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| << | < | > | >> |Indice
Parte prima
LA PROSSIMA FRONTIERA DEL CAPITALISMO
5 I Entrare nell'era dell'accesso
Fra due mondi, 11 - Lo scontro fra
cultura ed economia, 15 - Proteiformi
e proletari, 17
22 II Dai mercati alle reti
L'economia connessa, 25 - Il modello
organizzativo hollywoodiano, 32
41 III Un'economia priva di peso
La contrazione dello spazio
immobiliare, 42 - Scorte
«just-in-time», 44 - La
dematerializzazione del denaro, 48 -
La fine del risparmio, 51 -
Un'esistenza presa a prestito, 56 -
Proprietà in out-sourcing, 61 -
Capitale intangibile, 69 - La mente
domina la materia, 74
78 IV Monopolizzare le idee
Accesso in franchising, 79 -
Il DNA in leasing, 88
101 V Tutto è servizio
Ascesa e declino della proprietà
materiale, 105 - La nascita dell'
economia dei servizi, 113 - La
trasformazione dei beni in servizi,
117 - La fine delle vendite, 125 - I
nuovi fornitori di servizi, 127 -
Regalare i beni per vendere i servizi,
128
131 VI I rapporti umani conte merce
Il cliente è il mercato, 132 - Dalla
prospettiva di produzione a quella di
marketing, 138 - Nuovi tipi di
comunità, 147
154 VII UL'accesso come modo di vita
Comunità cintate, 155 - Affittare uno
stile di vita, 166 - Comunità in
multiproprietà, 170 - Proprietà
permanente e proprietà temporanea, 174
Parte seconda
RECINTARE I TERRITORI COMUNI
DELLA CULTURA
183 VIII La nuova cultura del capitalismo
Comunicazione e cultura, 185 - La
crescita della produzione culturale,
187 - La più antica industria
culturale, 195 - La cultura dei centri
commerciali, 205 ~ Dalla cultura all'
intrattenimento, 214 - Ogni business è
show business, 219
225 IX Lo sfruttamento del patrimonio
culturale
Commercializzare la cultura, 229 - I
nuovi guardiani, 237 - Intermediari
culturali, 243
249 X La fase postmodema
La modernità, 251 - La postmodernità,
254 - Mutevoli forme di coscienza, 263
- La maschera proteiforme, 267 -
Riprogrammare la mente, 271 - I nuovi
seguaci di Tespi, 277 -Tutto il mondo
è un palcoscenico, 284
290 XI Connessi e non
I nuovi leader del mondo delle
imprese, 291 - La fine dello
Stato-nazione, 297 - Fuori dai
cancelli elettronici, 305 - La destra
e la sinistra dell'accesso, 309
313 XII Verso un'ecologia della cultura e
del capitalismo
Una nuova teoria dei diritti, 314 -
Due tipi di accesso, 320 - Far
risorgere la cultura, 328 - Una nuova
missione per la scuola, 336 - La
politicizzazione del terzo settore,
339 - La dialettica di un ethos del
gioco, 345
355 Note
381 Bibliografia
399 Ringraziamenti
401 Indice dei nomi
| << | < | > | >> |Pagina 5Nella nuova era, i mercati stanno cedendo il passo alle reti, e la proprietà è progressivamente sostituita dall'accesso. Imprese e consumatori cominciano ad abbandonare quello che è il fulcro della vita economica moderna: lo scambio su un mercato di titoli di proprietà fra compratori e venditori. Questo non significa che, nell'era dell'accesso prossima ventura, la proprietà privata sia destinata a scomparire. Piuttosto, è vero il contrario: continuerà a esistere, ma è molto improbabile che continui a essere scambiata su un mercato. Nella new economy, il fornitore mantiene la proprietà di un bene, che noleggia o affitta o è disposto a cedere in uso temporaneo a fronte del pagamento di una tariffa, di un abbonamento, di una tassa di iscrizione. Lo scambio di proprietà fra compratori e venditori - l'aspetto più importante del moderno sistema di mercato - cede il passo a un accesso temporaneo che viene negoziato fra client e server operanti in una relazione di rete. Il mercato sopravvive, ma è destinato a giocare un ruolo sempre meno rilevante nelle attività umane. In un'economia delle reti, è più facile che sia negoziato l'accesso a una proprietà fisica o intellettuale, piuttosto che venga scambiata la proprietà stessa. Così, nel processo economico, la proprietà del capitale