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| << | < | > | >> |Pagina 9Una volta le notizie non viaggiavano come adesso. Non a quei tempi. Non funzionava cosi né per radio né sui giornali. Non nel Texas orientale. Le cose erano diverse. Ciò che succedeva negli altri posti erano affari loro. Le notizie provenienti dal resto del mondo ci interessavano, naturalmente, ma non dovevamo per forza sapere ogni dettaglio su cose che non riguardavano da vicino Bilgewater nell'Oregon, o El Paso dall'altra parte dello stato, o su verso gli stati del nord, in quel buco del culo di Amarillo. Al giorno d'oggi tutto ci aiuta a conoscere ogni piú truculento dettaglio degli omicidi piú eclatanti o di quelli da cronaca, e te li ritrovi dappertutto, anche se si tratta di qualche commesso di drogheria ucciso nel Maine che non ci riguarda nemmeno di striscio. Negli anni Trenta poteva avvenire un assassinio a qualche contea di distanza e tu non ne avresti mai saputo niente, a meno di esserne direttamente coinvolto. E ciò perché, come ho detto, le notizie a quei tempi viaggiavano meno veloci e i tutori della legge preferivano badare ai fatti loro. Certo, sarebbe stato meglio avere notizie trasmesse piú velocemente, o almeno trasmesse e basta. Ciò che è stato è stato, però, e ancora adesso che sono sugli ottanta e vivo nell'ospizio dei vecchi, nella stanza che ha ormai lo stesso odore del mio corpo che sta andando in malora, in paziente attesa di un piatto di non-si-sa-cosa tagliato a dadi e senza alcun sapore, con un tubo infilato nei polmoni, la televisione su qualche ta1k show da idioti, ho ben stampati nella mente gli avvenimenti di allora, quasi settant'anni fa, come se fossero appena successi. Tutto accadde, ricordo, negli anni '33 e '34. | << | < | > | >> |Pagina 13Credo che c'era anche allora gente coi soldi, ma non eravamo certo noi. Si era in piena Depressione. E se anche fossimo stati una di quelle famiglie coi soldi non ci sarebbe stato molto da comprare, a parte maiali, galline, verdura e roba da mangiare, e dato che i primi tre li allevavamo, ci arrangiavamo col baratto.Papà coltivava un campo, e dove stavamo noi non era casi male per farci crescere della roba. Il vento aveva spazzato via tutta la parte nord-occidentale del Texas, come del resto anche l'Oklahoma, ma in tutto il Texas orientale abbondava il verde, e il suolo era ricco e c'era abbastanza pioggia da far crescere presto e bene un sacco di roba. Anche durante i periodi secchi il terreno manteneva abbastanza umidità, e se anche il grano non era buono come al solito, almeno cresceva. In effetti mentre il resto del Texas era stremato e ridotto in polvere, la parte est andava soggetta a tremendi temporali e inondazioni. Sarebbe stato piú facile perdere un raccolto per le piogge che per la siccità. | << | < | > | >> |Pagina 45Rimasi in giro per un po', ma papà fece un solo cliente, e nessuno parlava di qualcosa di interessante. Non c'era nessuna rivista nuova da leggere e cosi, dopo avermi fatto spazzare da terra i capelli tagliati, papà mi diede un paio di penny e mi spedí fuori.Mi recai all'emporio, dove mi piace stare a guardare gli abiti colorati, i finimenti per i muli, tutti i tipi di cibo fresco e secco, gingilli e roba del genere. Alla fine puntai dritto verso gli stick alla menta piperita. Coi miei due centesimi ne compravo quattro. Il gestore, il signor Groon, calvo, faccia rosa, generoso, pieno di rughe, me ne diede sei e li mise in un sacchetto. Lo portai con me al negozio e lo lasciai da parte per prenderlo piú tardi; poi, visto che non c'erano capelli da spazzare e nient'altro da fare, me ne andai via. Mi faceva piacere ogni tanto passare a trovare la signorina Maggie. La conoscevano tutti con quel nome. Non Maggie o Zietta, come sono soliti chiamarsi fra loro gli anziani di colore, ma semplicemente la signorina Maggie. Si diceva in giro che avesse cent'anni. Lavorava tutti i giorni e riusciva anche a prendersi cura di un pezzetto di terra con Matt, il mulo piú mansueto che mai avesse tirato un aratro in un campo di granoturco, persino piú buono di Sally Redback. Maggie diceva che la parte piú dura nel portare Matt ad arare era attaccargli l'attrezzatura. Poi faceva tutto lui. Considerando che il paio di acri che coltivava era tutto sabbia e che le sue gambe arrivavano si e no alle maniglie dell'aratro, bisogna dire che qualche merito doveva avercelo anche lei. Era nera come la mezzanotte, rugosa come la terra quando viene erosa, e i capelli crespi erano molto diradati. Indossava un'avvizzita sottoveste di cotone fatta coi sacchi delle patate o del mangime, oppure abiti da uomo e scarpe nere da pochi soldi scelte sul catalogo Sears & Roebuck. Portava un grosso cappello nero con la tesa piatta. Dicevano che apparteneva a suo marito, un tipo che non faceva complimenti quando si trattava di picchiarla e che era fuggito con una donna di Tyler. La sua terra era appartenuta al padre di Old Man, Flier, che dopo la Guerra civile e la liberazione degli schiavi l'aveva presa alla fattoria come domestica. Piú tardi, per ricompensarla, le lasciò in eredità una parte di terra, venticinque acri in tutto. Lei si era tenuta cinque acri per una casa, un fienile e una