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| << | < | > | >> |IndiceA chi importa? 9 Introduzione alla nuova edizione americana 1. Jim Crow nel cyberspazio 19 L'inedito resoconto di come hanno truccato le elezioni in Florida 2. Democrazia in vendita 91 I Bush e i miliardari che li amano 3. Truffando la California 127 La deregulation e i pirati dell'energia 4. Vendi la Lexus, brucia l'ulivo 155 La globalizzazione e i suoi oppositori 5. Dentro l'America delle grandi aziende 225 6. Pat Robertson, il generale Pinochet, 257 la Pepsi Cola e l'Anticristo: rapporti investigativi speciali 7. Piccole città, piccole menti 323 8. Baciando la frusta: 339 riflessioni di un americano in esilio Appendice 375 Note 381 Ringraziamenti 391 Indice dei nomi 395 |
| << | < | > | >> |Pagina 9Senz'altro leggete i giornali e guardate la televisione, quindi conoscete quel genere di giornalismo-spazzatura, ottuso e avvelenato di pubblicità, che vi propinano in America. Questo libro si potrebbe intitolare Ciò che non si può leggere sul New York Times o Ciò che non si può vedere sulla CBS. Per citare un esempio: Cinque mesi prima delle elezioni presidenziali del novembre 2000, il governatore della Florida Jeb Bush ha fatto cancellare 57700 nominativi dalle liste degli elettori, a suo dire delinquenti che non avevano diritto al voto. Per la maggior parte si trattava di persone che non avevano commesso alcun crimine, la cui unica colpa era quella di avere la pelle nera. Questa notizia esplosiva, contenuta in un mio articolo, è stata pubblicata sulla prima pagina del più importante quotidiano nazionale. Peccato fosse la nazione sbagliata. Il servizio è apparso sul Guardian di Londra e sulla sua versione domenicale, l'Observer. Avreste potuto anche sentirne parlare in televisione... in Europa ovviamente, nel programma Newsnight della BBC, che trasmette le mie inchieste. (Se volete sapere che cosa fosse in realtà quel boccone avvelenato che ancora oggi definiscono un'elezione presidenziale, leggete il capitolo 1, "Jim Crow nel cyberspazio".) Passiamo a qualcosa di cui certamente negli Stati Uniti nessuno ha mai letto niente: dopo essere stato sbattuto fuori dalla Casa Bianca, Bush senior approdò in modo indolore a una società che era un'autentica miniera d'oro, una compagnia fondata dal saudita Adnan Khashoggi, fornitore d'armi dell'Impero del Male. I cercatori d'oro amici dell'ex presidente guadagnarono circa un miliardo di dollari grazie ad alcune modifiche che l'amministrazione uscente di Bush aveva gentilmente apportato alle norme in vigore. Da allora, la vicenda si fa più brutale e sanguinosa (vedi il capitolo 2, "Democrazia in vendita", aggiunta all'edizione americana). Poi c'è la storia della Monsanto e dell'ormone geneticamente modificato per incrementare la produzione del latte. Le mucche su cui la compagnia sperimentò questa sostanza, nei secchi, insieme al latte, scodellarono pus. Che squisitezza! I responsabili della Monsanto risolsero il problema nel modo più semplice... occultarono i risultati dei test. I funzionari governativi americani diedero loro una mano, passando sottobanco alla società documenti riservati riguardanti i protocolli di controllo. I giornali americani non si occuparono della faccenda. Erano troppo impegnati a prostrarsi ai piedi di Robert Shapiro della Monsanto, di Jack Welch della General Electrics e di Ken Lay della Enron, per riuscire a scrivere qualcosa che non fosse copiato pari pari da un comunicato stampa sfornato da una di queste aziende (vedi il capitolo 5, "Dentro l'America delle grandi aziende"). E di sicuro negli Stati Uniti non hanno neppure letto di come il "reverendo" dottor Pat Robertson abbia segretamente usato in modo del tutto illecito i fondi della sua jihad, la crociata cristiana, per alimentare folli investimenti all'insegna del motto "arricchisciti più in fretta che puoi" (vedi il capitolo 6, "Pat Robertson, il generale Pinochet, la Pepsi Cola e l'Anticristo''). Così come non hanno saputo nulla di Anibal Verón. Nell'agosto del 2000, Verón, un autista d'autobus che non riceveva lo stipendio da nove mesi, protestò e venne ucciso con un colpo di pistola. Gli argentini credono che la Banca mondiale avesse un piano segreto per costringere la nazione a tagliare le retribuzioni. La solita mania di persecuzione da cui sono affetti i nemici della globalizzazione? Vi mostrerò il documento. Invece di offrire queste notizie, il giornalismo in stile americano propina ai lettori guru proglobalizzazione come Thomas Friedman o ripete che al centro del nuovo ordine finanziario internazionale si trovano la rivoluzione delle comunicazioni e telefoni cellulari che possono contattare il vostro agente di borsa e al tempo stesso farvi il bucato. Accidenti! E se siete contro la globalizzazione, allora siete contro il futuro. I ragazzi che protestano per le strade sono soltanto un branco di stupidi illusi. E, specialmente negli Stati Uniti, non esiste dissenso nei confronti di questa visione del mondo euforica e irresponsabile. Non ho intenzione di discutere con Friedman e i suoi compari schierati a favore del Futuro. Vi accompagnerò invece attraverso le Country Association Strategies, le pressioni diplomatiche per la modifica dell'articolo 133 e i memorandum alle commissioni sul GATS. Su quasi tutti questi documenti è scritto "Confidenziale" e "Vietata la diffusione pubblica"... essendo usciti per vie traverse dagli archivi del Fondo monetario internazionale, della Banca mondiale e