Copertina
Autore Svend Åge Madsen
Titolo Rigenesi
EdizioneIperborea, Milano, 2003, 115 , pag. 434, dim. 100x200x28 mm , Isbn 88-7091-115-2
OriginaleGenspejlet
EdizioneGyldendalske Boghandel, Copenaghen, 1999
Prefazione diMaria Valeria D'Avino
TraduttoreMaria Valeria D'Avino
LettoreRenato di Stefano, 2003
Classe narrativa danese
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Indice

1.  Premessa                                  9
2.  Pre-figurazioni                          11
3.  Pre-visioni                              19

LIBRO PRIMO: FINCHÉ SEPARAZIONE

4.  Uno sguardo in purgatorio                23
5.  Scacchi e peripatetiche                  26
6.  Uno dei più felici errori di natura      31
7.  Non somigliava a un angelo               36
8.  Il pensatoio                             40
9.  Il banchetto originale                   43
1O. L'altro                                  51

LIBRO SECONDO: FINCHÉ MORTE

11. Raccontare una non-storia                59
12. Ilmetodo per acquisire 1'onniscienza     64
13. Maschere nude                            67
14. La menzogna che ricreò Helena            73
15. Il secondo primo incontro                78
16. La legge al di sopra della legge         81
17. Annullamento della legge naturale        85
18. La legge ultima                          88

LIBRO TERZO: IL RITORNO

19. Bottiglie vuote e giornali non letti     95
20. La fiaba della morte                     99
21. La combinazione lineare quotidiana      103
22. Consacrato al dolore                    110
23. La resurrezione                         114
24. La restituzione                         117
25. La riapparizione                        120
26. Rinascita                               123

LIBRO QUARTO: LUOMO CHE TORNÒ INDIETRO

27. Trasfonnare il mondo in sogno           129
28. Il vecchio pazzo                        132
29. Riconquistare la vita                   140
30. La casa senza tempo                     146
31. L'unica                                 153
32. Anfitrione e il desiderio               158
33. Il gusto dell'acqua zuccherata          162
34. La città degli odori                    165

LIBRO QUINTO: ALLA VITA

35. La sindrome dell'imperatore             173
36. Il terzo                                178
37. Festa e bombe                           185
38. La mente nuova dell'imperatore          190
39. La danza della vita                     195
40. Ce n'è un'altra                         199
41. Seno e bambino                          207
42. Lettere dal passato                     211
43. La bambina alla stazione                216
44. Entrare nel passato                     221
45. Come un tiro di buoi                    225

LIBRO SESTO: ALL'AMORE

46. Chi amerai come te stesso?              231
47. Un non giorno                           237
48. La sola e unica                         244
49. Una cosa divertente che diventa
    terribile                               248
50. Novella                                 253
51. Una cosa terribile che diventa
    fantastica                              257
52. Questo non è un racconto                260

LIBRO SETTIMO: ALLA GIOIA

53. Monologo a due                          269
54. Trovare le parole                       277
55. Salvata dal gong                        282
56. Fare luce dentro                        289
57. La nebbia mi è negata                   295
58. In memoriam                             299
59. Un suono di campane                     305

LIBRO OTTAVO: AL DOLORE

60. Genesi                                  313
61. Una trama di biglietti volanti          319
62. Quando la sfinge vide se stessa         325
63. Il dolore                               330
64. Sogni di comprensione                   334
65. Il ritardo della luce                   337

LIBRO NONO: LA DIGNITÀ DELL'UOMO

66. Fuori dalla tana                        343
67. Luomo senza impulsi                     348
68. Di nuovo alla mercé dei giornali        354
69. Il regalo più piccolo del mondo         357
70. Un'altra perla                          363
71. Un uomo nuovo                           368
72. Nello stesso spazio                     371
73. Momenti di felicità                     374

