Copertina
Autore Daniel C. Dennett
Titolo L'evoluzione della libertà
EdizioneCortina, Milano, 2004, Scienza e idee , pag. 454, cop.fle., dim. 140x225x33 mm , Isbn 88-7078-877-6
OriginaleFreedom Evolves [2003]
TraduttoreMassimiliano Pagani
LettoreRenato di Stefano, 2004
Classe filosofia , scienze cognitive , evoluzione
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Indice

Prefazione                                           XI

1. Libertà naturale                                   1

Imparare chi siamo                                    1
Io sono quello che sono                               8
L'aria che respiriamo                                12
La penna magica di Dumbo e il Rischio di Paulina     18

2. Uno strumento per riflettere sul determinismo     33

Alcune utili ipersemplificazioni                     34
Dalla fisica al progetto nel Mondo della Vita
    di Conway                                        47
Possiamo fare noi il Deus ex machina?                62
Dalla fuga al rallentatore alle Guerre Stellari      68
La nascita dell'eluttabilità                         74

3. Riflettere sul determinismo                       85

Mondi possibili                                      85
La causalità                                         95
Il putt di Austin                                   100
Una maratona di scacchi con il computer             104
Eventi privi di cause in un universo deterministico 112
Il futuro sarà come il passato?                     120

4. Stiamo a sentire le regioni dei libertari        131

Il fascino del libertarismo                         131
Dove dovremmo inserire la lacuna di cui si sente
    così il bisogno?                                139
Il modello di Kane del processo decisionale
    indeterministico                                146
"Se vi fate veramente piccoli, potete
    esteriorizzare virtualmente qualsiasi cosa"     163
Attenzione al Primo Mammifero                       169
Come può "dipendere da me"?                         180

5. Da dove viene tutto il progetto?                 187

I primi giorni                                      188
Il dilemma del detenuto                             195
E Pluribus Unum?                                    199
Digressione: la minaccia del determinismo genetico  207
Gradi di libertà e ricerca della verità             215

6. L'evoluzione delle menti aperte                  223

Come i simbionti culturali trasformano i primati
    in persone                                      224
La peculiarità delle spiegazioni darwiniane         239
Begli strumenti, ma devi ancora usarli              246

7. L'evoluzione dell'agire morale                   257

Il benegoismo                                       257
Essere buono per sembrare buono                     270
Imparate a trattare con voi stessi                  276
I nostri costosi badge di merito                    284

8. Siete fuori dal giro?                            295

Fare la morale sbagliata                            295
Ogni volta che lo Spirito vi muove                  302
Il punto di vista dello scrittore di menti          323
Un Sé per sé                                        327

9. Il nostro bootstrapping per esseri liberi        343

Come abbiamo fatto a catturare le ragioni e
    a farle nostre                                  343
L'ingegneria psichica e la corsa agli armamenti
    della razionalità                               353
Con un piccolo aiuto dai miei amici                 360
Autonomia, lavaggio del cervello ed educazione      372

10. Il futuro della libertà umana                   383

Tenere le posizioni contro la discolpa strisciante  384
"Grazie, ne avevo bisogno!"                         394
Siamo più liberi di quanto vorremmo essere?         401
La libertà umana è fragile                          404

Bibliografia                                        411

Indice analitico                                    425
 

 

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Pagina XI

PREFAZIONE



Per quanto tempo ho lavorato a questo libro? Molti mi hanno fatto la domanda mentre ero impegnato nella cura editoriale finale, e non ho saputo cosa rispondere: cinque anni o trenta? Penso che trent'anni sia la risposta che si avvicina di più alla verità, perché è stato più o meno un trentennio fa che ho cominciato a riflettere sul serio sui temi del volume, a consultare la letteratura specializzata, selezionando gli argomenti, compilando elenchi di articoli e libri da leggere, schematizzando strategie e strutture, e confrontandomi in dibattiti e discussioni. All'interno di una prospettiva tanto ampia, il mio libro del 1984, Elbow Room: The Varieties or Free Will Worth Wanting, svolge il compito di progetto pilota. Tale progetto faceva pesantemente assegnamento su un semplice inserto di sole dieci pagine dedicato all'evoluzione della coscienza (pp. 34-43) e accompagnato da due "pagherò": ero in debito con i lettori scettici di una spiegazione dovutamente rigorosa sia della coscienza sia dell'evoluzione. Mi ci è voluta una dozzina di anni per pagare il debito, con Coscienza (1991a) e con L'idea pericolosa di Darwin (1995). Per tutto quel periodo ho continuato ad annotare esempi dello schema che aveva ispirato e modellato Elbow Room: quell'ordine di valori nascosto che tende a influenzare le ricerche teoriche in tutte le scienze sociali e nelle stesse scienze della vita. Ricercatori che lavorano in campi molto diversi, che utilizzano metodologie e scale di valori assai differenti, ciononostante condividono spesso una velata antipatia per due semplici idee, ed evitano comunque di affrontare le implicazioni: le nostre menti sono semplicemente quello che i nostri cervel1i fanno in modo non miracoloso, e il talento del nostro cervello non può che evolvere come ogni altra meraviglia naturale. I loro tentativi di esorcizzare queste due tesi hanno finito coll'impantanare le loro capacità di ragionamento, mentre erano tutti intenti a rivestire assolutismi di dubbia qualità di un fascino che non avevano e a sforzarsi di trattare piccole lacune facilmente colmabili come abissi invalicabili. Obiettivo di questo libro è mettere in luce quanto bizzarri siano gli edifici difensivi che costoro hanno eretto per combattere la loro paura, e poi raderli al suolo per rimpiazzar1i con altri dotati di fondamenta più atte a garantire ciò a cui teniamo veramente.

