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| << | < | > | >> |Pagina 3 [ libro inizio ]Con la presa craniale Berlitz-Kikoyan posso capire e parlare il gergo di Tokyo-Bay, ma la preghiera del pellegrino, che è antica quanto è lungo il pellegrinaggio, mette a dura prova ogni capacità di traduzione: «Onore a Kobo Daishi, faro di spiritualità, fonte dell'ascesi, guida e compagno del nostro viaggio di ricerca». Quanto è piú semplice ed elegante in giapponese: Namu Daisbi Henio Kongo; i suoni fluiscono leggeri dalle mie labbra mentre mi inginocchio davanti all'immagine, nella sala Daishi, per la breve cerimonia di preparazione. Le parole mormorate, legate l'una all'altra e ripetute come in un mantra scivolano fra il sé e lo spirito, danno sollievo alla straziante autocoscienza di un europeo, troppo alto e troppo presente. Con i capelli rossi. Davanti a un altare straniero.| << | < | > | >> |Pagina 30- Cos'è questo? - chiese lui, cercando stabilità, cercando Luka, vedendo solo macchie cinetiche.- Il Boccioni-verso -. La voce di lei era un ancoraggio profondo e rassicurante in quella turbinosa instabilità. - Umberto Boccioni: decano dei pittori futuristi italiani, 1882-1916; ossessionato dall'industria, dall'energia, dalla velocità e dall'aggressivita. Questo posto è perfetto per lui. «La città si alza!» Non senti l'odore del testosterone? Sarebbe diventato un grande fascista se una mattina, a Verona, non fosse caduto da cavallo e non fosse morto prematuramente per la botta alla testa. Il più piccolo movimento del capo gli faceva scorrere davanti agli occhi linee di energia colorata. - Come hai fatto? - Con i computer. Non si fa tutto così? Ho preso un vecchio sistema video di elaborazione immagini, l'ho remixato, hackerato e riassemblato usando programmi enzimatici in commercio ricuciti da me -. Spargendo superfici di luce che si modellavano quando muoveva le mani, lei raccolse un cavo di fibra ottica che stava bruciando, brulicante di informazione visiva. - Le videocamere montate sulla testa raccolgono le immagini, questo portatile le processa e le rimanda ai sistemi di realtà virtuale. Questa è la modalità solo visiva. Poi aggiungerò anche dimensioni supplementari. Per la prossima sto pensando di fare un universo cubista, o magari alla maniera di Kandinsky. O di Miró, magari? Mi ci vedi come una cosina nera accartocciata con una macchietta per testa? Ma alla fine voglio arrivare a creare i miei universi personali. Luka-versi, come nessuno ne ha mai visti. Ritorno alle origini. Estetica dello scarto. Moltiplicazioni di realtà. Loro non lo capiscono, Ethan. Gli altri del mio corso. Siccome voglio remixare il software per modellare le sfumature tra realtà e virtualità, sono fascista. Meccanicista, senz'anima, estranea allo "zeitgeist" dell'uomo del ventunesimo secolo intrappolato in un universo di indeterminazione quantistica, ecco quello che dicono. Ma almeno io ho un interesse. Amo quello che faccio, e amo la ragione per cui lo faccio. Non piegherò la testa infilandola tre volte nella merda davanti all'ideologia del mese. Loro si preoccupano dell'affidabilità dei loro PC, o di farsi rivolgere la parola dalla gente giusta, o di farsi notare dai tutor giusti; o, se sono tutor, pensano ad andare alle feste giuste, all'integrità del cazzo, all'originalità del cazzo, all'"arte" del cazzo. Io ho un interesse, Eth. Voglio fare qualcosa, cazzo, e voglio che qualcuno lo sappia-. La sua voce, arrivando dal cuore di una cascata di immagini turbinanti, aveva una ferocia oscura, terribilmente concentrata, che Ethan Ring trovava eccitante e inquietante allo stesso modo. | << | < | > | >> |Pagina 43- Effettivamente ci sono un sacco di cose di questo tipo, là fuori, qui dentro, da qualche parte; le forme pure e perfette di ciò di cui stiamo parlando. Entità visive, - e sottolineò le parole, - che la mente conscia non riesce a elaborare, che vanno al di là delle nostre capacità razionali di giudizio e stimolano risposte dirette, fisiche. Come la gioia o la rabbia o l'estasi religiosa. O anche stati alterati di coscienza completamente nuovi.- Si crede che i mandala buddhisti aprano la mente al nirvana, - intervenne Masahiko. - Forse i mandala, l'arte astratta, i diversi stili tipografici, contengono tutti degli indizi, delle forme diluite di queste cose di cui parla Eth. Le vere entità visive, le pure forme, le forme assolute, aspettano solo di essere viste, sintetizzate, isolate. - "Campi perduti", - disse 'Becca. - Una vecchia poesia di Robert Graves, credo. Non ti hanno insegnato niente a scuola? - Essenzialmente a farmi le seghe, - disse Marcus. E poi come rollare una canna con una mano sola. - Tracce. Campi perduti parla del fatto che piccole parti di paesaggio sono scomparse a causa di errori nel rilevamento topografico. Non sono proprio sicura di come sia successo, ma piccole parti di campi, di sentieri, siepi di confine, boschi, venivano come piegate e non comparivano piú sulle mappe. Sulla mappa, il paese A sarà proprio attaccato alla città B; ma sul terreno ci potrebbero essere in mezzo intere geografie. - Realtà nascoste. E' un po' troppo fantasy per i miei gusti, - disse Marcus.
- Be, quelle entità potrebbero essere i campi perduti della
mente, - continuò 'Becca, - cose che sono state superate
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