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| << | < | > | >> |Indice3 Introduzione 5 I L'infanzia 20 II L'adolescenza 29 III Ingresso nella professione medica 34 IV La vita marinara e la guerra 57 V L'inizio della deviazione 75 VI Prima tappa parigina 116 VII Seconda tappa parigina 141 VIII Terza tappa parigina 166 IX Dalla biologia ai comportamenti 219 X Dai comportamenti alla sociologia 247 Epilogo 259 Bibliografia | << | < | > | >> |Pagina 55 [ condizionamenti, deboli, gerarchia ]Gli eventi che ho descritto con ogni probabilità mi hanno aiutato a comprendere che il destino di un uomo non è certamente il risultato di una scelta deliberata, bensì il frutto di un insieme di determinismi che lo trascendono, in primo luogo quello dei suoi condizionamenti socioculturali e delle circostanze in cui viene a trivarsi. Preso tra due determinismi, quali che siano, all'uomo non resta altro che l'atteggiamento interiore, un certo «estetismo» suscettibile di modellarne i comportamenti. Senza dubbio, tra i discorsi logici e le ideologie capaci di orientarne l'azione sussiste una gerarchia di valori, ma a conti fatti l'unico criterio che ci possa permettere di stabilire questa gerarchia è la difesa della vedova e dell'orfano. Don Chisciotte aveva ragione: il suo punto di vista è l'unico sostenibile. Bisogna ribellarsi a ogni autorità imposta con la forza, sostanzialmente contraria all'evoluzione verso l'umanizzazione della specie. E ci si rende allora conto che finché il comportamento umano non avrà scoperto le proprie leggi di gravità, le quali possono essere rivelate solo dalle ricerche biologiche, il dominio sotto ogni forma costituisce l'obiettivo fondamentale contro il quale lottare. Schierarsi sistematicamente con il più debole è una regola che in pratica permette di non pentirsi mai di nulla, il che significa anche che non bisogna essere dalla parte di una maggioranza trionfante se si vuole che qualcosa cambi. E se per caso un certo numero di individui diviene maggioranza e trionfa, bisogna cercarsi qualcosa d'altro: è necessario creare una nuova minoranza che non sia né l'antica né la nuova maggioranza, bensì appunto alcunché di diverso.In ogni caso, quando si comprende che gli uomini si uccidono a vicenda per imporre il proprio dominio o abbattere quello che li opprime, si è tentati di concludere che la malattia più pericolosa, per la specie umana, non è rappresentata né dal cancro né dalle affezioni cardiovscolari, come si tenta di farci credere, ma, assai semplicemente, dal concetto di gerarchia, di ogni forma di gerarchia. | << | < | > | >> |Pagina 109 [ cellula, livello d'organizzazione, riduzionismo, informazione-struttura, informazione circolante ]Ho già accennato ai diversi livelli d'organizzazione: il livello atomico, il livello molecolare, il livello della reazione enzimatica, quello delle catene metaboliche, quello della cellula. S'aggiunga che le catene metaboliche sono generalmente comprese in quelli che si usano definire organuli intracellulari, come i mitocondri, il nucleo, le membrane, il reticolo endoplasmatico eccetera, che da un certo punto di vista possono considerarsi macchine che permettono il funzionamento di quella fabbrica chimica che è la cellula; ma risulta soprattutto evidente che nessun livello d'organizzazione potrebbe funzionare di per sé, se non ricevesse energia e informazione, se non obbedisse a un ordine che gli viene trasmesso dal livello d'organizzazione in cui è inglobato. Ne deriva anche che il funzionamento e l'attività delle cellule dipendono dall'attività funzionale degli organi, e questa a sua volta dall'attività dei sistemi di cui essi fanno parte. E i sistemi sono riuniti in un organismo il quale dal canto suo è situato in un ambiente, uno spazio. È l'attività dell'organismo in questo spazio che comanda l'attività dei sistemi e, di conseguenza, quella di tutti gli altri livelli d'organizzazione fino al molecolare. Ma l'attività di quest'organismo, di questo individuo, che è incluso in un gruppo sociale, è regolata dalla finalità del gruppo sociale stesso, il quale fa parte di gruppi sociali più grandi che lo inglobano. Risulta così evidente che, da un livello di organizzazione all'altro, si approda per forza di cose al livello di organizzazione della specie.Il "riduzionismo" consiste nell'interrompere la trasmissione di comandi esterni a un livello di organizzazione, cioè a quello del sistema fatto oggetto di osservazione, e nel credere che, descrivendo il funzionamento di tale livello di organizzazione isolato, si possa comprendere l'insieme del funzionamento del sistema. Purtroppo, ogni specialista altro non fa se non interrompere la trasmissione del comando esterno al sistema e sottoporre a osservazione un livello di organizzazione isolato. ... Dalla nozione di livelli d'organizzazione risulta essere in fin dei conti più importante, per comprendere la dinamica dell'insieme delle strutture viventi, identificare le relazioni esistenti tra ciascun livello d'organizzazione che non identificare la struttura, la cui conoscenza è d'altra parte indispensabile, di uno di tali livelli.
Va anche detto che, per quanto
sottile possa essere il nostro
approccio a una struttura, il
modello che possiamo fornirne sarà
sempre null'altro che un
sottoinsieme dell'insieme dei
rapporti, vale a dire della
Struttura (con la S maiuscola). Dal
concetto di livelli
d'organizzazione discende un'altra
nozione: ci siamo visti obbligati a
distinguere, nel concetto di
informazione (termine che
etimologicamente significa «messa
in forma»), un'informazione che
abbiamo chiamato
«informazione-struttura» e
un'informazione che abbiamo
chiamato «informazione circolante».
L'informazione-struttura è quella
che «mette in forma» ogni livello
di organizzazione, dall'atomo alla
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