Copertina
Autore Jeremy Rifkin
Titolo L'era dell'accesso
SottotitoloLa rivoluzione della new economy
EdizioneMondadori, Milano, 2000, Saggi , pag. 405, dim. 150x224x40 mm , Isbn 88-04-47803-9
OriginaleThe Age of Access [2000]
TraduttorePaolo Canton
LettoreRenato di Stefano, 2000
Classe sociologia , economia , comunicazione
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Indice


    Parte prima

    LA PROSSIMA FRONTIERA DEL CAPITALISMO

  5 I    Entrare nell'era dell'accesso

    Fra due mondi, 11 - Lo scontro fra
    cultura ed economia, 15 - Proteiformi
    e proletari, 17

 22 II   Dai mercati alle reti

    L'economia connessa, 25 - Il modello
    organizzativo hollywoodiano, 32

 41 III  Un'economia priva di peso

    La contrazione dello spazio
    immobiliare, 42 - Scorte
    «just-in-time», 44 - La
    dematerializzazione del denaro, 48 -
    La fine del risparmio, 51 -
    Un'esistenza presa a prestito, 56 -
    Proprietà in out-sourcing, 61 -
    Capitale intangibile, 69 - La mente
    domina la materia, 74

 78 IV   Monopolizzare le idee

    Accesso in franchising, 79 -
    Il DNA in leasing, 88

101 V    Tutto è servizio

    Ascesa e declino della proprietà
    materiale, 105 - La nascita dell'
    economia dei servizi, 113 - La
    trasformazione dei beni in servizi,
    117 - La fine delle vendite, 125 - I
    nuovi fornitori di servizi, 127 -
    Regalare i beni per vendere i servizi,
    128

131 VI   I rapporti umani conte merce

    Il cliente è il mercato, 132 - Dalla
    prospettiva di produzione a quella di
    marketing, 138 - Nuovi tipi di
    comunità, 147

154 VII  UL'accesso come modo di vita

    Comunità cintate, 155 - Affittare uno
    stile di vita, 166 - Comunità in
    multiproprietà, 170 - Proprietà
    permanente e proprietà temporanea, 174

    Parte seconda

    RECINTARE I TERRITORI COMUNI
    DELLA CULTURA

183 VIII La nuova cultura del capitalismo

    Comunicazione e cultura, 185 - La
    crescita della produzione culturale,
    187 - La più antica industria
    culturale, 195 - La cultura dei centri
    commerciali, 205 ~ Dalla cultura all'
    intrattenimento, 214 - Ogni business è
    show business, 219

225 IX   Lo sfruttamento del patrimonio
         culturale

    Commercializzare la cultura, 229 - I
    nuovi guardiani, 237 - Intermediari
    culturali, 243

249 X    La fase postmodema

    La modernità, 251 - La postmodernità,
    254 - Mutevoli forme di coscienza, 263
    - La maschera proteiforme, 267 -
    Riprogrammare la mente, 271 - I nuovi
    seguaci di Tespi, 277 -Tutto il mondo
    è un palcoscenico, 284

290 XI   Connessi e non

    I nuovi leader del mondo delle
    imprese, 291 - La fine dello
    Stato-nazione, 297 - Fuori dai
    cancelli elettronici, 305 - La destra
    e la sinistra dell'accesso, 309

313 XII  Verso un'ecologia della cultura e
         del capitalismo

    Una nuova teoria dei diritti, 314 -
    Due tipi di accesso, 320 - Far
    risorgere la cultura, 328 - Una nuova
    missione per la scuola, 336 - La
    politicizzazione del terzo settore,
    339 - La dialettica di un ethos del
    gioco, 345

355 Note
381 Bibliografia
399 Ringraziamenti
401 Indice dei nomi

 

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Pagina 5

I
Entrare nell'era dell'accesso
[...]

Nella nuova era, i mercati stanno cedendo il passo alle reti, e la proprietà è progressivamente sostituita dall'accesso. Imprese e consumatori cominciano ad abbandonare quello che è il fulcro della vita economica moderna: lo scambio su un mercato di titoli di proprietà fra compratori e venditori. Questo non significa che, nell'era dell'accesso prossima ventura, la proprietà privata sia destinata a scomparire. Piuttosto, è vero il contrario: continuerà a esistere, ma è molto improbabile che continui a essere scambiata su un mercato. Nella new economy, il fornitore mantiene la proprietà di un bene, che noleggia o affitta o è disposto a cedere in uso temporaneo a fronte del pagamento di una tariffa, di un abbonamento, di una tassa di iscrizione. Lo scambio di proprietà fra compratori e venditori - l'aspetto più importante del moderno sistema di mercato - cede il passo a un accesso temporaneo che viene negoziato fra client e server operanti in una relazione di rete. Il mercato sopravvive, ma è destinato a giocare un ruolo sempre meno rilevante nelle attività umane.

