|
|
|
| << | < | > | >> |Indice
9 Venerdì
34 Nello stesso momento
45 Ore 18,40
56 Cohan
66 La delega
75 Luci nella notte
84 Il Sistema
99 Del lunedì e della creazione
del mondo
108 Un passo indietro e due avanti
119 Dimenticare
131 Tabula rasa
154 Piani sequenza
167 Un giorno come un altro
184 Quattro chiacchiere
203 Sì
210 Nel vasto mondo
231 Continua
251 Carta
260 Al postino che vien,
rassegnarsi convien
271 Dellamorte Dellavita
288 Diario
307 Il pozzo nero
321 Un mese
335 Safarà
348 Per caso
366 Silvestro e Titì
373 Giugno, settembre, ottobre
395 Mauro
400 Non sí sa come andrà a finire
411 Marzo
| << | < | > | >> |Pagina 9Un telefono che suona. E' nero, di vecchio tipo, ma questo non ci fa capire in che epoca siamo, che non ci sono più epoche. Dellamorte è sotto la doccia e non lo sente. Gnaghi, che ha appena finito di costruire il teschio di plastica fosforescente, risponde e dice: "Gna." Il telefono dice: "Buongiorno a lei. Sono del centro informazioni. Posso darle qualche informazione?" "Gna." "La mia trasmissione preferita è 'La ruota della fortuna'. Alle prossime elezioni voterò per il centrodestra e quello che mi colpisce di più in una donna sono le mani. "Gna." "Ha preso nota?" "Gna." "Il centro informazioni la ringrazia per la gentile collaborazione. Buongiorno." "Gna." Gnaghi riappende e va a smontare il teschio di plastica. | << | < | > | >> |Pagina 10Sono passati tanti anni. Gnaghi è morto di vecchiaia a trentatré. Dellamorte di aids, poco dopo. Capita, di morire.Voce fuoricampo: Siamo tutti dei soggetti a rischio. E non serve a niente metterti il preservativo per fottere la vita, perché lei non se lo mette per fottere te. Sul tavolino di fianco al divano ci sono due cose: il telecomando e la Bodeo calibro 10.35. Dellamorte ne prende una a caso e spara contro il televisore. Appare un imprenditore che si è dato alla politica, e il guaio è che la politica se l'è preso. Sta facendo un comizio in un teatro, sorride, inelegante in sé oltre che di fuori, col suo doppiopetto. Dellamorte lo lascia parlare per un po', poi allunga di nuovo la mano di fianco, posa il telecomando e prende la Bodeo, e prende la mira. Spara contro il televisore. BANG! "Gna?!" sussulta Gnaghi. Lo schermo è intatto. Dentro lo schermo, la fronte dell'imprenditore (e come rende bene l'idea questa parola, di uno che imprende, prende, ruba) è esplosa schizzando sangue, schegge di osso e quel poco di materia cerebrale che ha. | << | < | > | >> |Pagina 16Sono sul letto e fumano.«Sì,» dice lei decisa «proprio un grande progresso.» «Beh, non mi sembra di aver fatto più del solito... Però, scusa se te lo dico sai, ma non dovresti gridare aiuto così forte. Qualche volta arriva la polizia!» «Grido aiuto?» «Eh, si! L'altro giorno la vicina mi ha detto che si è spaventata, voleva suonare o appunto chiamare la polizia, poi per fortuna ha sentito la musica e ha pensato che fosse un film. Una figura, guarda!» «Ma te pensa! Non me ne accorgo mica!» «No, ma a me fa piacere, intendiamoci, però, insomma...» Lucia è ridolina per un po'. «... Comunque non dicevo per te, del progresso... Cioè, tu sei stato fantastico, sempre di più... Mi piace sempre di più, se continuo così qualche volta mi viene un infarto!...» «Guarda che questo capita agli uomini. Specialmente a quelli anziani come me, mi sa che ci resto io, altro che!» «Tu non sei anziano, sei il mio piccolo. E comunque dicevo dell'analisi.» «Ah, ti riallacci!» Volta la testa di lato come se guardasse lo spettatore in un camera-look. «Lei dice una cosa, poi passano ore, si parla di tutt'altro, si fanno altre cose, e a un certo punto lei si riallaccia. E tu devi capire a che cosa si sta riallacciando!» Poi si volta di nuovo verso di lei e finge di essere arrabbiatissimo e di gridare: «E COMUNQUE NON SI PARLA DELL'ANALISI!». «Sìsì, hai ragione, scusa.» «Oooh!...» Un tiro di sigaretta. «Io invece stavo pensando... anch'io mi riallaccio... No, non va... A parte che non gli viene più bene, ma dieci anni fa aveva un senso, era ancora in anticipo sui tempi, era "trasgressivo"», lo dice con una smorfia di disgusto come se dicesse "politically correct", «ma ormai non ha più senso...» «Adesso tocca a me: che cosa?» «Ma Tiz, Dellamorte, lo splatter.. adesso ormai sono tutti "eccessivi"... ciberpunk, ciberpulp, cibercazz... Forse per essere davvero eccessivi bisogna fare un bel romanzo che poi alla fine i due si sposano... Mah... No, l'unica è non leggere. E non scrivere.» Altra boccata di gitane. «Soprattutto quest'ultima cosa a me riesce particolarmente bene. E poi, meglio non scrivere e passare per finito che scrivere e togliere ogni dubbio.» «Cos'era questa?... Chi è che l'ha detta?... Preferisco tacere...» «La sciura Violetta, quella dei computer, preferisco tacere e passare per scema che parlare e togliere ogni dubbio. Ma è una vecchia battuta... No, invece me n'ha raccontato un paio di bellissime, vere...» (La signora Violetta ha un negozio di computer ed è quella che gli ha venduto il Macintosh per lavorare e il Windows per giocare coi Cd-Rom. Il Macintosh forse era pleonastico.) «Dice che gliene capitano di tutti i colori, ma queste due sono fantastiche. Una è di una tizia, una segretaria di una ditta che aveva appena preso i computer e sta segretaria cominciava a imparare, e il giorno dopo le telefona e le fa "guardi che il mouse non funziona". Dice "Come non funziona? Possibile?", e in realtà è strano, i mouse funzionano sempre, durano una vita. Va beh, prende la macchina, va lì e la segretaria dice "Vede?, non funziona!" e prende il mouse e lo passa sullo schermo!» | << | < | > | >> |Pagina 60[...] Psicofarmaci, insomma. Al primo neurologo da cui lei mi manda gli spiego un po' i miei problemi, la mia vita, brevi cenni sull'origine dell'universo, e quello mi dice: «Lei nella vita ha sbagliato tutto». Mi sono rifiutato di |
|
Scheda con 26770 bytes di citazioni. Pubblicazione completa della scheda in attesa di autorizzazione dell'editore. | << | < | |