|
|
|
| << | < | > | >> |CopertinaChe cos'è l'intelligenza? Ci voleva una mente libera e irridente come quella di Steve Gould per affrontare di peso il maggiore dei pregiudizi che funesta la storia millenaria della nostra cultura, l'idea che esiste qualcosa, un quid misterioso e sfuggente, in ogni individuo, che può essere misurato in modo da legittimare una gerarchia di valori sociali. Ci sono uomini intelligenti e no, razze intelligenti e no, ceti sociali e professionali degni di chi è intelligente e preclusi a chi non lo è. E, come tutti sanno, un sesso è più intelligente dell'altro. Mentre l'intelligenza diventa sempre più attributo delle macchine - e forse soprattutto e tipicamente delle macchine, magari degli ordigni di guerra - questa ricerca si interroga su una delle manifestazioni più tipiche dell'intelligenza umana, la scienza. E ne mostra, in ogni tempo e secolo, la connessione, inevitabile e persino feconda, col pregiudizio. Soprattutto, ovviamente, quando affronta il tema che qui sta al centro della rassegna, quello appunto delle radici biologiche di quella che chiamiamo intelligenza, senza sapere di che si tratti. ...| << | < | > | >> |Indice
XI Ringraziamenti
Intelligenza e pregiudizio
3 1. Introduzione
15 2. La poligenesi e la craniometria
in America prima di Darwin
16 Un contesto culturale comune
24 Stili preevoluzionisti di razzismo
scientifico: monogenesi e poligenesi
27 Louis Agassiz: Il teorico americano
della poligenesi
36 Samuel George Morton, empirista della
poligenesi
...
61 3. La misurazione delle teste
61 La seduzione dei numeri
...
72 I maestri della craniometria:
Paul Broca e la sua scuola
...
107 4. La misurazione dei corpi
108 La scimmia che è in tutti noi: la
ricapitolazione
118 La scimmia che è in alcuni di noi:
l'antropologia criminale
...
143 5. La teoria ereditaria del QI
...
243 6. Il vero errore di Cyril Burt
243 La storia di Sir Cyril Burt
249 Correlazione, causa e analisi fattoriale
...
339 7. Una conclusione positiva
339 La critica come scienza positiva
340 Apprendere attraverso la critica
342 Biologia e natura umana
355 Epilogo
357 Note
369 Bibliografia
| << | < | > | >> |Pagina 4 [ determinismo, razze, ereditarietà, intelligenza, craniometria, tests psicologici ]Questo libro riguarda la versione scientifica del racconto di Platone e l'argomento generale può essere definito "determinismo biologico". Esso sostiene che le norme comportamentali comuni e le differenze sociali ed economiche tra i gruppi umani - in primo luogo razze, classi e sessi - derivano da distinzioni innate ereditate e che la società, in questo senso, è un esatto riflesso della biologia. Questo libro discute, in prospettiva storica, uno dei temi principali del determinismo biologico: la pretesa secondo cui il merito può essere assegnato agli individui e ai gruppi "misurando l'intelligenza come una quantità globale". Due principali fonti di dati hanno sostenuto questo tema: la craniometria (o misurazione del cranio) e una certa prassi nell'uso dei test psicologici.| << | < | > | >> |Pagina 6 [ scienza, fatti, cultura, teorie ]La scienza, dal momento che viene praticata dall'uomo, è un'attività socialmente inserita. Essa progredisce per impressioni, immaginazione ed intuizione. La maggioranza dei suoi cambiamenti nel tempo non registra un avvicinamento alla verità assoluta, ma il mutamento dei contesti culturali che la influenzano così fortemente. I fatti non sono frammenti puri e incontaminati d'informazione; anche la cultura influenza che cosa vediamo e come la vediamo. Le teorie, inoltre, non sono inesorabili induzioni di fatti. Le teorie più creative sono spesso visioni fantasiose imposte dui fatti: anche la fonte di immaginazione è fortemente culturale.