In un'economia delle reti, è più facile che sia negoziato l'accesso a una proprietà fisica o intellettuale, piuttosto che venga scambiata la proprietà stessa. Così, nel processo economico, la proprietà del capitale fisico - un tempo fondamento della civiltà industriale - diventa sempre meno rilevante. Anzi, è probabile che sia considerata dalle aziende un mero costo operativo più che un patrimonio; qualcosa da prendere a prestito più che da possedere. È il capitale intellettuale la forza dominante, l'elemento più ambito della nuova era.

[...]

Fra venticinque anni, è probabile che un numero sempre maggiore di imprese e di consumatori percepirà l'idea stessa di proprietà come un limite, qualcosa di obsoleto, fuori moda. In parole semplici, la proprietà è un'istituzione che si adatta con ritmi troppo lenti alla velocità travolgente della cultura del nanosecondo. Essa si fonda sull'idea che il possesso di un bene materiale per un prolungato periodo di tempo rappresenti, in sé, un valore; che «avere», «possedere», «accumulare» siano concetti positivi. Oggi, però, la rapidità dell'innovazione tecnologica e il ritmo stordente dell'attività economica mettono in discussione la nozione di possesso. In un mondo di produzioni personalizzate, di continue innovazioni e aggiornamenti costanti, di prodotti con un ciclo di vita sempre più breve, tutto invecchia molto in fretta: in un'economia la cui unica costante è il cambiamento, avere, possedere, accumulare ha sempre meno senso.

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Pagina 13

Il viaggio del capitalismo, cominciato con la mercificazione dello spazio e della materia, terminerà con la mercificazione del tempo e della durata della vita.

La vendita di cultura, sotto forma di attività a pagamento, sta rapidamente conducendo alla creazione di un sistema in cui relazioni umane basate su scambi economici si sostituiscono ai tradizionali rapporti sociali. Immaginate un mondo in cui quasi ogni attività, al di fuori del ri- stretto ambito familiare, è un'esperienza a pagamento; un mondo in cui gli obblighi reciproci e le reciproche aspettative - mediate da sentimenti di fiducia, empatia e solidarietà - sono sostituiti da rapporti contrattuali quali, per esempio, associazioni a pagamento, abbonamenti, biglietti d'ingresso, ecc.

Provate a pensare a quanta parte della nostra vita quotidiana, dei nostri rapporti con altri esseri umani è già strettamente connessa a relazioni di natura economica. Sempre più spesso acquistiamo il tempo degli altri, la loro considerazione, il loro affetto, la loro simpatia e la loro attenzione. Acquistiamo apprendimento e divertimento, assistenza e cura, e tutto ciò che sta nel mezzo: perfino lo scorrere del tempo sull'orologio. La vita sta diventando sempre più mercificata e le barriere che separano comunicazione, condivisione e commercio sono sempre più labili.

[...]

Negli anni Ottanta e Novanta, la deregulation delle funzioni e dei servizi pubblici era praticamente una parola d'ordine. In meno di vent'anni, il mercato globale ha assorbito con successo nel dominio economico una larga parte di ciò che, in passato, era compreso nella sfera statale, inclusi i trasporti pubblici, i servizi di pubblica utilità e le telecomunicazioni. Oggi, l'economia ha rivolto la propria attenzione sull'ultima sfera dell'attività umana rimasta indipendente: la cultura. Gli eventi collettivi, i movimenti sociali, l'impegno civile, le arti, gli sport, i giochi divengono con sempre maggiore frequenza parte della sfera economica. La grande questione che si porrà nei prossimi anni è se la civiltà riuscirà a sopravvivere in una situazione in cui la sfera culturale e quella statale sono ridotte ai minimi termini e l'insieme delle relazioni economiche svolge il ruolo di principale mediatore della vita umana.

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Pagina 16

L'assorbimento della sfera culturale in quella economica segnala un cambiamento radicale nelle relazioni umane, con conseguenze devastanti per la civiltà del futuro. Dagli albori della storia a oggi, la cultura ha sempre avuto la
[...]

 


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