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| << | < | > | >> |Pagina 13Così si intitola la mia conferenza e cosi inizia una lirica che vi voglio leggere.
Cos'è la patria del tedesco?
È la terra di Prussia, è la terra di
Svevia?
È là dove sul Reno fiorisce la vigna?
È là dove il gabbiano vola lungo il Belt?
Oh no! No! No!
La sua patria dev'essere più grande.
Cos'è la patria del tedesco?
È la terra di Baviera, è la terra di
Stiria?
È là dove riposa il bue della Marsen?
È là dove il brandeburghese lavora il
ferro?
Oh no! No! No!
La sua patria dev'essere più grande.
Cos'è la patria del tedesco?
È la terra di Pomerania, la terra di
Westfalia?
È là dove s'alza al vento la sabbia delle
dune?
È là dove fragoroso scorre il Danubio?
Oh no! No! No!
La sua patria dev'essere più grande.
Cos'è la patria dei tedesco?
Dimmi dunque qual è il grande paese!
È la terra degli svizzeri, è il Tirolo?
Una terra e un popolo che molto mi
piacquero.
Ma no! No! No!
La sua patria dev'essere più grande.
Cos'è la patria del tedesco?
Dimmi dunque qual è il grande paese!
È certo l'Austria
ricca di onori e di vittorie?
Oh no! No! No!
La sua patria dev'essere più grande.
Cos'è la patria del tedesco?
Dimmi dunque qual è il grande paese!
È dovunque risuona la lingua tedesca
ed eleva inni a Dio.
Questo dev'essere!
Questo, valoroso tedesco, di' che è tuo!
E questa la patria del tedesco?
Là dove le destre si sono strette nel
giuramento,
là dove l'occhio irradia la fede
e l'amore si riscalda nel cuori.
Questo dev'essere!
Questo, valoroso tedesco, di' che è tuo!
È questa la patria del tedesco?
Là dove il furore spazza gli orpelli dei
latini,
là dove ogni francese si chiama nemico
e ogni tedesco si chiama amico.
Questo dev'essere!
Questo dev'essere tutta la Germania!
Questo dev'essere tutta la Germania!
O Dio del cielo, volgi il tuo sguardo
e da' a noi il retto coraggio tedesco
perché l'amiamo d'un amore forte e leale.
Questo dev'essere!
Questo dev'essere tutta la Germania!
Per alcuni suoi toni, questo inno sembrerebbe uscito dal
ministero per le Questioni pantedesche, ma non è così:
l'autore si chiama Ernst Moritz Arndt. Il suo monumento è a
Bonn. E io a scuola ho dovuto imparare a memoria questa
autentica perla letteraria. Voglio sperare che i nuovi
elettori non abbiano dovuto subire anche loro questa valanga
di versi. È vero però che gli attuali e ancor sempre
diligenti lettori di Karl May potranno incontrare nel
capitolo finale del volume
Der blaurote Mathusalem
una compagnia di uomini allegramente bevuti intenti a
recitare a più voci tutto quello che può essere la patria
del tedesco. Eppure con l'aiuto di questa poesia e di
questa allegra brigata canterina di Karl May ci possiamo
fare un'idea di che razza di alimento sia stato questo
poema, dai tempi di Guglielmo a quelli di Adolfo, per i cori
delle tavolate, per le feste di maturità o altre amene
occasioni: un piatto che saziava e alimentava la prepotenza
nazionale. Si farebbe torto a Ernst Moritz Arndt se
si volesse affibbiare alla sua esaltazione, che ancora
spirava dal tempo delle guerre di liberazione, tutto
il cattivo uso che ne è stato fatto in seguito. Sono anzi
grato al collega che ha dato il suo nome a tanti ginnasi
tedeschi per aver posto una domanda di grande interesse:
cos'è la patria del tedesco?
| << | < | > | >> |Pagina 169Poco prima di Natale, venendo da Gottinga, scesi ad Amburgo per prendere il treno per Lubecca. Mi venne incontro un giovane che mi fermò e, bontà sua, mi diede del traditore della patria. Rimasi lì, con quelle parole che mi riecheggiavano in testa e, per darmi un tono, acquistai un giornale, Quel tale tornò alla carica per annunciarmi, senza la minima discrezione, anzi a chiare e squillanti lettere, che era giunta l'ora di farla finita con individui della mia specie. Riuscii a scrollarmi di dosso la prima rabbia mentre stavo ancora lungo il binario; e poi, pensoso, mi recai a Lubecca. "Traditore della patria" è un'espressione che, insieme a "senza patria", fa parte del patrimonio linguistico della storia tedesca. Il giovane non aveva forse tutte le ragioni di dar libero sfogo alla sua rabbia? Ma di questa patria, per il benessere della quale è meglio farla finita con individui della mia specie, che cosa me ne faccio?
Per dirla tutta: io, non solo ho timore di una Germania
che da due stati si semplifica in uno, ma decisamente
rifiuto lo stato unitario, e sarei molto più tranquillo se
questa unità, vuoi per la lungimiranza dei tedeschi, vuoi
per le obiezioni dei nostri vicini, non si verificasse.
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