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Copertina
...
Questo è in gran parte un libro
su Darwin. Ed è un libro di
"storia naturale", proprio
concepita come un insieme di eventi
unici, non semplici esempi di una
teoria generale di cui ogni caso
rappresenta un momento preordinato
e prevedibile.
...
L'evoluzione non è un processo
predeterminato, che va dal basso
verso l'alto fino alla noiosa
perfezione di questi "homines
sapientes" che stanno minacciando
il resto del mondo naturale. è un
va' e vieni di prove ed errori, di
tentativi spesso mancati e di casi
raramente fortunati che a volte si
affermano e sono destinati a
durare. C'è un sottile razzismo
nell'idea dell'evoluzione come
scala gerarchica verso la
perfezione, che meglio si addirebbe
alle teorie creazioniste contro cui
Gould scrive alcune delle sue
pagine più divertenti e acute.
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Indice
XI Prefazione
Questa idea della vita
3 Prologo
Parte prima: Darwiniana
13 1. Il ritardo di Darwin
20 2. Il cambiamento di Darwin in mare,
ovvero cinque anni alla tavola
del capitano
27 3. Il dilemma di Darwin: l'odissea
dell'evoluzione
32 4. Prematura sepoltura di Darwin
Parte seconda: L'evoluzione dell'uomo
43 5. Una questione quantitativa
51 6. Cespugli e scale nell'evoluzione
umana
59 7. Il vero padre dell'uomo è il bambino
66 8. Neonati come embrioni
Parte terza: Organismi bizzarri e casi
esemplari di evoluzione
...
Parte quarta: Disegni e "punteggiature"
nella storia della vita
Parte quinta: Teorie sulla Terra
Parte sesta: Dimensioni e forma, dalle
chiese ai cervelli,
ai pianeti
Parte settima: La scienza nella società.
Uno sguardo storico
Parte ottava: Scienza e politica della
natura umana
I. Razza, sesso e
violenza
II. Sociobiologia
271 Epilogo
277 Bibliografia
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Pagina 16
[ Darwin, evoluzionismo, materialismo ]
I taccuini dimostrano che
Darwin si interessava di filosofia
ed era consapevole delle
implicazioni filosofiche della sua
teoria. Sapeva che la prima
caratteristica che la distingueva
dalle altre dottrine
evoluzionistiche era il suo
materialismo senza compromessi.
Gli altri evoluzionisti parlavano
di forze vitali, di storia con una
direzione, di lotta del mondo
organico, e dell'essenziale
irriducibilità della mente, una
panoplia di concetti che il
cristianesimo tradizionale poteva
accettare come compromesso, perché
compatibili con un Dio cristiano
che agiva con l'evoluzione anziché
con la creazione. Darwin, invece,
parlava solo di variazioni casuali
e di selezione naturale.
Nei quaderni, Darwin applicò
con decisione la sua teoria
materialistica dell'evoluzione a
tutti i fenomeni vitali, compresa
quella che ne costituiva, per sua
definizione, "la cittadella
stessa": la mente umana.
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Pagina 18
[ Darwin, Marx, materialismo ]
I più accesi materialisti del
XX secolo, Marx ed Engels, capirono
subito a cosa fosse arrivato Darwin
e utilizzarono il contenuto
radicale della sua opera. Nel
1860, Marx scrisse ad Engels a
proposito dell'"Origine" di Darwin:
« Per quanto svolto
grossolanamente all'inglese, ecco
qui il libro che contiene i
fondamenti storico-naturali del
nostro modo di veder ».
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Pagina 30
[ evoluzione, progresso ]
Per ironia della sorte,
comunque, il padre della teoria
dell'evoluzione rimase praticamente
l'unico ad insistere che il
cambiamento organico conduce solo
ad un crescente adattamento degli
organismi all'ambiente e non ad un
astratto ideale di progresso
caratterizzato dalla complessità
strutturale o da una crescente
eterogeneità: mai dire superiore o
inferiore
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Pagina 97
[ storia naturale ]
La storia naturale è, in larga
misura, la storia dei diversi
adattamenti atti ad evitare la
predazione. Alcuni organismi si
nascondono, altri assumono un
sapore sgradevole, altri si
muniscono di spine o spessi gusci,
altri ancora assumono l'aspetto di
un "parente" nocivo; la lista è
praticamente senza fine, si tratta
di uno degli esempi più
sbalorditivi della varietà della
natura.
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Pagina 261
[ evoluzionismo, animali ]
Noi siamo al tempo stesso
simili e diversi dagli altri
animali. In contesti culturali
diversi, può essere utili
sottolineare ora l'uno ora l'altro
aspetto di questa verità
fondamentale. Ai tempi di Darwin
l'affermazione della nostra
somiglianza con gli animali ebbe
l'effetto di rompre con secoli di
superstizione. Oggi possiamo aver
bisogno di sottolineare la nostra
diversità, il nostro essere animali
"flessibili" con un'a,pia gamma di
comportamenti potenziali. La
nostra natura biologica non è un
ostacolo alle riforme sociali. Noi
siamo, come disse Simone de
Beauvoir, "l'etre dont l'etre est
de n'etre pas": l'essere la cui
essenza sta nel non avere essenza.
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