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| << | < | > | >> |Pagina 7Un motel abbandonato ai piedi delle colline di San Berdoo. Quando Buzz Meeks arrivò, aveva con sé novantaquattromila dollari, nove chili d'eroina pura, un fucile a pompa calibro 12, una 38 special, una 45 automatica e un coltello a serramanico che aveva comprato da un pachuco alla frontiera, un momento prima di accorgersi dell'auto parcheggiata proprio sulla linea di confine: gli scagnozzi di Mickey Cohen in una macchina senza insegne della polizia di Los Angeles, e lì accanto in piedi un paio di poliziotti di Tijuana, pronti ad alleggerirgli le tasche e a scaraventarlo nel fiume San Ysidro.
Stava scappando da una settimana. Aveva speso
cinquantaseimila dollari per restare vivo: auto e rifugi
sicuri da quattro-cinquemila a notte. Erano tariffe ad alto
rischio: i padroni di casa sapevano che Mickey C. gli stava
alle costole perché gli aveva soffiato una quantità di roba
durante un summit del racket per il controllo del giro,
oltre ad avergli fregato la donna, e che la polizia di Los
Angeles lo cercava perché aveva ucciso uno dei loro. Il
contratto di Cohen bloccava qualsiasi possibilità di
sbarazzarsi subito dell'eroina: nessuno l'avrebbe comprata,
per paura di rappresaglie. Tutto quello che aveva potuto
fare era stato dividere il rischio con i figli di Doc
Engleking. Doc avrebbe pensato a imboscare la roba per
venderla dopo e si sarebbe preso la sua percentuale. Doc
conosceva Mickey ed era abbastanza intelligente da averne
paura.
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