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| << | < | > | >> |CopertinaQuesto non è un libro che spieghi se e quando la scienza di cui si parla nella fantascienza sia "vera" (anche se da queste pagine emerge sovente la dimostrazione che gli autori di fantascienza hanno anticipato, o commentato e ampliato nozioni messe in circolazione della scienza). E non è nemmeno un libro sull'allegra inverosimiglianza della fantascienza. Androidi, iperspazio, astrogazione, cyborg, universi paralleli, alieni, macchine del tempo, scambio mentale, quarta dimensione... Una mappa coerente e "verosimile" (scientificamente verosimile) si disegna a poco a poco, ne nasce un'enciclopedia dell'immaginario che mostra punti di contatto sempre più inquietanti con l'enciclopedia detta del "reale". Così che a un certo punto ci si chiede se la fantascienza altro non faccia che trarre inferenze ragionevoli dai principi della scienza ufficiale o se la scienza ufficiale non faccia che trarre inferenze non sempre ragionevoli dalle intuizioni della fantascienza.| << | < | > | >> |Indice
INTRODUZIONE 1
Note all'introduzione 4
I. Robot, cyborg, androidi 7
I.1 La sindrome di Olimpia e il morbo
di Frankenstein 7
I.2 Robopsicologia matematica 10
I.2.1 Le tre leggi della robotica
e i dilemmi insolubili 10
I.2.2 Il dilemma insolubile della
robopsicologia 14
I.2.2.1 Primo corno:
robot troppo ubbidienti 14
I.2.2.2 Secondo corno:
robot troppo liberi 19
I.3 Le evoluzioni biomeccaniche 22
I.3.1 Dalla macchina all'organismo,
e ritorno 22
I.3.2 Il cyborg 24
I.3.3 Gli androidi, o i Simulacri 27
Note al capitolo I 33
II. Alieni e mutanti 39
II.1 L'alieno come rompicapo biologico 39
II.1.1 "Trovare il punto debole" 39
II.1.2 "Determinare un ciclo di vita
aliena" 43
II.1.2.1 Sesso e riproduzione.
Elementi di genetica
vesuviana 43
II.1.2.2 Simbiosi e parassitismo 50
II.1.2.3 Organismi collettivi, o
"gestalt" 52
II.1.3 Fantascienza ed evoluzionismo 54
II.1.3.1 Il darwinismo di Wells 54
II.1.3.2 L'uomo, l'alieno e la
legge della predazione 50
II.2 I mutanti 60
II.3 L'alieno come "forma informe" 63
II.3.1 La Cosa, ovvero l'Innominabile63
II.3.2 L'alieno metamorfico 68
II.3.3 Fantascienza e "divenire" 72
Appendice a II.3. Il caso Solaris 74
II.4 L'alieno come rompicapo linguistico76
Appendice a II.4.
Alcune lingue aliene 81
Note al capitolo II 88
III. L'uomo e il superuomo 97
III.1 Il trapianto dell'anima 97
III.1.1 Scambio mentale. Psionica e
quantistica psiconeurologica 97
III.1.2 Pluralità di anime in un
unico corpo 101
III.2 Il superuomo. o il Signore
del Linguaggio 104
III.2.1 La grammatica del mondo 104
III.2.2 Dalla Semantica Generale
alla dianetica 108
III.3 Linguaggio e società 111
III.4 L'home gestalt e i superlinguaggi
sistemici 117
Note al capitolo III 119
IV. Geometrie congetturali e metafisiche125
IV.1 Altre dimensioni dello spazio 125
IV.1.1 La quarta dimensione 125
IV.1.2 Mondi a due dimensioni 127
IV.1.3 I mondi a due dimensioni come
propedeutica alla quarta
dimensione 130
IV.1.4 Kant, Wittgenstein e la mano
del signor Plattner 132
IV.1.5 Una casa a quattro dimensioni.
L'ipercubo, o tessaratto 135
IV.1.6 Più di quattro dimensioni 140
IV.2 La forma sbagliata. Fantascienza e
architettura 142
IV.3 "La magia è una geometria" 149
Note al capitolo IV 153
V. Breve storia dell'astrogazione 161
...
VI. Le macchine del tempo 213
...
VII. Universi paralleli 263
...
VIII. Il dio del piano di sopra 291
...
