Copertina
Autore Don DeLillo
Titolo Underwater
EdizioneEinaudi, Torino, 1999, Supercoralli , Isbn 88-06-14725-0
OriginaleUnderwater [1997]
TraduttoreDelfina Vezzoli
LettoreRenato di Stefano, 1999
Classe narrativa statunitense
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Pagina 3 [ inizio libro ]

Prologo


Il trionfo della morte


Parla la tua lingua, l'americano, e c'è una luce nel suo sguardo che è una mezza speranza.

E' un giorno di scuola, naturalmente, ma lui non c'è proprio, in classe. Preferisce star qui, invece, all'ombra di questa specie di vecchia carcassa arrugginita, e non si può dargli torto - questa metropoli di acciaio, cemento e vernice scrostata, di erba tosata ed enormi pacchetti di Chesterfield di sghimbescio sui tabelloni segnapunti, con un paio di sigarette che sbucano da ciascuno.

Sono i desideri su vasta scala a fare la storia. Lui è solo un ragazzo con una passione precisa, ma fa parte di una folla che si sta radunando, anonime migliaia scese da autobus e treni, gente che in strette colonne attraversa marciando il ponte girevole sul fiume, e sebbene non siano una migrazione o una rivoluzione, un vasto scossone dell'anima, si portano dietro il calore pulsante della grande città e i loro piccoli sogni e delusioni, quell'invisibile nonsoché che incombe sul giorno - uomini in cappello di feltro e marinai in franchigia, il ruzzolio distratto dei loro pensieri, mentre vanno alla partita.

Il cielo è basso e grigio, il grigio torbido della risacca.

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Pagina 18

Gleason ha due bicchieri schiumanti piantati ai suoi piedi e un hot dog di cui s'è dimenticato gli spunta alle estremità del pugno strizzato. Sta parlando contemporaneamente a sei persone che ridono e fanno domande, abbonati stagionali dei box, ammiratori di lunga data con le mogli rinsecchite. Vedono che è piuttosto brillo e ammirano la sua prontezza di spirito, le sue battute taglienti e offensive. Vogliono essere insultati e Jackie è felice di accontentarli, ignorando il proprio stato di ubriachezza per fare la riuscita imitazione di un beone. Socchiudendo gli occhi, come se avesse le palpebre pesanti, si mette a grugnire, prendendosi gioco del tupè a scopetta di uno dei suoi interlocutori e ridicolizzandone un altro per le toppe ai gomiti della giacca di tweed. Le donne si divertono un mondo e non ne hanno mai abbastanza. Guardano Gleason, lanciano un'occhiata a Sinatra per vedere come reagisce a Gleason, seguono la partita, ascoltano Jackie che cita vecchie battute del suo show televisivo, guardano la senape che gli cola lungo il pollice ma non hanno il coraggio di dirglielo.

Quando arriva al posto d'angolo di Mr. Hoover, Rafferty non rimane in piedi di fronte al Direttore, per parlargli, ma si dà la pena di accosciarsí nel corridoio di passaggio. Tiene senza parere la mano davanti alla bocca perché nessun altro capisca quello che dice. Hoover ascolta per un momento, dice qualcosa ai suoi compagni, poi si allontana con Rafferty su per i gradini finché trova un punto isolato a metà di una lunga rampa, dove l'agente speciale riferisce nei dettagli il suo messaggio.

Pare che l'Unione Sovietica abbia condotto un esperimento atomico in una località segreta all'interno dei propri confini. Hanno fatto esplodere una bomba, per dirla in parole povere. E i nostri dispositivi di rilevazione indicano che proprio di questo si tratta - è una bomba, un'arma, è uno strumento bellico, produce calore, radiazioni, shock. Non si tratta di un impiego pacifico di energia atomica applicata al riscaldamento domestico. E' una bomba rossa che produce un gran nuvolone bianco come un dio del tuono dell'antica Eurasia.

Edgar fissa la data odierna. 3 ottobre I95I. Registra la data. Se la imprime nella mente.

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Pagina 48

I colori della carne sanguinolenta e le cataste di corpi, questo è un censimento dei modi piú orribili di morire. Guarda il cielo fiammeggiante all'estremo orizzonte, al di là dei promontori sulla pagina di sinistra - la Morte altrove, la Conflagrazione diffusa, il Terrore dappertutto, cornacchie, corvi in silenziosa planata, il corvo appollaiato sulla groppa del cavallino bianco, bianco e nero per sempre. Edgar pensa a una torre solitaria che si erge nel Kazakistan, nella zona degli esperimenti nucleari, una torre armata con la bomba, e riesce quasi a sentire il vento che soffia sulle steppe dell'Asia Centrale, là dove vive il nemico in cappotto lungo e colbacco di pelo, parlando quella sua lingua antica, liturgica e grave. Che storia segreta stanno scrivendo? C'è il segreto della bomba e i segreti che la bomba ispira, cose che non riesce a indovinare nemmeno il Direttore - un uomo il cui cuore appartato racchiude tutti i purulenti segreti del mondo occidentale - perché queste trame si stanno sviluppando solo adesso. Ma una cosa sa per certo, ed è che lo spirito della bomba è impresso non solo nella fisica di particelle e raggi, ma nell'occasione che crea per nuovi segreti. Perché per ogni esplosione atmosferica, per ogni immagine fugace che riusciamo a cogliere della forza bruta della natura, quell'inquietante occhio senza palpebre che esplode sul deserto - per ciascuna di queste cose, Edgar immagina che almeno cento segreti vadano sotto terra, a moltiplicarsi e a tramare.

E qual è il rapporto tra Noi e Loro, quanti collegamenti troviamo nel labirinto neurale? Non basta odiare il proprio nemico. Bisogna capire che ciascuno dei due contribuisce

[...]

 


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