Copertina
Autore Mauro Senesi
Titolo Aspetta un po' che la bambina cresca
EdizioneF.M.Ricci, Parma, 1974, La biblioteca blu 25
LettoreRenato di Stefano, 1992
Classe narrativa italiana
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Copertina

Il paesaggio toscano, una potente auto sportiva, una vecchia carrozza che sembra racchiudere nel suo compatto scrigno i fantasmi dolci e indecenti del passato...

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Pagina 33

Sono sulla strada di casa ed è mattina. L'automobile sta divorando i chilometri; oltre il cofano aggressivo, vedo la linea dolce della campagna punteggiata di olivi e di cipressi. Devo tornare, tornare. Sono partito troppo tardi, o troppo presto. Ci sono troppe cose incomprensibili, ormai; non riesco a capire se sono troppo giovane o troppo vecchio per queste cose, per queste donne nuove. Una mucca cammina da sola, bianca e placida, sul margine della strada. Si volta lentamente, consapevole, a guardare la macchina che sopraggiunge e mi segue con lo sguardo mentre la sorpasso. Dò un'occhiata allo specchietto retrovisore, per vederla ancora. Invece non c'è più, è già sparita e al suo posto, nello specchio, c'è la solita Vecchia delle Rose che agita i suoi disfatti fiori verso di me ed è tutta imbrattata di fango, ancora. Eppure la strada è asciutta, liscia e pulita. Non posso averla schizzata io, questa volta.

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Pagina 77

"Questo cosa?"

"Questa grande stanza, queste ragazze... Vorrei sapere che cosa state facendo. Credevo fosse un sogno, ma se tu mi parli..."

"Come sei sciocco", dice la Bambina. "Si parla anche nei sogni".

Allora è un sogno davvero. "Ma io", chiedo alla Bambina, "che parte devo fare?"

"Lascia perdere", dice lei scuotendo la testa.

"Non importa se è un sogno o no. Però se mi vedi, vuol dire che ci sono; puoi essere anche al cinema, del resto".

"Al cinema? Eh no", dico, "uscirei subito".

"Per andare dove?" chiede lei.

"Nella vita vera è ancora peggio, sai".

"Ma quel che è vero almeno è logico", insisto io.

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Pagina 114

"Perchè ridi tanto? Non sta bene, bambina; ti fa male, vedi", dico io cercando di imitare la sua ironia. La Bambina smette di ridere e di tossire, per guardarmi con occhi grandi e bagnati di lacrime; però al contempo mi mostra la lingua. "Oh, sei proprio buffo e stupido", dice. "Non sai accettare il presente né aspettare il futuro. È il passato che vuoi: vai vai, a inseguirlo quanto ti pare!" E ride e piange e tossisce di nuovo, mentre io esco, scappo via.

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