|
|
|
| << | < | > | >> |Indice
Presentazione dell'edizione italiana XI
Prefazione XIII
Capitolo 1 - Introduzione 1
1.1 Microeconomia: l'allocazione
delle risorse scarse 1
I trade-off 2
Chi prende le decisioni 2
I prezzi determinano le allocazioni 3
1.2 I modelli 4
Le ipotesi semplificatrici 4
Verificare le teorie 5
Questioni positive e questioni normative 6
1.3 L'uso dei modelli microeconomici 8
L'uso della microeconomia da parte di
individui e amministrazioni pubbliche 8
Riepilogo 11
Capitolo 2 - La domanda e l'offerta 13
2.1 La domanda 14
La curva di domanda 15
La funzione di domanda 18
Sommare le curve di domanda 20
2.2 L'offerta 21
La curva di offerta 22
La funzione di offerta 23
Sommare le curve di offerta 25
Gli effetti delle politiche governative
sulle curve di offerta 26
2.3 L'equilibrio di mercato 27
Determinare l'equilibrio con l'ausilio
di un grafico 28
Determinare l'equilibrio utilizzando
gli strumenti matematici 29
Le forze che portano il mercato
all'equilibrio 29
2.4 Le alterazioni dell'equilibrio 30
Gli effetti prodotti da uno spostamento
della curva di domanda 31
Gli effetti prodotti da uno spostamento
della curva di offerta 32
2.5 Gli effetti prodotti dagli interventi
delle amministrazioni pubbliche 33
Le politiche che spostano le curve di
offerta 33
Le politiche che provocano una differenza
tra la domanda e l'offerta 36
Perché non è necessario che l'offerta
sia pari alla domanda 41
2.6 Quando utilizzare il modello della
domanda e dell'offerta 42
Riepilogo 43
Capitolo 3 - Applicare il modello
della domanda e dell'offerta 45
3.1 Quanto conta la forma delle curve
di domanda e di offerta 46
3.2 La sensibilità della quantità
domandata al prezzo 47
L'elasticità della domanda rispetto
al prezzo 47
L'elasticità lungo la curva di domanda 49
Altre elasticità della domanda 52
3.3 La sensibilità della quantità offerta
al prezzo 55
L'elasticità dell'offerta 55
L'elasticità lungo la curva di offerta 57
3.4 Il lungo e il breve periodo 57
Le elasticità della domanda nel tempo 57
Le elasticità dell'offerta nel tempo 58
3.5 Gli effetti di un'imposta sulle vendite 58
Due tipi di imposte sulle vendite 59
Gli effetti prodotti sull'equilibrio
da un'imposta specifica 59
L'incidenza fiscale di un'imposta
specifica 62
L'equilibrio rimane invariato,
a prescindere dal soggetto tassato 65
Le imposte ad valorem e quelle specifiche
producono effetti simili 66
Capitolo 4 - Le scelte del consumatore 71
[...]
Capitolo 5 - Applicare la teoria del
consumatore 103
[...]
Capitolo 6 - Le imprese e la produzione 141
[...]
Capitolo 7 - I costi 173
Capitolo 8 - Le imprese e i mercati
concorrenziali 217
Capitolo 9 - Applicare il modello
concorrenziale 261
Capitolo 10 - L'equilibrio generale e il
benessere economico 303
Capitolo 11 - Il monopolio 339
Capitolo 12 - La determinazione del prezzo 379
Capitolo 13 - L'oligopolio e la concorrenza
monopolistica 411
Capitolo 14 - Le strategie 461
Capitolo 15 - I mercati dei fattori e
l'integrazione verticale 489
Capitolo 16 - Tassi d'interesse, investimenti
e mercati finanziari 523
Capitolo 17 - L'incertezza 549
Capitolo 18 - Esternalità, proprietà comuni
e beni pubblici 579
Capitolo 19 - L'informazione asimmetrica 613
Capitolo 20 - Contratti e comportamento
sleale 645
Indice analitico 683
|
| << | < | > | >> |Pagina 1Capitolo 1
Introduzione
Se ognuno di noi potesse ottenere tutto il cibo, gli abiti e i giocattoli che desidera senza lavorare, nessuno studierebbe economia. Sfortunatamente, gran parte delle cose buone nella vita sono scarse, ossia non possiamo tutti averne in quantità illimitate. La scarsità è quindi la madre dell'economia. La microeconomia è lo studio del modo in cui gli individui e le imprese effettuano le proprie scelte in modo da utilizzare al meglio le risorse che hanno a disposizione in un mondo caratterizzato da scarsità, e delle conseguenze che tali singole scelte provocano nei mercati e nell'intero sistema economico. Studiando microeconomia, esaminiamo come i singoli consumatori e le singole imprese prendono le proprie decisioni e qual è l'influenza esercitata sui mercati dall'interazione di molte decisioni individuali. La microeconomia è spesso chiamata teoria dei prezzi, per sottolineare l'importanza del ruolo svolto dai prezzi; essa spiega in che modo le azioni di tutti gli acquirenti e i venditori determinano i prezzi e come i prezzi influenzano a loro volta le decisioni e le azioni di singoli acquirenti e venditori. | << | < | > | >> |Pagina 13Capitolo 2
La domanda e l'offerta
Se domandate "qual è la cosa più importante che sapete di economia?", molti vi risponderanno: "l'offerta eguaglia la domanda". Questa affermazione fornisce una descrizione sintetica di uno dei più semplici eppure più potenti modelli di teoria economica. Il modello della domanda e dell'offerta descrive il modo in cui i consumatori e i fornitori interagiscono per determinare la quantità di un bene o un servizio venduto in un mercato e il prezzo al quale esso è venduto. Per utilizzare il modello occorre stabilire tre fattori: il comportamento degli acquirenti, quello dei venditori e il modo in cui essi interagiscono. Dopo aver letto questo capitolo, dovreste essere sufficientemente abili nell'utilizzare il modello della domanda e dell'offerta da analizzare alcune delle più importanti questioni di politica economica affrontate oggi dal vostro Paese, come quelle riguardanti il commercio internazionale