Copertina
Autore Iselin C. Hermann
Titolo Per lettera
EdizioneMondadori, Milano, 1999, Scrittori italiani e stranieri , pag. 138, dim. 145x223x18 mm , Isbn 88-04-46383-X
TraduttoreBruno Berni
LettoreAngela Razzini, 2000
Classe narrativa danese
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Pagina 7 [ inizio libro ]

19 dicembre

A Jean-Luc Foreur

In qualche punto sotto la pelle, dove la carne diventa fluida, vedo il suo quadro Sans titre 2,22 x 2 come era esposto nella Galerie Y a Parigi.

O forse: i colori, le linee, le sfumature mi sono entrati nel corpo.

Anche se non lo possiedo, quel quadro mi appartiene.

Grazie

Delphine Hav

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Pagina 8

Delphine Hav,

mi ha dato un'immensa gioia ricevere la sua cartolina, perché conosco bene quella sensazione. A me succede lo stesso con una certa poesia di Walt Whitman e alcune delle ultime sonate di Beethoven. Di più: nel momento in cui mi sembra di possederle - anche se nessuno le può davvero possedere - ho la sensazione che quella musica o quella poesia siano state composte solo per me.

Mi ha quindi colpito il fatto che una sconosciuta, lontano da qui, abbia provato la stessa sensazione davanti a un mio quadro: allora - penso - ciò che faccio non è inutile.

Di solito non rispondo alle lettere degli ammiratori (il tempo, ahimè, non me lo consente), e anche se non usa ringraziare per una lettera di ringraziamento, nel suo caso ho avuto voglia di farlo, spinto anche dal fatto che sulla cartolina era apposto il suo timbro con nome e indirizzo.

Jean-Luc Foreur

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Pagina 9

16 gennaio

Monsieur Foreur,

questa volta mi prendo la libertà di scriverle una lettera, ma le assicuro che d'ora in avanti non abuserò più del suo tempo. Mi imbarazza molto l'idea che lei possa aver considerato il mio indirizzo sulla cartolina come un invito a rispondere.

In realtà quel timbro era il tentativo di introdurre il mio corpo nel sistema di coordinate che dà forma a un indirizzo. L'indicazione del mittente aveva soprattutto un valore topografico: era per precisare che il suo quadro ha trovato dimora nel tale paese, nella tale città e nella tale via, al tal numero - in me che ci abito. Non era per indurla a rispondermi, almeno credo.

Volevo solo farle sapere che nemmeno il viaggio in cuccetta attraverso il nord della Francia, il Belgio, la Germania e metà della Danimarca, e neanche il tragitto a piedi con il bagaglio fino a quell'indirizzo e su fino al quarto piano sono riusciti a scacciare dal mio corpo questa nuova condizione.

È una condizione difficile da capire e quasi impossibile da descrivere: si avvicina, forse, alla piacevole spossatezza di quando si è innamorati o si ha un po' di febbre. Una sottile, vibrante inquietudine nelle terminazioni nervose.

Ora evito appositamente di scrivere i dati del mittente sul retro della busta, nella speranza ceh lei abbia gettato via la cartolina e possa così, in assoluta libertà, rallegrarsi nel sapere che il suo lavoro è in grado di cambiare un po' il mondo.

Un caro saluto

D.H.

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