LIBRO DECIMO: COME IL VERO HELLED

74. L'eroe della bellezza                   381
75. Un mondo di me                          385
76. Alleata con il nemico                   390
77. L'incidente                             395
78. Io non vivrò in eterno                  397
79. Il patto                                401
80. Uscire dalla propria pelle              405
81. L'esperimento                           408
82. L'aspettativa                           414
83. Nel mondo                               417

Bibliografia                                421
Postfazione                                 423

 

 

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Pagina 9

1. Premessa



Questo libro si propone di spiegare qual è il senso vita. Inoltre vorrei dar conto della relazione esistente tra il bene e il male. Siamo liberi di sceglierci e di assumerci determinati valori, come molti sono propensi a credere? Oppure, come hanno sostenuto altri, esiste una legge più grande di noi?

Nel rispondere a queste domande sarò obbligata a sfiorare e a risolvere diversi enigmi secondari, la cui soluzione può ugualmente avere un certo interesse comune. Penso in special modo al problema dell'identità: "Chi sono io?" come spesso viene formulato, e all'altrettanto frequentemente sollevato: "Esiste un Dio?" Prima che quest'ultimo punto venga chiarito, devo prendere posizione riguardo ai due corollari che ne discendono. Se sì: è un vantaggio per l'uomo? Se no: è una circostanza che dovrebbe modificare il nostro comportamento?

Tuttavia, anche i problemi: "C'è vita dopo la morte? Cos'è la verità? Esiste il libero arbitrio o è tutto già stabilito a priori?" troveranno risposta, sebbene in minor dettaglio. Inoltre ho intenzione di far luce sull'annoso dibattito circa il rapporto tra realtà e fantasia. E di lì ovviamente: "Da dove viene l'ispirazione, la facoltà di trascendere ciò a cui sembriamo essere destinati?"

Infine non mancherò di pronunciarmi sul fondamentale dilemma: "Possiamo sapere con certezza se esistano altri uomini oltre a noi?" Ed eventualmente: "Possiamo essere certi che siano dotati di coscienza? Come possiamo agire, in generale, al fine di conoscere il mondo?"

Sono tutti interrogativi che hanno solleticato la curiosità di molti e attendono da lungo tempo una risposta. Di sicuro qualche persona impulsiva preferirebbe un immediato chiarimento di tali enigmi, ma tanto vale che si munisca di una buona dose di pazienza. Per comprendere le risposte e trarne pieno profitto, sarà necessario raccogliere alcuni elementi propedeutici.

Sono convinta che il lettore giudicherà ben ripagati i suoi sforzi.

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Pagina 11

2. Pre-figurazioni



La stanza in penombra odorava di pane troppo tostato. Just Helled sedeva al tavolo spostando qua e là frammenti di unghie tagliate. Rannicchiata nella poltrona, sua figlia sfogliava senza costrutto un libro di scuola. Fu allora che lo straniero entrò.

Così magro da sfiorare il grottesco, con le maniche troppo lunghe della giacca penzolanti sulle mani, i pantaloni a fisarmonica che nascondevano metà delle scarpe.

"Ciao Krystofiles", salutò l'uomo al tavolo, mentre regolava l'ultima unghia. "Ero qui che riflettevo sc-iul perché sc-ioffriamo."

Il nuovo venuto osservò i frammenti di unghia sul tavolo, disposti a cinque a cinque in due archi, come se il proprietario se ne fosse appena distaccato.

"Gli uomini e pure le be-sctie. Perché tutto è disposc-to in modo che sci-offriamo?"

"Per darci modo di tirar via la mano dal fuoco con una quanta rapidità."

"Una sc-erta rapidità, Krystofiles. Ma quando la mano è già bruciata del tutto? A cosa sc-erve allora? Lutto. Disc-perazione as-scioluta. É proprio necessario?"

"Per spingerci a lottare. Svignarla da quello che duole. Forma l'impulso di supervivenza."

