Copertina
Autore José Saramago
Titolo L'uomo duplicato
EdizioneEinaudi, Torino, 2003, Supercoralli , pag. 290, dim. 140x220x24 mm , Isbn 88-06-16499-6
OriginaleO Homem Duplicado
EdizioneCaminho, Lisboa, 2002
TraduttoreRita Desti
LettoreAngela Razzini, 2003
Classe narrativa portoghese
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Pagina 3 [ inizio libro ]

L'uomo che è appena entrato nel negozio per noleggiare una videocassetta ha nella sua carta d'identità un nome tutt'altro che comune, di un sapore classico che il tempo ha reso stantio, niente di meno che Tertuliano Máximo Afonso. Il Máximo e l'Afonso, di applicazione piú corrente, riesce ancora ad ammetterli, a seconda, però, della disposizione di spirito in cui si trovi, ma il Tertuliano gli pesa come un macigno fin dal primo giorno in cui ha capito che l'infausto nome si prestava a essere pronunciato con un'ironia che poteva essere offensiva. È professore di Storia in una scuola media, e la videocassetta gli era stata suggerita da un collega di lavoro che tuttavia non si era dimenticato di preavvisare, Non che si tratti di un capolavoro del cinema, ma potrà intrattenerla per un'ora e mezza. In verità, Tertuliano Máximo Afonso ha un gran bisogno di stimoli che lo distraggano, vive da solo e si annoia, o, per dirla con la precisione clinica che l'attualità richiede, si è arreso alla temporale debolezza d'animo comunemente nota come depressione. Per avere un'idea chiara del suo caso, basti dire che è stato sposato e non si ricorda di cosa lo abbia portato al matrimonio, ha divorziato e ora non vuole neanche ricordarsi dei motivi per cui si è separato. In compenso, da questa mal riuscita unione non sono nati figli che ora sarebbero li a pretendere gratis il mondo su un vassoio d'argento, ma la dolce Storia, la seria ed educativa cattedra di Storia al cui insegnamento lo hanno chiamato e che potrebbe essere il suo cullante rifugio, la vede ormai da lungo tempo come una fatica senza senso e un inizio senza fine. Per dei temperamenti nostalgici, generalmente fragili, poco flessibili, vivere da soli è un castigo durissimo, ma una tale situazione, bisogna riconoscerlo, ancorché penosa, solo di tanto in tanto sfocia in un dramma convulso, di quelli che ti fanno accapponare la pelle e rizzare i capelli. Ciò che per lo piú si vede, al punto di non suscitare ormai sorpresa, è gente che subisce con pazienza il pignolo scrutinio della solitudine, come è avvenuto in passato recente a esempi pubblici, benché non particolarmente notori, e persino, in due casi, dal felice epilogo, quel pittore di ritratti di cui non siamo mai giunti a conoscere altro che l'iniziale del nome, quel medico generico che tornò dall'esilio per morire fra le braccia dell'amata patria, quel revisore di bozze che esautorò una verità per impiantare al suo posto una menzogna, quell'impiegato subalterno dell'anagrafe che faceva sparire certificati di morte, e che rientravano tutti, per casualità o coincidenza, nel sesso maschile, ma nessuno che avesse la sventura di chiamarsi Tertuliano, e questo avrà certo rappresentato per loro un impagabile vantaggio per quanto riguarda i rapporti con il prossimo. Il commesso del negozio, che aveva già preso dallo scaffale la cassetta richiesta, ha inserito nel registro di uscita il titolo del film e la data in cui ci troviamo, e subito dopo ha indicato al noleggiante la riga dove firmare. Tracciata dopo un attimo di esitazione, la firma ha mostrato solo le ultime due parole, Máximo Afonso, senza il Tertuliano, ma, come chi avesse deciso di chiarire in anticipo un fatto che sarebbe potuto diventare motivo di controversia, il cliente, nel momento stesso in cui le scriveva, ha mormorato, Cosí è piú rapido. Non gli è servito a molto l'aver messo le mani avanti, giacché il commesso, mentre trasferiva in una scheda i dati della carta d'identità, ha pronunciato a voce alta l'infelice e vieto nome, per giunta con un tono che persino una creatura innocente avrebbe riconosciuto come intenzionale. Nessuno, crediamo, per quanto scevra da ostacoli sia stata la sua vita, si arrischierà a dire che non gli è mai capitata una vessazione del genere. Benché prima o poi ci si presenti davanti, e si presenta sempre, uno di quegli spiriti forti a cui le debolezze umane, soprattutto quelle supremamente delicate, suscitano risate di scherno, la verità è che certi suoni inarticolati che a volte, senza volerlo, ci escono di bocca non sono altro che gemiti irreprimibili di un dolore antico, come una cicatrice che all'improvviso si fosse fatta risentire. Mentre infila la cassetta nella sua sciupata cartella d'insegnante, Tertuliano Máximo Afonso, con una briosità degna di nota, si sforza di non lasciar trasparire il dispiacere causatogli dalla denuncia gratuita del commesso, ma non ha potuto impedirsi di dire fra sé e sé, sia pur recriminandosi per la bassa ingiustizia del pensiero, che la colpa era del collega, della mania che ha certa gente di dare consigli senza che nessuno glieli abbia chiesti. Tale è il bisogno di scaricare le colpe su qualcosa di distante quando la verità è che ci è mancato il coraggio di affrontare quel che avevamo davanti. Tertuliano Máximo Afonso non sa, non immagina, non può indovinare che il commesso si è già pentito del maleducato sproposito, un altro orecchio, piú fino del suo, capace di frantumare le sottili gradazioni di voce con cui si era dichiarato sempre a disposizione in risposta agli alterati saluti di congedo che gli erano stati rivolti, avrebbe consentito di percepire che si era instaurata li, dietro quel bancone, una grande volontà di pace. In definitiva, è benevolo principio mercantile, radicato nell'antichità e comprovato dall'uso dei secoli, che la ragione ce l'ha sempre il cliente, anche nel caso improbabile, ma possibile, che si chiami Tertuliano.