e la determinazione dei salari. Dopo una tale premessa vi domanderete, forse, se l'economia non si riduca a ciò e non possiate diventare esperti economisti in così breve tempo. La risposta è ovviamente negativa: dovete apprendere anche i limiti del modello della domanda e dell'offerta e sapere quali altri modelli usare quando questo non vi può essere di alcun aiuto. Nonostante i suoi limiti, il modello della domanda e dell'offerta è il modello economico più largamente impiegato: esso fornisce una buona descrizione del modo in cui funzionano molti mercati ed è particolarmente preciso nell'analisi di quelli in cui sono presenti molti acquirenti e molti venditori, come nella maggior parte dei mercati agricoli e nel mercato del lavoro. Come tutte le buone teorie il modello della domanda e dell'offerta può essere sottoposto a verifica empirica e, a volte, risulta essere falso. Tuttavia, nei mercati in cui è applicabile, ci consente di formulare facilmente delle previsioni accurate. | << | < | > | >> |Pagina 29Le forze che portano il mercato all'equilibrioL'equilibrio di mercato non è solo un concetto astratto o una possibilità teorica: i mercati in equilibrio possono essere anche osservati. Una prova indiretta che indica che un mercato è in equilibrio è costituita dal fatto che potete acquistare esattamente la quantità che desiderate del bene in questione al prezzo di mercato; questa condizione si verifica quasi sempre nel caso dei beni comuni quali, ad esempio, il latte e le penne a sfera. Vi sorprenderà apprendere che l'equilibrio di mercato si realizza senza alcun coordinamento esplicito tra consumatori e imprese. In un mercato concorrenziale quale quello dei prodotti agricoli, milioni di consumatori e migliaia di imprese effettuano in maniera indipendente le proprie decisioni di acquisto e di vendita; eppure, ogni impresa può vendere la quantità che desidera e ogni consumatore può acquistare tanto quanto vuole. È come se una forza invisibile del mercato, una sorta di mano invisibile, indirizzasse le persone a coordinare le proprie attività per raggiungere un equilibrio di mercato. Ma in realtà che cosa porta il mercato a muoversi verso una condizione di equilibrio? Se il prezzo non è al livello di equilibrio, i consumatori e le imprese sono incentivati a modificare il proprio comportamento in modo da indirizzare il prezzo al livello di equilibrio, come spieghiamo di seguito. | << | < | > | >> |Pagina 303Capitolo 10L'equilibrio generale e il benessere economico Un cambiamento delle politiche pubbliche, un disastro naturale o altri shock spesso influiscono sul prezzo e la quantità di equilibrio di più mercati. Per determinare gli effetti di una tale variazione, dobbiamo esaminare le interrelazioni esistenti tra i mercati. Nel presente capitolo estendiamo l'analisi dell'equilibrio di un unico mercato all'equilibrio di tutti i mercati. Esaminiamo in seguito in che modo una società determini se un dato equilibrio (o variazione dell'equilibrio) sia desiderabile in tutti i mercati. Per prendere una tale decisione, la società deve rispondere a due domande: "l'equilibrio è efficiente?", "l'equilibrio è equo?". Perché l'equilibrio sia efficiente, devono essere efficienti sia il consumo sia la produzione. La produzione è efficiente solo se è impossibile produrre una quantità maggiore di output al costo corrente data la conoscenza attuale (Capitolo 6). Il consumo è efficiente solo se i beni non possono essere riallocati tra le persone in modo tale che almeno qualcuno sia più soddisfatto e nessuno risulti danneggiato; in questo capitolo mostriamo come determinare se il consumo sia efficiente. La domanda che indaga sull'efficienza dell'equilibrio è di natura scientifica; è quindi possibile che tutti i membri della società siano d'accordo su come rispondervi. Per rispondere a questioni concernenti l'equità, invece, la società deve formulare un giudizio di valore per stabilire se ogni membro abbia una parte "giusta" o "equa" di tutti i beni e i servizi. Sebbene, secondo un punto di vista diffuso nelle culture individualistiche, ogni persona sia il miglior (se non l'unico legittimo) giudice del proprio benessere, per effettuare delle scelte sociali a proposito di eventi che influiscono su più di una persona è necessario confrontare la situazione di più individui per decidere se il vantaggio di uno sia più o meno importante del danno di un altro. Per esempio, nel Capitolo 9 abbiamo sostenuto che un prezzo massimo riduce la misura del benessere totale, sulla base del giudizio di valore per cui il benessere dei consumatori (il surplus del consumatore) e il benessere dei proprietari delle imprese (il surplus del produttore) hanno la stessa rilevanza sociale. Le questioni riguardanti l'equità potrebbero trovare in disaccordo molte persone.
Come primo passo per studiare le problematiche del benessere, molti
economisti stabiliscono un preciso criterio di valore, chiamato
principio paretiano (che prende il nome dall'economista italiano
Vilfredo Pareto),
sulla base del quale classificare le diverse allocazioni di beni e servizi per
le quali non è necessario alcun confronto interpersonale. Secondo tale
principio, è desiderabile ogni variazione che aumenti la soddisfazione di una
persona senza ridurre quella di nessun'altra. Un'allocazione è
Pareto-efficiente
se una qualsiasi possibile riallocazione arrecherebbe un danno ad almeno una
persona.
|