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Pagina 59

11. Raccontare una non-storia



Molti - non avrei esagerato se avessi scritto: Innumerevoli - hanno raccontato storie. Qui io dovrò invece presentare una non-storia. Perché l'azione che dovrebbe aver luogo sembra non voler arrivare, e il tempo sembra rifiutarsi di passare.

Oggi - sono arrivata al 16 novembre del 1998 - nel giornale c'è un'intera pagina su un "Nuovo impulso per la terapia genetica" e su "I grandi dilemmi etici della tecnologia genetica". In prima pagina si parla di nuove minacce all'Irak da parte di USA e Inghilterra. Lo scatto quotidiano, segnato dal giornale, come pure il ticchettio regolare dell'orologio in salotto, mi dà una speranza che il flusso del passato possa riprendere a scorrere con regolarità. Ma finora la mia teoria dei ricordi non ha retto alla prova.

Se fossi veramente nata da quello sguardo, come il destino avrebbe preferito, oggi sarei più vecchia di cinque o sei anni, e il tempo non sarebbe costretto a languire in acque stagnanti.

Nessuno potrà più accertare se quella sera i due giovani si separarono immediatamente dopo il pranzo, nel rispetto del loro mutuo accordo - per riguardo al reciproco, fittizio fidanzato - o se riconobbero il messaggio del destino e si unirono fisicamente subito dopo le loro nozze spirituali.

Quel che è dato sapere si limita al diario intermittente di mia madre, la quale, a Roma, cercava di mettersi all'opera con la pianificata tesi di laurea: la visione dell'uomo nel romanzo Uno, nessuno e centomila, dello scrittore italiano Luigi Pirandello.


"11 ottobre. Forse stabilire un paragone con Calvino. Un sacco di somiglianze evidenti da tirar fuori. Quali? Quali? Quali? Spacconate. Millanterie. On ne peut écrire et penser qu'assis. Quante risate deve essersi fatto dentro di sé. Pallone gonfiato di una ragazzina.

Arrossisco ancora adesso. Allora no. Ansiosa com'ero di dimostrare quanto colta, erudita. Fanculo Nietzsche, Flaubert e tutti gli altri. Perché non riesco mai a tenere il becco chiuso. Almeno ho detto qualcosa.

J

JUST

S

T

Cos'ho detto in effetti? Nemmeno una parola sensata. E quel che è peggio: troppo poche insensate. Dimenticata?"


Il romanzo su cui Helena voleva scrivere inizia con il protagonista che si accorge del proprio naso. O meglio: scopre che la moglie considera il suo naso storto, cosa che lui stesso non aveva mai notato. La circostanza provoca una serie di riflessioni. Luomo si rende conto che quello che gli altri vedono, quando lo incontrano, non è lui. Quello che vedono è la loro immagine di lui, del tutto diversa dalla sua. Il che conduce a un progressivo relativismo.


"14 ottobre. Perché inizia proprio con il naso? Questa parte ridicola del corpo?

Naso molto utilizzato. Mollare P. e fare la tesi sui Nasi in letteratura??? Naturalmente il capolavoro, he he he: Gogol: Il Naso - che se ne va in giro da solo. E l'uomo dal Naso al di sopra di ogni altro n.: Cyrano! Una tesi molto erudita che ficca il naso dappertutto.

Non c'era un racconto? Johan Borgen? Sì. Qualcosa del tipo: lui passeggia in santa pace in una serra, gli entra qualcosa nel naso. Una mosca? Proprio allora compare LEI - la lei dei suoi sogni - e lo pesca col dito infilato profondamente nella narice. Penoso quanto Qu'assis almeno.

Ovidio Nasone - avrà qualcosa a che vedere con il naso? Uno studio naseologico. E procurarsi quel libro di cui Christl parla con tanto entusiasmo. L'uomo che sente gli odori. Certo può essere pesante leggere il tedesco. Süss-kind, dolce bambino, facile da ricordare. (Süskind, Il profumo.)

