Copertina
Autore Philip K. Dick
Titolo Piccola città
EdizioneMondadori, Milano, 1981, Urania 897
OriginaleThe Golden Man [1980]
TraduttoreDelio Zinoni, Mario Galli, Giovanna Boselli
Classe fantascienza
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Indice


      4  L'ULTIMO DEI CAPI
     38  IL FATTORE LETALE
     51  GIOCATE E VINCETE
     75  VENDETE E MOLTIPLICATEVI
     92  BACCO, TABACCO E... FNOOLS
    107  IL GATTO
    125  LE PRE-PERSONE
    154  PICCOLA CITTA'

    170  NOTE Al RACCONTI

 

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Pagina 4 [ inizio libro ]

L'ULTIMO DEI CAPI


La coscienza si consolidò attorno a lui. Rinvenne a fatica, il peso dei secoli lo schiacciava in maniera insopportabile. La salita fu dolorosa. Avrebbe urlato, se avesse avuto qualcosa con cui urlare. Comunque, cominciava a provare un certo sollievo.

Era già riemerso ottomila volte in quel modo, trovando sempre maggiori difficoltà. Un giorno o l'altro sicuramente non ce l'avrebbe fatta. Un giorno o l'altro sarebbe rimasto imprigionato nel pozzo nero. Ma non quella volta. Era ancora vivo. Fra il dolore lancinante e la riluttanza si fece strada un senso di trionfo.

- Buon giorno - disse una voce allegra. - E' una bellissima giornata. Adesso tiro le tende, così potrete guardare fuori.

Poteva vedere e sentire. Ma non muoversi. Restò sdraiato, assorbendo le varie sensazioni della stanza. Tappeti, carta da parati, tavoli, lampade, quadri. Una scrivania e uno schermo video. Dalle finestre entrava la luce gialla del sole. Cielo azzurro. Colline lontane. Campi, case, strade, fabbriche. Operai e macchine.

Peter Green era intento a mettere ordine nella stanza, con un gran sorriso sulla faccia gioviale. - Ci sono un sacco di cose da fare oggi. Un sacco di gente vuole vedervi. Documenti da firmare. Decisioni da prendere. Oggi è sabato. Arriverà gente dai settori più lontani. Spero che i ragazzi della manutenzione abbiano fatto un buon lavoro. - Si affrettò ad aggiungere: - L'hanno fatto di sicuro. Ho parlato con Fowler, mentre venivo qui. E' tutto a posto.

La voce piacevole e tenorile del giovane si mescolava con la luce brillante del sole. Suoni e rumori, ma nient'altro. Non provava nessuna sensazione, cercò di muovere un braccio, ma non ci riuscì.

- Non preoccupatevi disse Green, accorgendosi della sua paura. - Fra poco arriveranno con il resto. Starete benissimo. Dovete star bene. Come faremmo a sopravvivere senza di voi?

Si rilassò. Era già successo tante di quelle volte, prima. Sentì una rabbia sorda crescergli dentro. Possibile che non riuscissero a raggiungere un minimo di coordinazione, in modo da svegliarlo tutto assieme, invece che un pezzo alla volta? Avrebbe dovuto cambiare i piani, riorganizzarli meglio.

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