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| << | < | > | >> |Indice
Volume primo 1831-1840
p. 3 Metzengerstein
15 Le Duc De l'Omelette
21 Un racconto di Gerusalemme
(A Tale of Jerusalem)
26 Senza fiato (Loss of Breath)
43 Bon-Bon
65 Quattro bestie in una
(Epimanes - Four Beasts in One)
75 Manoscritto trovato in una bottiglia
(MS. Found in a Bottle)
89 Rendez-vous (The Assignation)
105 Mondanità (Lionizing)
112 Ombra (Shadow)
116 Silenzio (Silence)
120 Berenice
132 Morella
140 Re Peste (King Pest)
157 Mistificazione (Mystification)
168 Ligeia
188 Come scrivere un articolo alla
Blackwood
(How to Write a Blackwood Article)
213 Il Diavolo sul campanile
(The Devil in the Belfry)
224 L'uomo interamente consumato
(The Man that was Used Up)
237 Il crollo della Casa Usher
(The Fall of the House of Usher)
261 William Wilson
288 La conversazione di Eiros e Charmion
(The Conversation of Eiros and
Cbarmion)
296 Perché il francesino porta il braccio
al collo (Why the Little Frenchman
Wears His Hand in a Sling)
303 L'uomo d'affari (The Business Man)
315 L'uomo della folla
(The Man of the Crowd)
Volume secondo 1841-1843
327 Gli omicidi della Rue Morgue
(The Murders in the Rue Morgue)
373 Una discesa nel Maelström
(A Descent into the Maelström)
396 L'isola della Fata
(The Island of the Fay)
403 Colloquio di Monos e Una
(The Colloquy of Monos and Una)
4i6 Mai scommettere la testa col Diavolo
(Never Bet the Devil Your Head)
430 Eleonora
439 Tre domeniche in una settimana
(Three Sundays in a Week)
448 Il ritratto ovale (The Oval Portrait)
453 La mascherata della Morte Rossa
(The Masque of The Red Death)
46i Il pozzo e il pendolo
(The Pit and The Pendulum)
482 Il mistero di Marie Rogét
(The Mystery of Marie Rogét)
549 Il rumore del cuore
(The Tell-Tale Heart)
557 Lo scarabeo d'oro (The Gold-Bug)
604 Il gatto nero (The Black Cat)
617 Mattino sul Wissahiccon - L'alce
(Morning on the Wissabiccon-the Elk)
624 La truffa (Diddling)
Volume terzo 1844-1849
639 Gli occhiali (The Spectacles)
671 La cassa oblunga (The Oblong Box)
687 Un racconto delle Ragged Mountains
(A Tale of the Ragged Mountains)
701 La sepoltura prematura
(The Premature Burial)
720 La lettera trafugata
(The Purloined Letter)
744 Il sistema del dottor Catrame e del
professar Piuma (The System of Doctor
Tarr and Professor Fether)
798 Rivelazione mesmerica
(Mesmeric Revelation)
782 « Sei stato tu! »
(« Thou Art the Man »)
801 La beffa del pallone
(The Balloon Hoax)
819 L'Angelo del Bizzarro
(The Angel of the Odd)
832 Vita letteraria di Thingum Bob (The
Literary Life of Thingum Bob, Esq.)
858 Il millesimo secondo racconto di
Scheherazade (The Tbousand-and-Second
Tale of Scheherazade)
881 Chiacchierata con la mummia
(Some Words with a Mummy)
903 Il potere delle parole
(The Power of Words)
909 Il Genio della Perversità
(The Imp of the Perverse)
918 Testimonianza sul caso del signor
Valdemar (The Facts in the Case of M.
Valdemar)
930 La Sfinge (The Sphinx)
937 La botte di Amontillado
(The Cask of Amontillado)
946 Le terre di Arnheim
(The Domain of Arnbeim)
966 Mellonta Tauta
985 Il villino di Landor
(Landor's Cottage)
1001 Hop-Frog
1014 Di Von Kempelen e della sua
invenzione
(Von Kempelen and His Discovery)
1024 Come si icsa un paragrabo
(X-ing a Paragrab)
1033 Nota del traduttore
| << | < | > | >> |Pagina 237
Son coeur est un luth suspendu;
Sitót qu'on le touche il résonne.