piccola fattoria, vendendo il resto alla città di Marvel Creek. All'esterno della casa c'era il recinto per il mulo. Consisteva in una corda legata ai pali in modo da formare un quadrato. Matt trovava riparo al suo interno ed era sempre pieno di acqua fresca, granaglie, scarti di granoturco e cose del genere. Il tutto si basava sulla fiducia e Matt non la tradiva mai, restando all'interno della corda. C'era un patto e lui lo rispettava. C'era anche il recinto dei maiali con un porcellino che si muoveva nel fango appiccicoso che gli arrivava a metà delle zampe, annusando con aria interessata una tinozza. La casa era una fatiscente baracca con il tetto in carta catramata non inchiodata, un portico piccolo e corto sotto il quale un bel po' di galline e un cane randagio amavano prendere il sole. Sul portico c'era una sedia a dondolo di vimini. La casa pendeva leggermente sulla destra. Aveva una sola porta e una protezione contro la polvere. Aveva anche persiane gialle oleate che lei abbassava sulle tre finestre con la zanzariera rattoppata, quando c'era bisogno di ombra e di privacy (e anche il vetro ne aveva una contro le mosche). | << | < | > | >> |Pagina 140«Allora cos'hai deciso con Mose?»«Non ho ancora deciso. Certo, non posso lasciarlo dov'è adesso. Qualcuno lo verrà a sapere. Dovrò andare a prenderlo e portarlo al palazzo di giustizia o lasciarlo andare. Non ci sono vere prove contro di lui, a parte qualche indizio. Ma dove ci sono un uomo di colore e una donna bianca non ci sarà mai un processo equo. Credo che lo lascerò andare, ma prima devo essere sicuro che non è stato lui.» «Mi sembrava che avessi detto che la donna era di colore, o in parte bianca.» «Hai ascoltato in qualche modo quello che ci siamo detti a casa Canerton?» Lo ammisi. «Bene, lascia che ti dica una cosa. Quella donna era bianca. Non aveva un goccio di sangue nero, per quanto ne sanno tutti. Era nera perché è rimasta appesa sull'albero con la pioggia che la martellava. Quelli che l'hanno trovata l'hanno scambiata per una nera dal modo in cui la pelle era ridotta. Da queste parti basta che uno diventi scuro perché prende il sole in estate e subito si mettono a dire che ha un po' di sangue nero. Il corpo diventa cosi, e non si riesce piú a capire la razza. La morte ci fa diventare tutti uguali, figliolo.» «Chandler diceva che era di colore.» «Aveva la pelle scura. Proprio come avevo detto io.» «Ma tu hai detto che...» «Ho messo in giro quella voce per non eccitare la gente. Se metti bianchi e neri nella stessa frase, la gente comincia a infiammarsi.» «Tu hai messo bianchi e neri nella stessa frase. Hai detto che era in parte bianca.» «È vero.» Papà fece una pausa per prendere la pipa dalla tasca, la riempi di tabacco e la accese. «Non sono sicuro che sia stata una buona idea, ma stavo facendo dei tentativi. Ho detto che era di colore e nessuno se ne è interessato. Se avessi detto che era bianca ci sarebbero stati linciaggi in tutta questa parte della contea. Ma lei ha una parte di sangue bianco, e allora la gente si ferma e comincia a pensare a lei come a un essere umano. D'altra parte non è abbastanza bianca da scatenare reazioni eccessive. È triste, ma cosi stanno le cose.» «Com'è che hai scoperto che era bianca?» «Pensando che fosse di colore l'ho portata a Pearl Creek per sapere se il dottor Tinn o il reverendo Bail la conoscevano. E infatti la conoscevano, ma non perché era di colore. Era bianca, aveva una brutta reputazione e frequentava la gente di colore di Pearl Creek. Una donna bianca che va con gente di colore perde il rispetto delle donne che vanno con quelli della loro razza. Ma a una cosí tutto ciò non interessa molto. Vagabondava per raggiungere Pearl Creek e poi saltava sul primo treno merci che trovava per tornare indietro. Faceva il suo lavoro dentro e fuori delle balere. Ma le voci girano ed è saltato fuori che era bianca. Be', questo non interessava molto ai cosiddetti benpensanti e a quelli che magari le davano qualche dollaro, gli stessi che adesso sono pronti a prendere le armi e diventano matti perché uno di colore può averla uccisa o perché tutte le donne bianche sono in pericolo.» «Non è vero?» «Tutte le donne sono in pericolo, figliolo. E non solo le donne, con un assassino come questo. Ma credo che lui cerchi piú le donne. Fosse stata uccisa da un treno o annegata per un incidente non ci sarebbero funerali. Ma finché c'è gente come Nation, tutti quelli come Mose possono finire linciati.» Portammo i due secchi in casa. «Hai detto che devi essere certo che Mose è innocente, ma non credi che sia stato lui, vero?» Eravamo sotto il portico sul retro. Lui mise giú il suo secchio. Io posai il mio. «È come se avessi aperto questa scatola e adesso non so come chiuderla. L'errore che ho fatto è stato parlarne. È stato solo per orgoglio.» «Eri orgoglioso di aver arrestato Mose?»
«Ero orgoglioso per il fatto che stavo facendo qualcosa. Ma fino a questo
punto tutto quello che ho fatto è stato guardare due corpi morti e parlare a un
po' di gente, e questo è tutto. Non ne so piú di quando ho cominciato. A parte
che ora queste donne hanno un nome e da qualche parte c'è qualcuno che le amava.
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