Copertina
Autore José Saramago
Titolo Il racconto dell'isola sconosciuta
EdizioneEinaudi, Torino, 1998, I coralli 98 , Isbn 88-06-15159-2
OriginaleO Conto da Ilha Desconhecida [1997]
CuratorePaolo Collo, Rita Desti
LettoreRenato di Stefano, 1999
Classe narrativa portoghese
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Pagina 3 [ inizio libro ]

Un uomo and'ò a bussare alla porta del re e gli disse, Datemi una barca. La casa del re aveva molte altre porte, ma quella era la porta delle petizioni. Siccome il re passava tutto il tempo seduto davanti alla porta degli ossequi (degli ossequi che rivolgevano a lui, beninteso), ogni volta che sentiva qualcuno chiamare da quella delle petizioni si fingeva distratto, e solo quando il risuonare continuo del battente di bronzo diventava, piú che palese, chiassoso, togliendo la pace al vicinato (cominciavano tutti a mormorare, Ma che razza di re abbiamo noi, che non risponde), solo allora dava ordine al primo segretario di andare a informarsi su cosa mai volesse il postulante, che non c'era modo di far tacere. Il primo segretario, allora, chiamava il secondo segretario, questi chiamava il terzo, che trasmetteva l'ordine al primo assistente, che a sua volta lo trasmetteva al secondo, e cosi via fino alla donna delle pulizie, la quale, non avendo nessuno a cui comandare, socchiudeva la porta delle petizioni e domandava dalla fessura, Che cosa volete.

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Pagina 14

(...) Volete dire che, quanto ad arrivare, si arriva sempre, Non sareste chi siete se già non lo sapeste. Il capitano del porto disse. Vi darò l'imbarcazione che fa per voi, Qual è. E una barca con una lunga esperienza, ancora del tempo in cui tutti andavano alla ricerca di isole sconosciute, Qual è, Forse ne avete già incontrata qualcuna, Quale, Quella. Appena la donna delle pulizie capi dove il capitano indicava, usci correndo da dietro i bidoni e urlò, E' la mia barca, è la mia barca, bisogna perdonarle l'insolita rivendicazione di proprietà, a tutti i titoli abusiva, semplicemente la barca era quella che le era piaciuta. Sembra una caravella, disse l'uomo, Piú o meno, ne convenne il capitano, un tempo era una caravella, poi ha subito modifiche e adattamenti che l'hanno un po' alterata, Ma sempre una caravella è, Si, nell'insieme ha conservato il suo vecchio aspetto, E ha alberi e vele, Quando si va a cercare isole sconosciute è la piú affidabile. La donna delle pulizie non riuscí a trattenersi, Per me, non voglio altro, Chi siete voi, domandò l'uomo, Non vi ricordate di me, Assolutamente no, Sono la donna delle pulizie, Quali pulizie, Quelle del palazzo del re, Quella che apriva la porta delle petizioni. Non ce n'erano altre, E perché non siete al palazzo del re a pulire e aprire le porte, Perché le porte che desideravo veramente sono già state aperte e perché da oggi in poi pulirò solo barche, Allora siete decisa a venire con me a cercare l'isola sconosciuta, Sono andata via dal palazzo uscendo per la porta delle decisioni, Stando cosí le cose, salite sulla caravella, vedete un po' com'è, dopo così tanto tempo avrà bisogno di una bella lavata, e fate attenzione ai gabbiani, che non c'è da fidarsi, Non volete venire con me a vedere dall'interno la vostra barca, Avete detto che era vostra, Scusate, e stato solo perché mi piaceva, Piacere è probabilmente il miglior modo di possedere, possedere dev'essere il peggior modo di piacere. Il capitano del porto interruppe la conversazione, Devo consegnare le chiavi al padrone della barca, all'uno o all'altro, decidetevi, per me fa lo stesso, Le barche hanno la chiave, domandò l'uomo, Per entrare no, ma dentro ci sono i depositi e le stive, e la scrivania del comandante con il diario di bordo, Si occuperà lei di tutto, io vado a reclutare l'equipaggio, disse l'uomo, e si allontanò.

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Pagina 19

(...) E' una vostra illusione, anche le isole a volte sembra che fluttuino sopra le acque, ma non è vero, Che pensate di fare, senza equipaggio, Ancora non lo so, Potremmo restare a vivere qui, io mi offrirei di lavare le barche che entrano nel bacino, e voi, E io, Avete di sicuro un mestiere, un'attività, una professione, come si dice adesso, Ce l'ho, ce l'avevo. ce l'avrò se sarà necessario, ma voglio trovare l'isola sconosciuta, voglio sapere chi sono quando ci sarò, Non lo sapete, Se non esci da te stesso, non puoi sapere chi sei, Il filosofo del re, quando non aveva niente da fare, veniva a sedersi accanto a me, mi guardava rammendare le calze dei paggi, e a volte si metteva a ragionare, diceva che ogni uomo è un'isola, ma io, siccome la cosa non mi riguardava visto che sono una donna, non gli davo importanza, voi che ne pensate, Che bisogna allontanarsi dall'isola per vedere l'isola, e che non ci vediamo se non ci allontaniamo da noi. Se non ci allontaniamo da noi stessi, intendete dire, Non è la medesima cosa.

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Pagina 28 [ fine libro ]

(...) Nella confusione della partenza si erano rotti e rovesciati i sacchi di terra, sicché la coperta era diventata una specie di campo arato e seminato, ci vorrebbe soltanto un altro po' di pioggia perché sia una buona annata agricola. Da quando il viaggio verso l'isola sconosciuta è cominciato non si è ancora visto l'uomo al timone mangiare, dev'essere perché sta sognando, sta solo sognando, e se nel sogno gli venisse voglia di un pezzo di pane o di una mela, sarebbe pura invenzione, niente di piú. Le radici degli alberi stanno già penetrando nell'ossatura dell'imbarcazione, fra poco non serviranno piú
[...]

 


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