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Copertina
L'autore di questi racconti ha
creduto che l'uso della "prima
persona" potesse aiutare il lettore
a entrare nei panni e nell'anima
dei suoi personaggi.
Si rende conto ora che forse
l'identificazione può risultare
meno facile di quanto credesse,
data la varietà dei personaggi da
racconto a racconto e la
difformità delle orbite nelle
quali si muovono. In caso di
difficoltà ha dunque un
suggerimento per il lettore: se
non riesce a identificarsi con i
personaggi può provare a
identificarsi con l'autore. È un
suggerimento interessato al quale
aggiunge qualche parola di
raccomandazione e di garanzia:
l'autore è una persona d'indole
tranquilla, ben disposta verso il
prossimo e soprattutto estranea a
quei disturbi e a quelle bizzarrie
che talvolta fanno agire i suoi
personaggi. L'identificazione con
l'autore insomma non sarà
compromettente sotto nessun punto
di vista e presuppone nel lettore
soltanto qualche sottintesa
affinità.
L'autore, se scoprirà che i
lettori a lui affini sono tanti,
sarà felice per il successo del
libro, ma nello stesso tempo sarà
indotto con qualche turbamento a
modificare la sua immagine della
geografia umana nella quale si
sente inserito. Ormai sa, per
esperienza personale, che ad ogni
buon evento si accompagna sempre
qualche simmetrica perplessità.
L.M.
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Indice
9 Il sogno di Cesare
21 Una storia senza fine
...
149 Due schiaffi
...
185 Descrizioni
191 Testa d'argento
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Pagina 149
... Ma posso prenderla a schiaffi
per quattro o cinque occhiate
all'anno? A parte la sproporzione
fra un tradimento mentale e una
punizione manuale, il mio mestiere
mi sconsiglia di fare dei gesti che
verrebbero giudicati molto male in
paese. Mi spiego: lo schiaffo
alla moglie dato da un cancelliere
del tribunale è diverso dallo
schiaffo dato dal giudice, lo
schiaffo alla moglie dato da un
droghiere è diverso dallo schiaffo
dato da un macellaio. È proprio
il mio mestiere di macellaio che mi
mette in difficoltà.
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