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Pagina 1

1
LIBERTĄ NATURALE



C'è una tradizione popolare che considera l'essere umano come un agente responsabile, al timone di comando del suo stesso destino, poiché, sostiene, l'uomo è essenzialmente anima, un pezzo immateriale e immortale di materia divina che abita e controlla il suo corpo materiale come farebbe un fantomatico burattinaio. Quest'anima è la fonte di ogni significato e il luogo da cui proviene ogni sofferenza, ogni gioia, ogni gloria o disonore per l'essere umano. Tale idea delle anime immateriali, che sarebbero in grado di eludere le leggi della fisica, però, ha ormai superato ogni livello di credibilità grazie all'evoluzione delle scienze naturali. Sono in molti a credere che le conseguenze dell'abbandono di tali credenze potrebbero rivelarsi disastrose: non possediamo davvero il "libero arbitrio", dicono, e nulla ha più senso. Scopo del libro è mostrare a questa gente quanto abbia torto.


Imparare chi siamo

        Sì, abbiamo un'anima. Ma è fatta di tanti piccoli robot.
        GIULIO GIORELLO

Non abbiamo bisogno di ricorrere alle care vecchie anime immateriali per mantenere vive le nostre speranze; le nostre aspirazioni di esseri morali, i cui atti e le cui vite hanno un senso, non dipendono affatto dalla presenza di una mente che obbedisca a una fisica differente da quella che governa il resto della natura. La comprensione di noi stessi che possiamo trarre dalla scienza può aiutarci a poggiare le nostre vite morali su fondamenta nuove e migliori; e una volta capito in che cosa consista la nostra libertà, saremo ben più preparati a difenderla dalle minacce reali che sfuggono normalmente ai nostri tentativi di identificarle.

Uno dei miei studenti, che si era arruolato nei Peace Corps per evitare di essere chiamato in Vietnam, mi raccontò, in seguito, del suo lavoro presso una tribù che viveva nel profondo della foresta brasiliana. Gli chiesi se gli fosse stato richiesto di parlare a quelle persone del conflitto in corso tra USA e URSS. Per niente, rispose. Non avrebbe avuto senso. Non avevano mai sentito parlare né dell'America né dell'Unione Sovietica. Anzi, non avevano mai sentito parlare nemmeno del Brasile! Negli anni Sessanta del Novecento era ancora possibile che un essere umano vivesse in una nazione, e fosse soggetto alle sue leggi, senza averne la minima conoscenza. Se troviamo incredibile tutto ciò, è perché gli esseri umani, al contrario di tutte le altre specie del nostro pianeta, sono esseri che bramano la conoscenza (knowers). Siamo i soli ad aver raggiunto la piena consapevolezza della nostra natura e del nostro posto entro questo immenso universo, e stiamo persino incominciando a farci un'idea di quale sia stato il cammino che ci ha permesso di giungere fino a qui.

Le scoperte più recenti su chi siamo e su come siamo pervenuti al nostro stato attuale sono, a dir poco, terrificanti. Quello che siete, ci dicono, è un assemblaggio di più o meno un migliaio di miliardi di cellule, appartenenti a migliaia di generi differenti. Il grosso di questo ammasso di cellule è composto da "figlie" della cellula uovo e dello spermatozoo, la cui unione ha dato vita a voi; ma, in realtà, queste sono superate numericamente da trilioni di batteri, autostoppisti provenienti da migliaia di ceppi diversi stipati nel vostro corpo (Hooper et al., 1998). Ognuna delle vostre cellule ospiti è un meccanismo non pensante, un piccolo robot piuttosto autonomo. Non è più cosciente dei batteri che ospitate. Nessuna delle cellule che contribuiscono a comporvi sa chi siete, né le importa saperlo.