della World Trade Organization. E non fanno alcun cenno a telefoni cellulari per gli incas. | << | < | > | >> |Pagina 88LA DEMOCRAZIA E LA GENTE CHE CONTA: UNA CONCLUSIONEQuesta storia di elezioni rubate - l'ultima, la prossima - non riguarda i computer, la gestione delle banche dati o le macchine per votare. Se l'obiettivo fosse quello di prevenire il furto delle elezioni presidenziali americane correggendo i metodi elettorali e le apparecchiature, il problema potrebbe essere risolto con il mezzo suggerito dalla Duma russa. I russi hanno votato una risoluzione nella quale si chiede che le elezioni presidenziali negli Stati Uniti, come quelle a Haiti e nel Ruanda, si tengano sotto gli auspici delle Nazioni Unite. La soluzione dei mali della democrazia non si può trovare nella messa a punto di qualche computer o nel bando di alcune tipologie di scheda. Tutta questa faccenda di tecnologie e procedure è, tuttavia, tutto sommato marginale rispetto al dato di fatto più inquietante: nel 2000, l'uomo che ha perso le elezioni si è impadronito del potere. Ho riferito queste cose dall'Europa, dove si pensa che la risposta più adeguata alla scoperta che l'uomo sbagliato si è insediato alla presidenza sarebbe quella di rimuoverlo da tale carica. Ma negli Stati Uniti, a chi possiamo rivolgerci? Il ricorso da parte dei democratici a William (figlio del "Boss") Daley come loro portavoce durante lo spoglio dei voti in Florida, e il discorso di rinuncia di Gore, talmente pacato da suonare meschino, dimostrano che entrambi i partiti condividono, sia pure in misure diverse, lo stesso disprezzo per la volontà dell'elettorato. Altre due elezioni presidenziali furono quasi rubate nel corso del 2000, in Perù e in Jugoslavia. Il paradosso è che in questi due paesi, ma non negli Stati Uniti, alla fine la volontà degli elettori è riuscita a prevalere. I peruviani e gli iugoslavi avevano preso a cuore l'ammonizione di Martin Luther King secondo cui i diritti non vengono mai concessi, solo rivendicati. Loro lo sapevano: quando chi non è eletto si impadronisce del palazzo presidenziale, chi crede nella democrazia deve impadronirsi delle strade. | << | < | > | >> |Pagina 91Chi possiede l'America? Quanto è costata? È stata pagata in contanti, con un assegno o presentando una carta di credito? È stata una donazione per il mio caro figliolo candidato alla presidenza? O piuttosto un contratto di consulenza stipulato con l'ex socio dello studio legale della mia consorte, per consolarlo mentre si incamminava mesto verso il carcere? E cosa si può regalare a un miliardario che ha tutto? Quella miniera d'oro in Nevada a cui tiene tanto? L'immunità giudiziaria? Inoltre, c'è la difficoltà pratica di avvolgere in una bella carta da regalo il Congresso degli Stati Uniti. Può darsi che George W. Bush abbia perso nelle cabine elettorali, ma senza dubbio ha riportato la vittoria dove conta, ossia nel porcellino del salvadanaio. Il "figliolo fortunato" ha fatto il suo ingresso alla Casa Bianca trotterellando in groppa a un maialino sbuffante, imbottito con quasi mezzo miliardo di dollari: secondo i miei calcoli, gli innumerevoli contributi finanziari provenienti dalle grandi aziende americane (denaro "hard", denaro "soft", spese "parallele" e altre forme di facile spremitura) che hanno soffocato Al Gore ammontano a 447 milioni di dollari. L'hanno chiamata elezione, ma assomiglia molto di più a una vendita all'asta. Che cosa era stato comprato con questi soldi? Nel maggio del 2001 volai in Texas per scoprirlo. | << | < | > | >> |Pagina 94Bush mise il vicepresidente Dick Cheney a capo della commissione che doveva salvare i consumatori della California. Raccomandazione numero uno: costruire qualche centrale nucleare. Non era granché come proposta per uno stato soggetto ai terremoti come la California, ma si trattava di un affare incredibilmente lucroso per la principale azienda costruttrice di centrali nucleari, la Brown and Root, che ha sede in Texas ed è una consociata della Halliburton Corporation. L'ultimo direttore generale della Halliburton? Dick "il vicepresidente" Cheney.Suggerimento numero due: cercare nuovi pozzi di petrolio nell'Arctic Wildlife Refuge, la riserva della fauna artica in Alaska. La California non utilizza il petrolio per fare funzionare le sue centrali elettriche, però, Don Evans, membro della commissione, nonché segretario al Commercio nell'amministrazione Bush, ha espresso entusiasmo per l'avventura artica. L'incarico più recente di Evans? Direttore generale della Tom Brown Inc., una società enorme che si occupa di gas e petrolio. E così via. L'ex commissario all'Agricoltura del Texas, Jim Hightower, mi ha detto: «Hanno eliminato l'intermediario. Le grandi società non sono più obbligate a fare pressioni o corteggiare il governo. Sono loro il governo». Hightower ha spesso lamentato che la Monsanto esercitava pressioni sul segretario all'Agricoltura. Oggi, un pezzo grosso della Monsanto, Ann Venamin, è il segretario all'Agricoltura. Bill Clinton, prima di uscire definitivamente di scena, il 14 dicembre emanò un decreto per porre fine alle speculazioni incontrollate nel mercato energetico della California. Si udirono ululati provenienti dal Texas, dove hanno le loro sedi principali i grandi vincitori del gioco dell'energia, TXU, Reliant, Dynegy, El Paso e quella che un tempo fu la Enron.
Queste cinque aziende attive nel settore dell'energia, con l'aiuto dei loro
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