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| << | < | > | >> |Indice
4 L'ULTIMO DEI CAPI
38 IL FATTORE LETALE
51 GIOCATE E VINCETE
75 VENDETE E MOLTIPLICATEVI
92 BACCO, TABACCO E... FNOOLS
107 IL GATTO
125 LE PRE-PERSONE
154 PICCOLA CITTA'
170 NOTE Al RACCONTI
| << | < | > | >> |Pagina 4 [ inizio libro ]L'ULTIMO DEI CAPILa coscienza si consolidò attorno a lui. Rinvenne a fatica, il peso dei secoli lo schiacciava in maniera insopportabile. La salita fu dolorosa. Avrebbe urlato, se avesse avuto qualcosa con cui urlare. Comunque, cominciava a provare un certo sollievo. Era già riemerso ottomila volte in quel modo, trovando sempre maggiori difficoltà. Un giorno o l'altro sicuramente non ce l'avrebbe fatta. Un giorno o l'altro sarebbe rimasto imprigionato nel pozzo nero. Ma non quella volta. Era ancora vivo. Fra il dolore lancinante e la riluttanza si fece strada un senso di trionfo. - Buon giorno - disse una voce allegra. - E' una bellissima giornata. Adesso tiro le tende, così potrete guardare fuori. Poteva vedere e sentire. Ma non muoversi. Restò sdraiato, assorbendo le varie sensazioni della stanza. Tappeti, carta da parati, tavoli, lampade, quadri. Una scrivania e uno schermo video. Dalle finestre entrava la luce gialla del sole. Cielo azzurro. Colline lontane. Campi, case, strade, fabbriche. Operai e macchine. Peter Green era intento a mettere ordine nella stanza, con un gran sorriso sulla faccia gioviale. - Ci sono un sacco di cose da fare oggi. Un sacco di gente vuole vedervi. Documenti da firmare. Decisioni da prendere. Oggi è sabato. Arriverà gente dai settori più lontani. Spero che i ragazzi della manutenzione abbiano fatto un buon lavoro. - Si affrettò ad aggiungere: - L'hanno fatto di sicuro. Ho parlato con Fowler, mentre venivo qui. E' tutto a posto. La voce piacevole e tenorile del giovane si mescolava con la luce brillante del sole. Suoni e rumori, ma nient'altro. Non provava nessuna sensazione, cercò di muovere un braccio, ma non ci riuscì. - Non preoccupatevi disse Green, accorgendosi della sua paura. - Fra poco arriveranno con il resto. Starete benissimo. Dovete star bene. Come faremmo a sopravvivere senza di voi?
Si rilassò. Era già successo tante di quelle volte,
prima. Sentì una rabbia sorda crescergli dentro. Possibile
che non riuscissero a raggiungere un minimo di
coordinazione, in modo da svegliarlo tutto assieme, invece
che un pezzo alla volta? Avrebbe dovuto cambiare i piani,
riorganizzarli meglio.
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