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| << | < | > | >> |Pagina 7 [ inizio libro ]Era il primo cadavere che vedeva. All'inizio era rimasto impietrito, con il cuore che gli batteva all'impazzata, poi si era inginocchiato accanto alla ragazza morta. L'aveva osservata attentamente. Il viso aveva subito un'orrenda trasformazione: era gonfio e bluastro, gli occhi sporgenti sotto le palpebre. Che la ragazza fosse bionda si capiva dalle ciglia e dalle sopracciglia, non dai capelli, poiché qualcuno glieli aveva tagliati in modo da raparla.Giaceva supina sull'erba nello spazio compreso tra i due megaliti, precisamente tra il nono e il decimo, sul lato nord. Era mattino presto, circa le otto e mezzo; probabilmente il cadavere era rimasto li tutta la notte. Splendeva il sole e da est soffiava un vento che sospingeva le nubi, spostandone velocemente le ombre sopra le colline basse e le rocce scoscese. Le pietre erette verticalmente proiettavano ombre parallele, simili ai denti del pettine di un gigante. Faceva molto freddo, il freddo pungente di un mattino d'aprile nel cuore dell'Inghilterra. La ragazza indossava un paio di jeans, un maglione e una giacca imbottita. Era snella, piuttosto alta e giovanissima. Lui aveva capito subito che era morta. Le sfiorò la fronte con la punta delle dita. Sembrava di marmo, come l'angelo sulla tomba di Tace nel cimitero di Chesney: era rigida e fredda proprio come la statua. Il suo primo impulso fu di prenderla in braccio e di portarla giù per la collina fino al paese. Era forte e avrebbe potuto farcela senza eccessiva fatica. Ma gli vennero in mente alcuni libri letti e film visti. Il cadavere doveva restare sul posto, in attesa dell'arrivo della polizia. Bisognava avvertirla. Che drammatico epilogo aveva avuto la sua tranquilla passeggiata nella brughiera! Era uscito di casa poco prima delle otto, dopo aver lasciato una tazza di tè sul comodino accanto a Lyn, era andato in paese e da lì aveva iniziato l'arrampicata su per la cresta rocciosa. Una normale passeggiata nella brughiera, come soleva fare due o tre volte la settimana da diversi anni. A che cosa pensava mentre camminava? Che cosa curiosa, pensava ai gatti! Gli era venuta l'idea di regalare un gattino a Lyn per il suo compleanno. Soltanto quando aveva raggiunto il più grande dei dolmen, e si era soffermato ad ammirarlo per l'ennesima volta, aveva visto qualcosa per terra, una strana macchia di colore tra i verdi e i grigi. Una figura rossa e blu con la testa simile a quella di una bambola rotta.
Dopo essere rimasto a lungo in ginocchio accanto al
corpo della ragazza, finalmente si decise ad alzarsi. Aveva
la curiosa sensazione di aver trattenuto il respiro per
tutto quel tempo, benché ovviamente fosse impossibile. Gli
occhi della ragazza avevano lo stesso colore turchese delle
pietruzze con cui lui e Peter Naulls giocavano da ragazzi.
Inspirò lunghe boccate dell'aria pura e gelida della
brughiera. In alto nel cielo, sopra la sua testa, era
visibile un falco, come sospeso nell'aria. Il vento aveva
aperto una breccia tra le nuvole e lasciato scoperto un
tratto d'azzurro. D'improvviso voltò le spalle al corpo e
s'incamminò. Ripercorse la stessa strada che aveva fatto
all'andata e usci da un cancelletto a cui era appeso il
cartello: DIPARTIMENTO DEI BENI PUBBLICI. MONUMENTO ANTICO.
FOINMEN. Il falco si posò sul terreno, per poi alzarsi di
nuovo in volo in un rapido battere d'ali.
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