubi.Un'altra rapida lama di luce seguì la prima a forse cento chilometri, parallela all'altra e alla stessa velocità. Dopo quella, un'altra, e un'altra ancora... finché tutto il cielo fu un guizzare di luci alternate a oscurità. Falcon pensò che, ormai, doveva essere avvezzo ai prodigi e gli sembrava impossibile che quello spettacolo di pura e silenziosa luminosità potesse presentare il minimo pericolo. Ma era tanto stupefacente e inesplicabile che un freddo, crudo terrore si impadronì del suo autocontrollo. Nessun uomo avrebbe potuto sostenere una vista simile senza sentirsi un inerme pigmeo, in presenza di forze superiori alla sua comprensione. Era forse possibile che, dopo tutto, su Giove ci fosse non solo la vita ma anche l'intelligenza? E, forse, un'intelligenza che soltanto ora cominciava a reagire alla sua presenza estranea. | << | < | > | >> |Pagina 136«Fin quando non sono giunto qui» disse il dottor Brenner in tono alquanto triste «avrei giurato che qualsiasi cosa in grado di produrre un'antenna a onde corte, "doveva" essere intelligente. Adesso non ne sono più sicuro. Potrebbe essere il risultato di un'evoluzione naturale. Suppongo che non sia niente di più fantastico dell'occhio umano.»«Dobbiamo quindi andare cauti e ammettere l'ipotesi dell'intelligenza. Perciò, al presente, questa spedizione rientra in tutte le clausole della Direttiva primaria.»
Seguì un lungo silenzio mentre
tutti coloro che erano inseriti nel
circuito radio meditavano sulle
implicazioni che questo comportava.
Per la prima volta nella storia del
volo spaziale, le regole che erano
state stabilite in più di un
secolo di dispute dovevano essere
applicate. L'uomo aveva imparato
qualcosa, si sperava, dai suoi
errori su Terra. Non soltanto
considerazioni di ordine morale, ma
il suo stesso interesse esigeva che
non venissero ripetuti sui pianeti.
Avrebbe potuto essere disastroso
trattare un'intelligenza superiore
come i coloni americani avevano
trattato i pellerossa o come quasi
tutti avevano trattato gli
africani.
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