I nasi, perché è la prima cosa che salta agli occhi, la più evidente, a meno che non ce l'abbia duro proprio in quel momento, ovvio. Tutte cavolate: la prima cosa sono gli occhi. E un sorriso, riconoscente. Dobbiamo fare del nostro meglio, per riguardo verso i nostri fidanzati. Un sorriso che non poteva mentire. Ma lui ha una fidanzata, senza dubbio piena di qualità come lui.

Un discorso davvero brillante, lì per lì su due piedi, anzi su un culo seduto, come pensava anche Krystofiles... Anche se era in errore, il buon Just. Per quanto suonasse bene. Non era "l'Altro" a provocare il pensiero. É stata la gelosia. Quell'occhiata, quando chiacchieravo con Krystofiles mentre lui parlava. Occhi da Otello (erudita, la piccola). Avrà anche tutte le fidanzate che vuole, caro ispirato dalla gelosia. Non l'altro, perciò: ma il terzo uomo!! Devo ricordarmi di ventilargli l'idea quando... se...

Ho gettato alle ortiche il suo pudore. Telefonargli! Sì, sì, per la miseria. ... Occupato, naturalmente. Ho scritto il "suo" pudore. Freud mi avrebbe amata: l'unica persona che potrebbe volermi bene. Pudende.

Della cerchia di Helena nella Città Eterna è Chrisl, una compagna di studi, quella di cui parla più spesso. ("Chrisl con la sua voce crillastrina." Non è chiaro se intendesse cristallina o pollastrina.) Dal diario si può avere l'impressione che i sentimenti di Chrisl per lei fossero più intensi di quanto a Helena piacesse. Gli sviluppi del loro rapporto non vengono comunque ulteriormente seguiti.

Chrisl divenne più tardi moglie di un ambasciatore. In una lettera cortese, meticolosa e impersonale, dice di ricordare perfettamente Helena al tempo dei suoi anni di studio a Roma. Quello che invece non ricorda è che Helena abbia mai nominato un suo ragazzo o fidanzato. Né ha memoria d'altro che possa essere d'aiuto a una figlia intenta a ricreare la propria madre, non parliamo interessare un pubblico più vasto.

Tra i più intimi amici di Helena, i libri, se ne distingueva uno in particolare. Era un manuale di biologia piuttosto voluminoso che Helena aveva preso in prestito da suo padre.


"24 ottobre. Paradosso. Lavoro: studiare cose belle, divertenti. Tempo libero: ammazzarmi sul libro di papà. Non ci capisco un tubo. Solo quando andiamo a passeggio in Campo dei Fiori - ogni giorno verso mezzogiorno - improvvisamente capisco tutto, con lui che mi racconta come ogni cosa sia collegata, in modo paziente, intelligente, divertente, istruttivo - innamorato come dovrebbe, come deve essere.

Trucco di P., che Calvino sgraffigna: si prende il lettore per mano, lo si porta a spasso: 'Quando avete agito così? Ieri, oggi, un minuto fa? E ora? Ah, ora voi stesso siete disposto ad ammettere che forse avreste agito altrimenti. E perché? Oh Dio, voi impallidite. Riconoscete forse anche voi che un minuto fa voi eravate un altro? Ma sì, ma sì, mio caro, pensateci bene: un minuto fa, prima che vi capitasse questo caso, voi eravate un altro; non solo, ma voi eravate anche cento altri, centomila altri.' (In italiano nel diario, citato da Uno, nessuno e centomila.)

Quando siamo nella piazza ti racconto di Giordano Bruno, in modo divertente e intelligente. Prima lo bruciano. Poi gli rendono omaggio costruendogli una statua nello stesso posto, così può anche essere contento. (Annuisci riconoscente per l'informazione, che sicuramente sapevi già. Ma ti rendi conto che devi lasciarmi un po' di vantaggio almeno in un campo.)

Poi è il tuo turno. Esegui un trapianto genetico su dei fagioli, me li mostri: 'Non è difficile. Esiste una quarta anomalia che può condurre a una

[...]

 


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