IX. Onnipotenza della logica,
irriducibilità del caos 315
IX.1 Storiografie predittive 315
IX.1.1 Il controllo della storia
attraverso le scienze sociali315
IX.1.1.1 Psicostroriografia 315
IX.1.1.2 Altri esempi: sociologia
computerizzata,
sociodinamica,
antropologia culturale
interplanetaria 320
IX.1.2 Spazioanalisi 324
IX.1.3 Algebra escatologica 326
IX.2 Giochi e guerre 329
IX.2.1 Una teoria matematica del
Partito rivoluzionario 329
IX.2.2 Fantascienza e Teoria dei
Giochi 334
IX.2.2.1 Strategia minimax 334
IX.2.2.2 La teoria della ricerca
e i giochi di
coordinazione 337
IX.2.2.3 Il gioco ideale 339
IX.3 Metalogica e calcolo modulare 345
IX.4 Due paradigmi a confronto 350
IX.4.1 La fantascienza
neopositivista 350
IX.4.2 La fantascienza critica 354
Note al capitolo IX 360
Indice delle figure 367
Indice degli autori citati 369
| << | < | > | >> |Pagina 54 [ alieni, marziani, Wells, tentacoli, piovra, Huxley ]Tra le tante cose che gli alieni novecenteschi hanno ereditato dai marziani di Wells c'è anche una delle loro più tipiche morfologie, quella di cefalopode. Quei protoalieni somigliavano molto, infatti, ai polpi terrestri, ed è sufficiente scorrere le copertine delle riviste dell'"età d'oro" (ma si vedano anche i "videogames" degli anni Settanta, per esempio "Space Invaders") per convincersi che gli essere di altri mondi scoperti successivamente, e persino i robot, sono molto spesso tentacolati. La stabilizzazione di questa morfologia è dovuta certamente in gran parte al senso di ripugnanza che una Cosa provvista di tentacoli può suscitare (e in effetti la piovra è un tema iconografico tipico anche del semplice racconto d'avventure); in Wells, tuttavia, le caratteristiche anatomiche dei marziani (e quelle fisiologiche: per esempio le loro abitudini alimentari vampiriche) sono spiegate nei termini dell'evoluzionismo darwiniano e in particolare della morfologia comparativa di Thomas Henry Huxley, le cui lezioni Wells frequentò per un anno che in seguito ebbe a definire il più istruttivo della sua vita.| << | < | > | >> |Pagina 126 [ quarta dimensione, dimensione, Stifel, Wallis, Ozanam, Kant, Leiniz, Mobius ]Di una "quarto dimensio" si cominciò a parlare intorno al XVI secolo per negarne la realtà o attribuirle significati metafisici. Stifel (1486?-1567) ha scritto che essa è "contro natura", John Wallis (1616-1703) che è "meno possibile che una chimera o un centauro", Ozanam (1640-1717) che non c'è nulla in natura che abbia più di tre dimensioni.In seguito gli spazi con più di tre dimensioni (o "iperspazi") hanno perso il loro carattere chimerico o mistico, diventando oggetti di studio della normale geometria. Kant, seguendo Leibniz che aveva parlato di "ipervolumi", affermò che "la premessa della impossibilità di uno spazio a più di tre dimensioni [...] sembra da rimuovere". Kant, come vedremo in IV.1.4, avrebbe potuto gettare nuova luce su un problema che gli stava molto a cuore, se avesse sviluppato l'idea in una direzione che, soltanto in seguito, sarebbe stata esplorata da Ferdinand Mobius (1790-1863), l'inventore del celebre mastro con una faccia sola. Questi ricavò per analogia dal comportamento delle figure bidimensionali che i punti rispettivi di figure tridimensionali simmetriche possono essere fatti coincidere dopo aver ribaltato una delle due figure nella quarta dimensione. | << | < | > | >> |Pagina 132 [ Wells, quarta dimensione, macchina del tempo, Mobius, Kant, Wittgenstein ]Wells è uno dei primo autori di fantascienza a fornire verosimili visioni, se non della quarta dimensione, degli effetti straordinari che essa potrebbe avere sulle nostre povere tre dimensioni. Manipolando la quarta dimensione ha inventato la macchina del tempo (vedi VI.1.1) ed è giunto a un passo dalla soluzione del problema dei viaggi interstellari (vedi V.3.1), il quale a dire il vero, quando lui scriveva, non si era ancora posto.In un altro racconto, estrapolando, come già aveva fatto il matematico Mobius, il dato che una figura bidimensionale ribaltata nella terza dimensione si trasforma nella figura simmetrica, Wells racconta la storia del signor Gottfried Plattner, che ritorna da un viaggio nella quarta dimensione letteralmente rovesciato. ... La trasformazione della mano destra di Plattner in quella sinistra ha un posto importante nella storia della filosofia. Kant, per dimostrare che lo spazio e il tempo non sono "proprietà reali inerenti alle cose in sè", bensì "semplici forme dell'intuizione sensibile", aveva proposto il seguente paradosso: "Che cosa può essere più simile e più uguale in tutte le parti alla mia mano o al mio orecchio, che la loro immagine nello specchio? [...] eppure il guanto dell'una non può venir usato per l'altra mano." ... Qualche anno dopo Ludwig Wittgenstein riprenderà, o reinventerà, la soluzione di quello che nel suo "Tractatus logico-philosophicus" è definito "il problema kantiano della mano destra e della sinistra, che non si possono far coincidere". Wiitgenstein aveva letto Wells e lo ha poi usato per rispondere a Kant? Comunque, la soluzione di Wittgenstein è quella di Wells. | << | < | > | >> |Pagina 190 [ iperspazio, buchi neri, Preuss ]Un'altra versione dell'iperspazio fondata sui buchi neri è stata proposta, come si è detto, da Paul Preuss, un autore noto anche come divulgatore scientifico, in due romanzi dell'inizio degli anni Ottanta.
Il primo inizia con la scoperta
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