|
|
|
| << | < | > | >> |Pagina 7Preambolo per mettere le mani avantiPuò succedere che un dialettico dirigente di industria si trovi coinvolto in eventi che non hanno niente a che vedere con i suoi interessi professionali e tanto meno con i suoi desideri o i suoi orizzonti d'attesa. Di proposito non ho detto ideali, una parola troppo impegnativa e imbarazzante che ho cancellato senza esitazioni dal mio vocabolario. Da tempo i miei desideri hanno assunto una dimensione umana e culturale ben definita ma circoscritta, come se tutto ciò che non riguarda il mio lavoro e la merce di cui mi occupo, e nella quale mi identifico, sia soltanto una appendice incongrua della mia esistenza. Se poi ho deciso di raccontare alcuni eventi che si sono verificati al di fuori della mia reclusa monade manageriale è proprio perché questa appendice a un certo punto ha preso il sopravvento e mi ha trascinato a occuparmi di fatti insoliti, spesso fonte di inquietudine, che hanno turbato e deviato i miei comportamenti a dispetto delle mie cibernetiche prospettive personali. | << | < | > | >> |Pagina 24La mia relazione era ricalcata nella parte storica sulla Storia dei colori di Goethe, antologia di grandi pensatori e scienziati, sulle notizie della pittura nell'antichità classica riportate nella Naturalis historia di Plinio il Vecchio, ma era fondata anche su mie ricerche originali intorno alle vernici nel Medioevo e nel Rinascimento. Esibivo una bella citazione dal cinquecentesco Dialogo dei colori di Ludovico Dolce (chi saprebbe oggi definire colori come "il puniceo, il tirio, il sorano, il melino, lo spagnuolo, il bonico, il modanese, il coccino, il sandicino, il serampilino, il bosseo" citati dal Dolce?). Un testo raro questo Dialogo cinquecentesco, sicuramente sconosciuto ai manager convenuti ad Amsterdam, ma confesso che mi sono servito perfino della popolare Enciclopedia Larousse. Parlavo anche dell' Ultima Cena di Leonardo che sta scomparendo a causa della tecnica sperimentata avventurosamente dal sommo pittore. La scultura greca, Leonardo da Vinci, il Dialogo del Dolce, l'antica Cina e i Padri Gesuiti che mandavano in Europa le loro relazioni con i segreti della lacca. Con l'Arte e la Storia cercavo di nobilitare l'industria delle vernici. Sapevo che queste esibizioni culturali sarebbero piaciute ai dirigenti europei che partecipavano al Congresso. Il Direttore per l'Estero di una grande industria come sono io ha sempre bisogno di consensi. Ero venuto al Congresso di Amsterdam proprio per questo, per il mio prestigio e interesse personale oltre che per quello della Loutrous Peintures. Detto fra noi i Signori delle Vernici che siedono nel Consiglio di Amministrazione non li amo per nientissimo affatto e li temo come tutti, impiegati e dirigenti della Società, ma non ho nessuna vera ragione per strangolarli. Sono loro che rappresentano la Autorità e sono loro che mi hanno nominato Direttore per l'Estero al posto di Mr Ballou.| << | < | > | >> |Pagina 58Ci sono nella vita delle sicurezze improvvise e definitive, incontri di sensi e sentimenti che immediatamente si proiettano nei gironi profondi dell'anima. L'illuminazione che sì raggiunge con lo Zen deve essere qualcosa di simile a ciò che ho provato io nei pochi istanti della sua apparizione, con la differenza che nel mio caso non si trattava di un vuoto simulacro mentale perché avevo davanti agli occhi il soggetto vivente che mi aveva illuminato. Sapevo che da qualche parte esisteva questa donna, l'avevo già vista con gli occhi del desiderio, e adesso eccola qui sotto le mie diottrie emotive al caffè dell'aeroporto di Zurigo. Una folgore cremisi e nera come i fiori del suo vestito e la luce del suo sguardo. Ecco, mi sono detto, la sua immagine resterà stampata per sempre nella mia memoria, questo incontro è un miracolo della natura quando la natura allunga su di te la sua mano amica. Del cuore io non parlo per pudore, anche perché non mi pare che i grandi sentimenti stiano da quelle parti.Non sapevo più dove tenere le mani, dove posare lo sguardo. Calma, mi dicevo, cerca di nascondere la tua emozione e comportati con dignità. Sei uno sconosciuto per quella signora, e tu comportati con la dignità di uno sconosciuto. Fai conto che ti sta osservando T.S. Eliot, il poeta di ghiaccio. Già, che cosa direbbe T.S. Eliot se conoscesse il tuo stato d'animo? E Stendhal? Forse Stendhal sarebbe più comprensivo di T.S. Eliot, lui dava molta importanza ancora più che alle donne, ai sentimenti che gli uomini provano per le donne. Cercavo di distrarmi con Eliot e Stendhal per non apparire troppo corroso dalla emozione. Alzai gli occhi dal giornale e le sorrisi appena, timidamente. | << | < | > | >> |Pagina 79Ho capito in queste occasioni che esiste una sorta di massoneria gastronomica che mette il cibo al centro della vita. Cibarsi per costoro non è una necessità e magari un piacere come per tutti, ma un rito, una cerimonia, un atto inscritto nella categoria dei Sublime. Molti uomini al ristorante si consolano di tutti i dispiaceri della vita. Se gli è precipitata la moglie in un burrone, se hanno perso il lavoro, se un incendio gli ha bruciato la casa, se sono stati licenziati, se sono caduti sotto le unghie degli |
|
Scheda con 6264 bytes di citazioni. Pubblicazione completa della scheda in attesa di autorizzazione dell'editore. | << | < | |