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| << | < | > | >> |CopertinaAl centro del libro - pubblicato, dopo una lunga elaborazione, nel 1938 - sta, come suo cuore e trama, un'opera che del libro stesso si pretende ben piu1 impegnativa: l' « enciclopedia delle scienze inesatte », ovvero il catalogo ottocentesco dei "pazzi letterari". Inventori improbabili, ostinati quadratori del cerchio, teorici di lingue universali e creatori di incaute cosmogonie vengono minuziosamente antologizzati da Chambernac-Queneau: la loro teoria attraversa come un miracolo di coerenza il frenetico agitarsi della genia dei Limon (figli dunque del limo, materia biblica per eccellenza). La vicenda, che si disarticola fra Parigi e alcune cittadine di villeggiatura tra la fine della prima guerra mondiale e la frenesia degli anni Trenta, mette a confronto, con la cattiveria dell'umorismo, il brulicare mediocre di una società di bottegai, feticisti e fascistoidi e l'umanità precaria ma autentica dei "pazzi letterari". Le astuzie delle convenzioni vengono storpiate in un delirio di verità che rende possibile l'incontro fra la cognizione scientifica e il paradosso surreale.| << | < | > | >> |Pagina 42 [ mode ]I cupi pensieri di Ast, dunque, sempre ciondolante in lungo e in largo, e tutto nudo, nudo perchè prima faceva caldo, secundo perchè la donna dormiva, tertio perchè era troppo tardi per incappare nell'improvvisa comparsa della domestica, quarto perchè si riteneva ben fatto dato che le qualità anatomiche non comportano per forza quelle fisiologiche e ciò in ragione delle incertezze psichiche, quinto perchè veramente realmente profondamente preoccupato, i suoi pensieri non si situavano al livello delle ghiandole genitali ma in prossimità della calotta cranica, dove Ast come ogni occidentale moderno persino dopo Bergson localizza il proprio pensiero, il quale pensiero, se il verbo pensare non apparisse troppo ambizioso e d'altronde Ast non pretendeva in alcun modo al grado di pensatore, in lui era principalmente quasi unicamente votato a prevedere le mode, intellettuali o d'altro genere, a lanciarle, orgoglio supremo, e infine a seppellire quelle precedenti. Primo ad ascoltare Bach senza conoscere le note, primo a collezionare palle di vetro, mappamondi e battelli in modello ridotto, primo ad indossare cravatte fatte a maglia e mocassini; primo che ha scoperto i rigattieri al mercato delle pulci e le cartomanti di rue de Rivoli, primo che è andato nel Midi in estate, primo che si è stufato dei grandi espressi europei e delle sordide avventure nei grandi porti anche loro europei, primo ad andare nei piccoli cinema della cinconvallazione esterna per vedere film americani non artistici, primo ad aver letto Freud, Einstein e Thomas, primo a fare dei cocteil con urodonal ed elisir dell'abate Sorriso; per primo ha dipinto senza saper dipingere, anche se in questo altri l'avevano preceduto, su carta di macelleria con salsa tartara e succo di pomodoro, per primo ha fatto costruire tavoli in noce di cocco e sedie in filo spinato, e per primo è stato lui a far incorniciare quadri di pittori della domenica comprati carissimi da mercanti ricchissimi e composti con pezzi di predellino d'auto e gusci d'uovo; ...| << | < | > | >> |Pagina 91 [ Fermat, denaro, stupidità ]- Ci sono poi i trisettori dell'angolo, - aggiunse Chambernac, - e i duplicatori del cubo, e quelli che hanno scritto sul moto perpetuo, e l'anonimo di Tours (1845) che sosteneva che non tutti gli angoli retti fossero uguali, e ho l'impressione che, tra tutti coloro che si sono occupati del principio di Fermat, potremmo trovare soggetti interessanti. Ma i quadratori del cerchio ci basteranno. Bisogna saper scegliere. A proposito del principio di Fermat, lei lo sa, lo sa? certo che lei non lo sa che l'Università di Gottingen nel 1907 ha creato un premio di 100 000 marchi da consegnare a chi avesse prodotto la prima dimostrazione rigorosa del principio. Ora, molti dei quadratori del cerchio si immaginano che una somma altrettanto considerevole li ricompenserà dei loro sforzi. Come può vedere, è l'amore del lucro che spinge costoro verso infruttuose ricerche. Il denaro, il denaro, sempre il denaro. Il denaro e la stupidità sono i due grandi motori dell'umanità. A certe ore divento filosofo.- Si, signore. - Bene. E adesso vada a mettere in ordine le mie note su questi personaggi. ... | << | < | > | >> |Pagina 112 [ quadratura, cerchio, pi-greco ]Chambernac si occhialò, poi disse:- Bisogna innanzi tutto che dia un'idea dei risultati a cui è pervenuto, ma forse lei non riuscirà a coglierne tutta l'enormità, mio caro signor quadratore. Comunque, lei è stato piuttosto in gamba a ricostruire da solo la quadratrice di Dinostrato. Davvero, Purpulan, lei l'ha scoperta da solo? - Ho un po' guardato nei libri, - ammise Purpulan arrossendo. - preferisco non insistere. Passiamo a Lucas, I - L'area del cerchio è indipendente dal perimetro. II - Il pi-greco ha due valori secondo che esso entri nel calcolo del perimetro o in quello dell'area del cerchio. III - Nel primo caso, è uguale a 3 volte il raggio più un decimo del lato del quadrato inscritto, ossia 3,141421... | << | < | > | >> |Pagina 210 [ scopa ]Ast comincia dall'angolo in cui sta una vecchia scatola da scarpe sfondata, ed ecco che la scatola avanza, scivola seguita da alcuni fiocchi di neve grigiastra. Dietro si forma una piccola onda di |
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