| << | < | > | >> |Pagina 8 [ determinismo, reificazione, intelligenza, cervello, classificazione, razze, classi, sessi, uomo ]Il determinismo biologico è un argomento troppo vasto per un solo uomo ed un solo libro ...Cominciamo con uno degli errori: la "reificazione" cioè la nostra tendenza a convertire concetti astratti in entità, a materializzarli. Riconosciamo l'importanza del potere intellettuale nella nostra vita e desideriamo caratterizzarla, allo scopo di operare tra la gente le divisioni e le distinzioni che il nostro sistema culturale e politico ci detta. A questo insieme straordinariamente complesso e multivariegato di capacità umane assegnamo, quindi, il nome "intelligenza". Questo simbolo grafico viene quindi materializzato, e ottiene così il suo dubbio stato di cosa unitaria. Non appena l'intelligenza diviene un'entità, le procedure standard della scienza prescrivono che vengano cercati per esse un sito ed un substrato fisico. Dato che il cervello è la sede del potere intellettuale, lì l'intelligenza deve risiedere. Incontriamo ora il secondo errore: la "classificazione", cioè la nostra tendenza ad ordinare una variazione complessa in una scala ascendente. ... Ma, il classificare richiede un criterio per assegnare tutti gli individui alla loro appropriata posizione nella singola serie. E quale migliore criterio di un numero oggettivo? Lo stile comune, quindi, che racchiude entrambi gli errori è stata la quantificazione, la misurazione, cioè, dell'intelligenza espressa in un singolo numero per ogni persona. Questo libro riguarda, quindi, l'astrazione dell'intelligenza come entità singola, la sua collocazione dentro il cervello, la sua quantificazione in un numero per ogni individuo e l'uso di questi numeri per classificare le persone in una singola serie di valore, per trovare invariabilmente che i gruppi oppressi e svantaggiati - razze, classi o sessi - sono innatamente inferiori e meritano il loro stato. In breve, questo libro riguarda l'erroneità della misurazione dell'uomo, così come è stata condotta sino ad oggi. | << | < | > | >> |Pagina 60 [ schiavitù, poligenesi, religione, scienza, Darwin, colonialismo, razze, classi, sessi ]I difensori della schiavitù non avevano bisogno dello poligenesi. La religione stava ancora sopra la scienza come fonte primaria per la razionalizzazione dell'ordine sociale. Ma il dibattito americano sulla poligenesi può rappresentare l'ultima volta che degli argomenti, nell'uso scientifico, non formavano una prima linea di difesa per lo status quo e l'inalterabile qualità delle differenze umane. La guerra civile era proprio dietro l'angolo, ma anche il 1859 e "L'origine delle specie" di Darwin. Le successive tesi per la schiavitù, il colonialismo, le differenze razziali, la struttura in classi e i ruoli sessuali sarebbero avanzate essenzialmente sotto la bandiera della scienza.| << | < | > | >> |Pagina 62 [ scienza, numeri, teorie ]La scienza affonda le radici nell'interpretazione creativa. I numeri suggeriscono, costringono e confortano: essi non specificano, di per sé, il contenuto di teorie scientifiche. Le teorie sono costruite sull'interpretazione dei numeri e gli interpreti sono spesso intrappolati dalla loro stessa retorica.| << | < | > | >> |Pagina 97 [ Le Bon, donne, misogenia, Aristotele, razze, sessi ]Nel 1879, Gustave Le Bon, il più misogino della scuola di Broca, utilizzò questi dati per pubblicare quello che deve essere il più infame attacco contro le donne mai pubblicato nella storia della letteratura scientifica moderna (ce ne vuole per battere Aristotele). Le Bon non fu un marginale seminatore d'odio. Egli fu un fondatore della psicologia sociale e scrisse uno studio sul comportamento di massa ancor oggi citato e rispettato (La psychologie des foules, 1895). I suoi scritti ebbero una forte influenza anche su Mussolini. Le Bon concludeva:"Tra le razze più intelligenti, come tra i parigini, esiste un gran numero di donne i cui cervelli sono più vicini nelle dimensioni a quelli dei gorilla che non a quelli maschili più sviluppati. Questa inferiorità è talmente ovvia che nessuno potrebbe contestarla per un momento; quello su cui si può discutere è il grado di inferiorità. Tutti gli psicologi che hanno studiato l'intelligenza delle donne, come pure poeti e romanzieri, riconoscono oggi che esse sono la forma più bassa dell'evoluzione