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| << | < | > | >> |Pagina 7 [ inizio libro ]Restava nell'aria un sentore di bruciaticcio. Reich tornò verso la branda, ma in quel momento gli giunse dal corridoio la voce sgradevole del capoguardiano Cox. - Dottor Reich! Dottor Wilhelm Reich! | << | < | > | >> |Pagina 292Restava Felix, abbrancato a uno spuntone di roccia che nuotava sulla melma viscida come una barchetta di carta. Il ragazzo aveva i timpani spaccati dal sibilo furioso che il sottosuolo continuava a modulare, e perdeva sangue da ogni poro. Incapace ormai di connettere, scorse con occhi offuscati la luce azzurra che abbandonava il cielo, sopraffatta da una forza ostile che racchiudeva in sé ogni abominio. Mentre calava l'oscurità, il litorale si trasformava nel dorso raccapricciante di un unico grande verme, pulsante di un'indescrivibile vita interiore. Poi anche lo spuntone fu risucchiato dalla massa sibilante, e Felix dovette abbandonarsi all'abbraccio gelido di un groviglio di tenie.
Quando l'ultima scintilla di luce scomparve dal cielo,
dove era esistita la costa sarda urlava e si contorceva un
titanico protozoo vermiforme, proteso a fondersi con le idre
che riempivano un'acqua limacciosa color della notte.
L'ammasso non aveva intelligenza né memoria, però portava un
nome antichissimo. Tanit.
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