Copertina
Autore Frederik Pohl
CoautoreJack Williamson
Titolo I cantori del tempo
EdizioneMondadori, Milano, 1994, Urania 1237
OriginaleThe Singers of Time [1991]
TraduttoreAntonella Pieretti
LettoreRenato di Stefano, 1995
Classe fantascienza
PrimaPagina


al sito dell'editore

per l'acquisto

 

| << |  <  |  >  | >> |

Pagina 3

Un umano terrestre che si chiamava Agostino cantò, un tempo, nelle sue Confessioni:

- Che cos'è, allora, il tempo?

"Se nessuno me lo domanda, lo so.

"Se desidero spiegarlo a qualcuno che me lo domanda, non lo so."

Uno degli aiodoi, che sanno di essere anche scienziati (dato che gli aiodoi sanno di essere ogni cosa) canta invece:

Il tempo è sempre.

"Il tempo è tutto.

"Il tempo è soltanto illusione, ma non esiste altra verità oltre al tempo."


L'individuo era conosciuto come Capo Uccello di Tuono ed era una Tartaruga... almeno quello era il nome che gli umani avevano attribuito ai loro benefattori venuti dallo spazio. In effetti nemmeno Capo Uccello di Tuono era precisamente il suo nome e rappresentava soltanto il modo in cui lo chiamavano di solito gli umani. Volendo essere più corretti gli si rivolgevano utilizzando il suo titolo che era Prefetto alla Sorveglianza Umana. Ovviamente aveva un nome nella sua lingua, ma agli esseri umani non importava: essi non avevano alcuna speranza di riuscire a pronunciare gli striduli e aspri gridi, gli acuti e i sibili in alta frequenza della Confraternita.

Il Prefetto girò un occhio verso il basso per fissare il suo compagno e fece quindi un sinuoso gesto con l'arto palmato. - E ora, Fratello Minore - disse con espressione benevola, per quanto possa mai sembrare benevolo lo stridio di una Tartaruga - questa sarà la tua principale postazione di servizio in qualità di Aiutante.

| << |  <  |  >  | >> |

Pagina 14

Gli aiodoi cantano raramente degli umani terrestri del ventesimo secolo; tuttavia, fra questi umani, c'è uno scienziato. Lo scienziato non sa di essere anche un aiodos. Eppure, a volte, canta in modo estremamente poetico ai suoi studenti, come un qualsiasi aiodos. In quei momenti le sue canzoni rappresentano ritornelli che anche gli aiodoi innalzano.

- Adesso fate attenzione, ragazzi, perché cercheremo di comprendere che cosa intende dire Stephen Hawking quando afferma di non credere più alla teoria del Big Bang.

"Quello che sostiene Hawking è che l'universo è infinito nel tempo. Dura da sempre e continuerà a durare per sempre.

"Vi prego di capire che non si tratta della vecchia concezione di Hoyle-Gold della creazione continua che abbiamo trattato il mese scorso. Hawking non crede affatto nella creazione. Quello che lui dice è che, una volta ogni tanto nell'eterna storia dell'universo, si presenta una specie di fluttuazione nel vuoto che produce un flusso temporaneo di particelle. 'Temporaneo' non significa necessariamente qualcosa che dura soltanto per un breve periodo di tempo. Può trattarsi anzi di un periodo piuttosto lungo... direi per esempio, in questo caso, lungo circa quanto dieci alla sessantasei anni o più. Queste particelle appaiono, si espandono, si condensano in galassie, stelle, pianeti, voi e io e poi, alla fine, scompaiono di nuovo. Le energie del vuoto ritornano a zero e l'universo prosegue, immutato... fino alla successiva eruzione.

"Mi state seguendo? Forse un'immagine potrebbe rendere più chiaro il concetto. Potete disegnarla sugli appunti, se volete.

"Per quanto riguarda il nostro disegno, pensate all'intero universo come a una infinita linea monodimensionale.

"Pensate poi che questa infinita linea sia cava, come un tubo strettissimo: meglio ancora, pensate che sia un lunghissimo, magrissimo anaconda e immaginate che l'anaconda si sia appena ingoiato un maiale. Dall'esterno dell'anaconda potete vedere il rigonfiamento della pancia nel punto in cui viene digerito il maiale...

"Il maiale non è però in grado di vedere il rigonfiamento, nel ventre del serpente. Il maiale non riesce nemmeno a vedere l'anaconda perché si trova all'interno del serpente infinitamente lungo.

"Ora pensate a noi come se vivessimo dentro a quel maiale all'interno di quel serpente. Pensate a noi come qualche piccolo batterio intelligente che vive nelle viscere del maiale. Forse potremmo assomigliare al grazioso, innocuo batterio intestinale che ci portiamo tutti appresso che si chiama Escherichia coli, soltanto molto più intelligenti. In effetti se noi, E. coli fossimo abbastanza intelligenti, potremmo essere in grado di

| << |  <  |  >  | >> |

Pagina 81

- No! Io e Thrayl seguiremo il capitano Krake nella sua nave e basta!

La Tartaruga sibilò infuriata facendo roteare gli occhi in tutte le direzioni; aprì quindi la bocca a becco di pappagallo per parlare, poi cambiò idea. La richiuse con uno scatto secco e scomparve in tutta fretta.

Luna Bunderan lo guardò con apprensione. - Che farà adesso?

Kiri scosse la testa. - Non l'ho mai visto tanto agitato. Non lo so, Luna. Agiscono in modo decisamente strano in questi ultimi tempi... caspita, soltanto la notte scorsa stava cercando di comperare da Sue-ling Quong delle antiche registrazioni contenenti lezioni terrestri di astrofisica. - Avvertì una sgradevole sensazione di confusione... era cosa insolita per Kiri: si sentiva improvvisamente subissato da tutti quegli strani dati che dovevano combaciare insieme in qualche modo... ma come?

La ragazza gli appoggiò una mano su una spalla. - Cercherà di portarmelo via?

Oh, no - esclamò Kiri sorpreso. - No, non lo farà. Le Tartarughe non portano via

[...]

 


Scheda con 23441 bytes di citazioni.
Pubblicazione completa della scheda in attesa di autorizzazione dell'editore.

| << |  <  |