Ogni squadra composta da trilioni di questi robot è organizzata in una struttura sociale la cui efficienza lascia esterrefatti, un regime senza un condottiero ma capace di mantenere una struttura così ben organizzata da respingere gli estranei, espellere i deboli, e rafforzare le regole ferree della disciplina - e fungere da quartier generale di un unico sé cosciente, di una sola mente. Queste comunità di cellule sono fasciste all'estremo; ma i vostri interessi o i vostri valori hanno poco o nulla da spartire con le mire limitate delle cellule che vi compongono - per fortuna! Un individuo può essere gentile e generoso, un altro può essere spietato; c'è chi fa il pornografo e chi invece dedica la propria vita a servire Dio. Una delle tentazioni a cui l'uomo, nel tempo, ha ceduto è stata quella di immaginare che queste fondamentali differenze potessero essere ricondotte a caratteristiche speciali di un qualche elemento extra (un'anima), posizionato da qualche parte nel quartier generale del corpo. Ormai sappiamo che, per quanto sia ancora molto seducente, l'idea non è minimamente supportata da ciò che abbiamo imparato sulla nostra biologia in generale e sul nostro cervello in particolare. Più comprendiamo come ci siamo evoluti e come funziona il nostro cervello, più ci convinciamo che non può esistere alcun ingrediente extra di questo tipo. Ognuno di noi è composto di robot non pensanti e da nient'altro; non abbiamo alcun ingrediente non-fisico o non-robotico. Le differenze che distinguono una persona dalle altre sono tutte riconducibili al modo in cui, durante una vita di crescita ed esperienza, le squadre dei loro personali robot si sono assemblate. La differenza tra saper parlare francese o saper parlare cinese è una differenza nell'organizzazione di queste parti mobili; lo stesso vale per tutte le altre differenze di cultura e personalità.

Dal momento che io sono cosciente e voi lo siete altrettanto, noi tutti dobbiamo avere sé coscienti che sono in qualche modo composti di questi strani piccoli elementi. In che modo? Per riuscire a capire come si possa ottenere un lavoro di assemblaggio così straordinario, dobbiamo osservare la storia dei processi di progettazione (design) che hanno svolto tutto il lavoro, l'evoluzione della coscienza umana. Dobbiamo anche capire in che modo queste anime, composte da robot cellulari, riescano effettivamente a fornirci tutti quei poteri importanti e tutti i conseguenti doveri che le anime immateriali tradizionali abitualmente ci concedono (grazie a una magia non precisata). Scambiare un'anima soprannaturale con un'anima naturale - ma è un buon affare? Che cosa ci perdiamo e che cosa ci guadagniamo? C'è chi, a proposito di questo scambio, salta a conclusioni spaventose che sono, però, ampiamente errate. Intendo dimostrare proprio questo, ricostruendo la storia della crescita della libertà sul nostro pianeta fin dalla sua primissima apparizione, all'alba della vita. Che genere di libertà? Ne appariranno diverse forme, man mano che proseguirò nella mia storia.

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Pagina 7

Che cosa faremo, ora, della nostra conoscenza? I dolori del parto delle nostre scoperte non si sono ancora placati. Sono in molti a pensare che imparare troppo su ciò che siamo - barattare il mistero con dei meccanismi - impoverirà la nostra concezione delle possibilità umane. Questo timore è comprensibile, ma se stessimo veramente correndo il pericolo di sapere troppo, coloro che lavorano in prima linea in questa attività di ricerca non dovrebbero mostrare segni di sconforto? Guardate, invece, chi sta partecipando a questa avventura per accrescere la conoscenza scientifica e sta assimilando con impazienza le nuove scoperte; non sono certo a corto di ottimismo, hanno convinzioni morali, dimostrano impegno nella vita e nella società. Piuttosto, se volete trovare ansia, disperazione e anomia tra le fila degli intellettuali di oggi, date un'occhiata alla tribù, tanto alla moda ultimamente, dei postmodernisti, che si compiacciono di affermare che la scienza attuale non è altro che l'ultimo di una lunga serie di miti, che le sue istituzioni e i suoi costosi apparati non sono altro che rituali ed equipaggiamenti dell'ennesima religione. Che persone intelligenti possano prendere sul serio tesi di questo
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