umana e che sono più simili ai bambini e ai selvaggi che non all'uomo adulto e civilizzato. Sono assolutamente incostanti, mancano di pensiero e di logica e sono incapaci di ragionare. Senza dubbio esistono donne di notevole talento, superiori all'uomo medio, ma esse sono eccezionali come la nascita di una qualsiasi mostruosità, ad esempio di un gorilla con due teste, e possiamo quindi evitare di prenderle in considerazione" (1879, pp.60-61). Le Bon non trascurò le implicazioni sociali delle sue vedute. Egli era inorridito per la proposta di alcuni riformatori americani di garantire alle donne un'istruzione superiore sulla stessa base degli uomini: "Il desiderio di fornire loro la stessa educazione e, di conseguenza, di proporre per esse gli stessi obiettivi [degli uomini] è una pericolosa chimera [...]. Il giorno che non capiranno che la natura le ha destinate ad occupazioni inferiori, le donne lasceranno la casa e parteciperanno alle nostre battaglie; quel giorno segnerà l'inizio di una rivoluzione sociale e tutto ciò che conserva i sacri legami della famiglia scomparirà" (1879, p.62). Suona familiare? | << | < | > | >> |Pagina 100 [ Montessori ]Maria Montessori non limitò la sua attività a una riforma pedagogica per l'infanzia, ma per molti anni tenne corsi di antropologia all'Università di Roma. A dir poco, non fu certo una sostenitrice dell'egalitarismo. Accettò la maggior parte del lavoro di Broca e fu una sostenitrice della teoria della criminalità innata sviluppata da Cesare Lombroso (capitolo seguente). Misurò quindi la circonferenza delle teste dei bambini nelle sue scuole e dedusse che quelli con migliori prospettive avevano cervelli più grandi.| << | < | > | >> |Pagina 112 [ Spencer, donne, Cope ]Herbert Spencer, l'apostolo del darwinismo sociale, offri uno stringato riassunto (1895, pp.89-90): "I tratti intellettuali degli incivili [...] sono tratti ricorrenti nei bambini dei civili".Dato che la ricapitolazione divenne un punto focale per la teoria generale del determinismo biologico, molti scienzati maschi estesero le tesi alle donne. E.D. Cope affermo che le "caratteristiche metafisiche" delle donne erano "molto simili, nella natura essenziale, a quelle che gli uomini esibiscono ad uno stadio di sviluppo precoce [...]. Il gentil sesso è caratterizzato da una maggiore impressionabilità; [...] la calorosità dell'emozione e la sottomissione all'influenza di questa piuttosto che a quella della logica; la timidezza e l'irregolarità dell'azione nel mondo esterno. Tutte queste qualità appartengono, come di regola generale, al sesso maschile in qualche periodo della vita, sebbene individui diversi la perdano in periodi molto diversi [...]. Probabilmente la maggior parte degli uomini può ricordarsi di un periodo precoce della loro vita in cui la natura emotiva aveva il sopravvento - un tempo in cui l'emozione alla vista del sofferente veniva suscitata più facilmente che in anni più maturi [...]. Forse tutti gli uomini possono rievocare un periodo della giovinezza in cui erano adoratori di eroi - in cui sentivano il bisogno di un braccio più forte ed amavano alzare gli occhi all'amico potente che poteva simpatizzare con essi ed aiutarli. Questo è lo "stadio femminile" del carattere (1887,p.159). | << | < | > | >> |Pagina 119 [ Lombroso, criminali ]La teoria di Lombroso non era solo una vaga affermazione secondo cui il crimine è ereditario - affermazioni del genere erano abbastanza comuni al suo tempo - ma una teoria "evoluzionistica" specifica basata su dati antropometrici. I criminali sono regressioni evolutive fra di noi. I germi di un passato ancestrale giacciono addormentati nella nostra ereditè. In alcuni sfortunati individui, il passato ritorna in vita. Questi individui sono innatamente guidati ad agire come farebbero una normale scimmia antropomorfa o un selvaggio, ma tale comportamento viene ritenuto criminale nella nostra società |
|
Scheda con 19351 bytes di citazioni. Pubblicazione completa della scheda in attesa di autorizzazione dell'editore. | << | < | |