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| << | < | > | >> |Indice
Presentazione di Pietro Corsi IX
Prefazione XIII
Storia del pensiero biologico
1. Introduzione. La biologia e
la sua storia 3
PARTE PRIMA La diversità della vita
2. Macrotassonimia, la scienza
della classificazione 97
3. Raggruppare secondo
l'ascendenza comune 158
4. Microtassonomia,
la scienza delle specie 198
PARTE SECONDA L'evoluzione
5. Origini senza evoluzione 247
6. L'evoluzione prima di Darwin 288
7. Charles Darwin 339
8. Le prove di Darwin a sostegno
dell'evoluzione 371
9. La causa dell'evoluzione:
la selezione naturale 423
10. Diversità e sintesi del pensiero
evoluzionistico 482
11. Gli sviluppi successivi
alla sintesi 518
PARTE TERZA La variazione e
la sua eredità
12. Le prime teorie e i primi
esperimenti riproduttivi 581
13. Le cellule germinali, veicoli
dell'eredità 600
14. La natura dell'eredità 629
15. L'ascesa della genetica mendeliana 674
16. Le teorie del gene 724
17. Le basi chimiche dell'eredità 755
18. Epilogo. Verso una scienza
della scienza 777
Note 807
Glossario 837
Bibliografia 841
Indice analitico 909
| << | < | > | >> |Pagina 31. Come scrivere la storia della biologia Ogni cosa che cambia nel corso del tempo ha, per definizione, una storia: l'universo, le nazioni, le dinastie, la filosofia e l'arte, le idee. Anche la scienza, fin da quando è emersa dal mito e dalle prime filosofie, ha subito un continuo cambiamento con il tempo e perciò costituisce un argomento legittimo per lo storico. Poiché il nocciolo della scienza è il processo continuo di comprensione del mondo in cui viviamo, una storia della scienza è in primo luogo una storia dei problemi scientifici e della loro soluzione (o dei tentativi di trovarne una); ma è anche la storia dello sviluppo dei princìpi che costituiscono la struttura concettuale della scienza. Spesso le grandi controversie dei passato sopravvivono nella scienza moderna; perciò molti dibattiti attuali non si possono pienamente comprendere se non se ne conosce anche la storia. Le storie scritte, al pari della scienza stessa, hanno costantemente bisogno di revisioni. Le interpretazioni erronee lasciate da un autore precedente finiscono per diventare mito, accettato senza domande e tramandato di generazione in generazione. Ho dedicato uno sforzo particolare a scoprire e a eliminare quanti più miti possibile (senza averne creati dei nuovi, spero). Tuttavia, il motivo principale che ingiunge di rivedere continuamente le interpretazioni storiche è da cercarsi nel fatto che esse, a qualsiasi epoca appartengano, non fanno che rispecchiare lo stato di conoscenza del loro tempo: sono legate al modo in cui l'autore ha assorbito lo Zeitgeist della biologia a lui contemporanea, alla sua formazione intellettuale e all'ambiente da cui proviene. Perciò, i libri di stori sono necessariamente soggettivi ed effimeri. | << | < | > | >> |Pagina 83Il più caratteristico aspetto della vita è forse la sua diversità quasi illimitata. Non vi sono due individui identici nelle popolazioni che si riproducono per via sessuale; non vi sono due popolazioni identiche nella stessa specie; non due specie, due taxa superiori, due associazioni identiche, e così ad infinitum. Dovunque posiamo lo sguardo troviamo unicità, e unicità significa diversità. Nel mondo vivente, la diversità esiste a ogni livello gerarchico. Vi sono almeno diecimda diversi tipi di macromolecole in un organismo superiore (secondo alcune valutazioni ve ne sono ancor di più); prendendo in considerazione tutti i diversi stati di repressione e derepressione di tutti i geni di un nucleo, si hanno milioni, se non miliardi, di cellule diverse in un organismo superiore; esistono migliaia di diversi organi, ghiandole, muscoli, centri nervosi, tessuti e così via. Due qualsiasi individui di una specie che si riproduce per via sessuale sono diversi non solo perché sono geneticamente unici, ma anche perché possono differire per età e sesso e perché hanno accumulato tipi diversi di informazione nei loro programmi di memoria aperti e nel loro sistema immunitario. Questa diversità costituisce la base degli ecosistemi ed è la causa della simbiosi e della competizione; essa inoltre rende possibile la selezione naturale. Per sopravvivere, ogni organismo dipende dalla conoscenza della diversità del suo ambiente, o almeno dalla sua capacità di affrontarla. Anzi, non v'è alcun processo o fenomeno biologico in cui non si abbia a che fare con la diversità. | << | < | > | >> |Pagina 94La prima impressione è che la storia della sistematica sia stata una lotta infinita con gli stessi vecchi problemi, come: Che cos'è una specie? Che cos'è un rapporto di affinità? Qual è il modo migliore di delimitare i taxa superiori? Quali sono le caratteristiche distintive più attendibili? Quali principi si devono applicare nell'ordinare i taxa in categorie superiori? Qual è la funzione della classificazione? ecc.Evidentemente, la storia della sistematica non segue affatto il concetto di progresso scientifico descritto da Thomas Kuhn nella sua teoria delle rivoluzioni scientifiche. Neppure la rivoluzione darwiniana del 1859 ha dato origine, nella sistematica, al cambiamento decisivo che ci si sarebbe aspettato. I motivi di questo diverranno evidenti nei prossimi capitoli. Tuttavia, si vedrà anche come negli scorsi trecento anni non ci sia stata alcuna stasi concettuale. I concetti sono cambiati e si sono chiariti: lo dimostrano le variazioni di significato - in periodi diversi e negli scritti di autori diversi - di alcuni termini di impiego frequente.
Una sistematica veramente unitaria non poteva
svilupparsi finché il termine «affinità» era usato sia per
la semplice somiglianza sia per la parentela genetica,
«varietà» sia per una popolazione geograficamente
circoscritta sia per le varianti individuali all'interno
della stessa popolazione, «specie» sia per individui
morfologicamente diversi sia per popolazioni
riproduttivamente isolate, e «classificazione» sia per gli
schemi di identificazione sia per la classificazione vera e
propria. L'espressione «sistema naturale» ha avuto
significati diversi in periodi diversi, e certi termini,
come «categoria», sono spesso usati dallo stesso autore per
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