DE BÈRANGER
Per un intero giorno, caliginoso, taciturno e spento, un giorno autunnale, greve di basse nuvole, avevo proceduto, solo, a cavallo, per una campagna sommamente tetra; e, con le ombre lunghe della sera, ero giunto, alla fine, in vista della malinconica Casa degli Usher. Non appena scorsi l'edificio, mi invase l'anima un sentimento di intollerabili tenebre, di cui non potrei dar ragione. Intollerabili, dico; poiché non medicava il sentimento nessuno di quegli affetti, cattivanti perché poetici, con cui la mente per solito accoglie le piú crude immagini del terribile e della desolazione. Contemplavo il luogo: quella casa, il nudo disegno del paesaggio, le mura spoglie, le aggrovigliate càrici, i radi, decidui tronchi; e pativo uno sfinimento dell'anima, che non posso paragonare a nessuna sensazione terrestre, se non al ridestarsi dell'oppiomane dal fasto dei suoi sogni: il tristo precipizio nella vita quotidiana, l'orrore del velo che cade. Era gelido il cuore, affranto, infermo; tetra, sconsolata meditazione, che nessuna sevizia dell'immaginazione poteva adizzare al sentimento del sublime. Che mai dunque - sostai a meditare - che mai dunque a tal punto mi stremava mentre contemplavo la Casa degli Usher? Insolubile mistero; né potevo tener testa alle fantastiche larve che mi stringevano da presso mentre ero cosí assorto. E fui costretto a ripetermi, frustrante conclusione, che mentre, senza dubbio, semplici immagini della natura possono siffattamente comporsi da conseguire un tale effetto su di noi, pur sempre ci resta preclusa l'analisi di tanta efficacia. Poteva forse bastare una diversa disposizione dei particolari del paesaggio, dell'immagine, per alterare, forse cancellare quell'angoscioso potere; e, mosso da codesto pensiero, guidai il cavallo verso la ripida riva di una pozza nera e fosforica, liscio, immoto barlume accanto alla dimora, e chinai lo sguardo a rimirare - con un brivido piú inquieto che per l'innanzi - l'immagine rovesciata, ridisegnata delle scialbe càrici, i tronchi lividi, le vacue occhiaie delle finestre. E tuttavia in quella dimora di tenebre mi proponevo di soggiornare alcune settimane. Il signore di quella casa, Roderick Usher, m'era stato lieto amico della adolescenza; ma lunghi anni erano trascorsi dal nostro ultimo incontro. Recentemente, tuttavia, una lettera mi aveva raggiunto in un lontano luogo di quella terra - una sua lettera - che, supplice e smaniosa, non ammetteva che una risposta diretta. La scrittura rivelava il turbamento dei nervi. Lo scrivente parlava di una tormentosa malattia corporale - un disordine della mente lo affliggeva - e del suo intenso desiderio di vedermi, come suo amico, il migliore, ed anzi l'unico, per tentare, con l'aiuto della mia affettuosa compagnia, di alleviare in qualche modo il suo male. Il modo in cui si esprimeva - il cuore con cui accompagnava la sua richiesta - non lasciava spazio all'esitazíone: e quindi io subito obbedii a quella che pur mi appariva una assai singolare convocazione. | << | < | > | >> |Pagina 327
Quel che cantarono le Sirene, o
quale nome si scelse Achille quando
si nascose tra le donne, sebbene sia-
no problemi da lasciar perplessi,
non sono al di là di qualsiasi con-
gettura.
SIR THOMAS BROWNE
Le facoltà mentali descritte come analitiche sono a loro volta difficilmente analizzabili a fondo. Ne constatiamo l'efficacia, non altro. Sappiamo che per coloro che ne sono dotati, purché in forma estremamente acuta, sono fonte del piú alacre godimento. Come l'uomo gagliardo gode della propria prestanza fisica e si diletta di quelle imprese che impegnano i suoi muscoli, allo stesso modo l'analista si compiace di quella attività mentale che risolve. Trae diletto anche da compiti da poco che esigano l'esercizio dei suoi talenti. Si invaghisce degli enigmi, dei rebus, degli ieroglifici; perviene alle soluzioni facendo mostra di un acumen che alla intelligenza comune appare piú che naturale. I risultati che consegue in obbedienza all'intimo spirito ed all'essenza del metodo hanno, in verità, l'aspetto dell'intuizione.
È probabile che la capacità di trovar soluzioni venga
grandemente esaltata dallo studio della matematica, e
specialmente di quel ramo supremo, inesattamente denominato
analisi, quasi tale fosse
par excellence,
e ciò solo in grazia delle sue operazioni a ritroso. E
tuttavia calcolare non è di per sé analizzare. Un giocatore
di scacchi, ad esempio, calcola senza concentrarsi
nell'analisi. Ne segue che radicalmente si fraintende
l'effetto che codesto gioco esercita sull'atteggiamento
della mente. Non mi propongo di scrivere un trattato, ma
solo di esporre talune osservazioni abbastanza casuali, a
mo' di prefazione ad una narrazione piuttosto singolare;
colgo, pertanto, l'occasione per dichiarare che le superiori
attitudini dell'intelletto riflessivo piú chiaramente e con
maggior pertinenza vengono messe alla prova dall'umile gioco
di dama, che da tutta la vacua macchinosità degli scacchi.
In quest'ultimo gioco, i cui pezzi hanno movimenti diversi e
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