fisico - un tempo fondamento della civiltà industriale - diventa sempre meno rilevante. Anzi, è probabile che sia considerata dalle aziende un mero costo operativo più che un patrimonio; qualcosa da prendere a prestito più che da possedere. È il capitale intellettuale la forza dominante, l'elemento più ambito della nuova era. [...] Fra venticinque anni, è probabile che un numero sempre maggiore di imprese e di consumatori percepirà l'idea stessa di proprietà come un limite, qualcosa di obsoleto, fuori moda. In parole semplici, la proprietà è un'istituzione che si adatta con ritmi troppo lenti alla velocità travolgente della cultura del nanosecondo. Essa si fonda sull'idea che il possesso di un bene materiale per un prolungato periodo di tempo rappresenti, in sé, un valore; che «avere», «possedere», «accumulare» siano concetti positivi. Oggi, però, la rapidità dell'innovazione tecnologica e il ritmo stordente dell'attività economica mettono in discussione la nozione di possesso. In un mondo di produzioni personalizzate, di continue innovazioni e aggiornamenti costanti, di prodotti con un ciclo di vita sempre più breve, tutto invecchia molto in fretta: in un'economia la cui unica costante è il cambiamento, avere, possedere, accumulare ha sempre meno senso. | << | < | > | >> |Pagina 13Il viaggio del capitalismo, cominciato con la mercificazione dello spazio e della materia, terminerà con la mercificazione del tempo e della durata della vita.La vendita di cultura, sotto forma di attività a pagamento, sta rapidamente conducendo alla creazione di un sistema in cui relazioni umane basate su scambi economici si sostituiscono ai tradizionali rapporti sociali. Immaginate un mondo in cui quasi ogni attività, al di fuori del ri- stretto ambito familiare, è un'esperienza a pagamento; un mondo in cui gli obblighi reciproci e le reciproche aspettative - mediate da sentimenti di fiducia, empatia e solidarietà - sono sostituiti da rapporti contrattuali quali, per esempio, associazioni a pagamento, abbonamenti, biglietti d'ingresso, ecc. Provate a pensare a quanta parte della nostra vita quotidiana, dei nostri rapporti con altri esseri umani è già strettamente connessa a relazioni di natura economica. Sempre più spesso acquistiamo il tempo degli altri, la loro considerazione, il loro affetto, la loro simpatia e la loro attenzione. Acquistiamo apprendimento e divertimento, assistenza e cura, e tutto ciò che sta nel mezzo: perfino lo scorrere del tempo sull'orologio. La vita sta diventando sempre più mercificata e le barriere che separano comunicazione, condivisione e commercio sono sempre più labili. [...] Negli anni Ottanta e Novanta, la deregulation delle funzioni e dei servizi pubblici era praticamente una parola d'ordine. In meno di vent'anni, il mercato globale ha assorbito con successo nel dominio economico una larga parte di ciò che, in passato, era compreso nella sfera statale, inclusi i trasporti pubblici, i servizi di pubblica utilità e le telecomunicazioni. Oggi, l'economia ha rivolto la propria attenzione sull'ultima sfera dell'attività umana rimasta indipendente: la cultura. Gli eventi collettivi, i movimenti sociali, l'impegno civile, le arti, gli sport, i giochi divengono con sempre maggiore frequenza parte della sfera economica. La grande questione che si porrà nei prossimi anni è se la civiltà riuscirà a sopravvivere in una situazione in cui la sfera culturale e quella statale sono ridotte ai minimi termini e l'insieme delle relazioni economiche svolge il ruolo di principale mediatore della vita umana. | << | < | > | >> |Pagina 16L'assorbimento della sfera culturale in quella economica segnala un cambiamento radicale nelle relazioni umane, con conseguenze devastanti per la civiltà del futuro. Dagli albori della storia a oggi, la cultura ha sempre avuto la |
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