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Pagina 22

[...] Tertuliano Máximo Afonso non è piú abbandonato sul divano come un vestito sgualcito e senza un corpo dentro, si è appena alzato ben saldo sulle gambe per quanto gli è possibile dopo una notte che nella sua vita non ha pari quanto a violenza di emozioni, e, con la sensazione di avere la testa un po' fuori posto, è andato a scrutare il cielo dai vetri della finestra. La notte era ancora li aggrappata ai tetti della città, i lampioni della strada erano accesi, ma il primo e impercettibile acquerello del mattino aveva già cominciato a tingere di trasparenze l'atmosfera lassú. È cosí che ha avuto la certezza che il mondo non sarebbe finito oggi, che sarebbe stato uno spreco imperdonabile far sorgere il sole per niente, solo perché fosse presente al principio del nulla chi al tutto aveva dato inizio, e dunque, malgrado non fosse affatto chiaro, e tanto meno evidente, il collegamento che c'era fra una cosa e l'altra, il senso comune di Tertuliano Máximo Afonso è spuntato infine a dargli il consiglio di cui si notava sempre piú la mancanza fin dalla comparsa dell'impiegato della reception nel televisore, e il consiglio è stato il seguente, Se pensi di dover chiedere una spiegazione al tuo collega, fallo senza indugio, sarà sempre meglio che starsene li con interrogazioni e dubbi bloccati in gola, ti raccomando in ogni caso di non aprire troppo la bocca, di controllare le parole, hai fra le mani una patata bollente, se non ti vuoi bruciare mollala, restituisci oggi stesso la videocassetta al negozio, metti una pietra sopra all'argomento e piantala con questo mistero prima che cominci a vomitare cose che preferiresti non sapere, o vedere, o fare, e inoltre, supponendo che ci sia una persona che è una copia tua, o tu una copia sua, e a quanto pare c'è davvero, non sei affatto obbligato ad andarla a cercare, quel tipo esiste e tu non lo sapevi, non vi siete mai visti, non vi siete mai incrociati per la strada, la cosa migliore che devi fare è, E se uno di questi giorni lo incontro, se lo incrocio per la strada, lo ha interrotto Tertuliano Máximo Afonso, Gira la faccia dall'altro lato, ma chi ti conosce, E se lui mi rivolge la parola, Se avrà soltanto un briciolo di sensatezza farà lo stesso, Non si può pretendere che tutti siano sensati, Ecco perché il mondo sta come sta, Non hai risposto alla mia domanda, [...]

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Pagina 68

[...] Di non tornare a dire che l'unica decisione seria, Si, Quindi non aprirò piú bocca durante le riunioni, se uno ritiene di aver qualcosa di importante da comunicare e gli altri non lo vogliono sentire, è preferibile se ne stia zitto, Personalmente ho sempre trovato interessante la sua idea, Grazie, signor preside, ma non lo dica a me, lo dica ai miei colleghi, lo dica soprattutto al ministero, l'idea, peraltro, non mi appartiene neppure, io non ho inventato niente, gente piú competente di me l'ha proposta e la sostiene, Senza risultati apprezzabili, Si capisce, signor preside, parlare del passato è quanto di piú facile vi sia, sta tutto scritto, basta solo ripetere, spappagallare, controllare sui libri ciò che gli allievi scrivono negli esercizi o dicono nelle interrogazioni orali, mentre parlare di un presente che ogni minuto ci scoppia in faccia, parlarne tutti i giorni dell'anno mentre si risale navigando nel fiume della Storia fino alle origini, o li nei pressi, sforzarci di comprendere sempre meglio la catena di avvenimenti che ci ha portato dove stiamo ora, questa è ben altra musica, dà un mucchio di daffare, richiede costanza nell'applicazione, bisogna mantenere sempre la corda tesa, senza rotture, Trovo sorprendente quanto ha appena detto, credo che persino il ministro si farebbe convincere dalla sua eloquenza, Ne dubito, signor preside, i ministri li mettono li apposta per convincere noi, Ritiro quel che le ho detto prima, da oggi in poi l'appoggerò senza riserve, Grazie, ma è meglio non creare illusioni, il sistema deve ben rendere i conti a chi di diritto e questa è un'aritmetica che a loro non piace, Insisteremo, C'è già chi ha affermato che tutte le grandi verità sono assolutamente triviali e che dovremo esprimerle in maniera nuova e, se possibile, paradossale, perché non finiscano per cadere nell'oblio, Chi lo ha detto, Un tedesco, un certo Schlegel, ma è piú che sicuro che prima di lui lo abbiano detto anche altri, Fa riflettere, Si, ma, quanto a me, ciò che soprattutto mi attira è l'affascinante dichiarazione che le grandi verità non sono altro che trivialità, il resto, l'ipotetica necessità di un'espressione nuova e paradossale che ne prolunghi l'esistenza e le concretizzi, già non mi riguarda, io sono soltanto un professore di Storia delle medie, Dovremmo conversare un po'
[...]

 


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