Copertina
Autore Mark Stefik
Titolo Internet dreams
SottotitoloArchetipi, miti e metafore
EdizioneUtet Libreria, Torino, 1997, Mediamorfosi , Isbn 88-7750-436-6
OriginaleInternet Dreams. Archetypes, Myths and Metaphors [1996]
TraduttoreLidia Perria
LettoreRenato di Stefano, 1998
Classe informatica , scienze sociali , libri
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Indice


Prefazione di Franco Carlini         p. XI
Premessa di Vinton C. Gerf               3
Introduzione                             5

Parte prima.

La metafora della biblioteca digitale:
l'autostrada dell'informazione
come memoria dell'editoria e
della comunità                          15

Frontiere dell'immaginazione
di Vannevar Bush                        29

Biblioteche del futuro
di J.C.R. Licklider                     36

Il progetto della biblioteca digitale,
vol. I: Il mondo dei Knowbot
di Robert E. Kahn e Vinton G. Cerf      46

La comunicazione come origine
del progresso scientifico
di Joshua Lederberg                     52

Qual è il ruolo delle biblioteche
nell'economia dell'informazione?
di John Browning                        66

Le rivoluzioni tecnologiche e
il mito di Gutenberg
di Scott D.N. Cook                      77

Le biblioteche sono qualcosa di più
che contenitori di informazioni:
aspetti situazionali delle
biblioteche elettroniche
di Vicky Reich e Mark Weiser            91

La cattura e la diffusione elettronica
della pratica culturale
della pittura tibetana thangka
di Ranjit Makkuni                      102

Parte seconda.

La metafora della posta elettronica:
l'autostrada dell'informazione
come mezzo di comunicazione            115

Alcune conseguenze dei gruppi
elettronici
di Lee Sproull e Samer Faraj           129

Netiquette 101 di Jay Machado          138

Le avventure dell'MPC: esperienze
legate all'elaborazione dei metodi di
progettazione e implementazione VLSI
di Lynn Conway                         144

Le comunicazioni digitali nell'ambito
scientifico: la nuova alfabetizzazione
di Joshua Lederberg                    160

Parte terza.

La metafora del mercato elettronico:
la vendita di merci e servizi
sull'autostrada dell'informazione      171

Il commercio elettronico su Internet
dalla homepage di CommerceNet          184

Mercati elettronici e gerarchie
elettroniche di Thomas W. Malone,
Joanne Yates e Robert L. Benjamin      188

Schiavi di una nuova macchina:
meditazioni sul rompicapo
gratis/a pagamento
di Laura Fillmore                      203

Che la luce sia: promuovere il
commercio nell'editoria elettronica
di Mark Stefik                         214

Parte quarta.

La metafora dei mondi virtuali:
l'autostrada dell'informazione
come porta aperta sull'esperienza      249

Mudding: fenomeni sociali nelle
realtà virtuali su base testuale
di Pavel Curtis                        258

Uno stupro nel cyberspazio: in che
modo un clown maligno, uno spirito
"briccone" haitiano, due maghi e uno
scambio di insulti hanno trasformato
un database in una società
di Julian Dibbell                      284

Interazione senza società?
Quello che gli avatar non possono fare
di Harry M. Collins                    305

Prospettive per idee portatili
di Mark Stefik e John Seely Brown      315

Il National Collaboratory -
Un rapporto ufficiale
di William A. Wulf                     331

Sogni sulla rete: primi incontri di
un gruppo online di analisi dei sogni
di Barbara Viglizzo                    338

Epilogo. Scelte e sogni                369

    Bibliografia                       379
    Nota sugli autori                  381
    Indice analitico                   385

 

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Pagina 5

Introduzione

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Pagina 10

Metafore multiple, arricchimento del pensiero

Questo libro, dunque, si propone di individuare metafore più efficaci e appropriate a stimolare la riflessione sull'infrastruttura informativa in via di creazione e a potenziare la nostra consapevolezza creativa grazie all'esame delle possibilità dischiuse dalle varie metafore. Il punto focale della nostra attenzione non è la politica attuale, e neppure un'indicazione su quello che dovrebbe essere l'infrastruttura informativa. In un periodo in cui ogni anno, o al massimo ogni due anni, compaiono nuove generazioni di elettronica digitale, mentre le notizie sulle ultime novità sono quasi quotidiane, alcune delle metafore che prenderemo in considerazione sono decisamente antiche. Sono in circolazione in varie forme culturali ormai da migliaia di anni e influenzano la riflessione sui computer da almeno cinquant'anni. Le definiremo metafore per l'autostrada dell'informazione. Ecco quelle che esploreremo a fondo nelle quattro parti che costituiscono questo volume.

# Biblioteca digitale. L'autostrada dell'informazione come memoria dell'editoria e della comunità. Questa metafora affiora nelle biblioteche digitali, nelle banche dati e in altri servizi d'informazione di tipo archivistico. Pone l'accento sulla pubblicazione e sulla conservazione delle conoscenze raccolte, allo scopo di preservarle e renderle accessibili alla società.

# Posta elettronica. L'autostrada dell'informazione come mezzo di comunicazione. Questa metafora traspare dall'immagine della posta elettronica utilizzata per inviarsi messaggi personali e per spedire messaggi pubblici a gruppi e comunità.

# Mercato elettronico. L'autostrada dell'informazione come luogo per vendere merci e servizi. Questa metafora è utilizzata nella riflessione su problemi legati al commercio digitale, al denaro e alla proprietà digitale.

# Mondi digitali, ovvero virtuali. L'autostrada dell'informazione come via d'accesso all'esperienza. Questa metafora appare nelle descrizioni di ambienti sociali nella rete, gruppi, realtà virtuale, realtà aumentata, telepresenza e ubiquità virtuale.

L'intento dell'opera non è creare la metafora giusta per l'autostrada dell'informazione: fare affidamento su una sola analogia metaforica ci priverebbe di una gamma più vasta di significati e possibilità.

Archetipi e miti

Le metafore s'innestano sulla nostra coscienza in vari modi e in vari modi ridestano il nostro cuore. Questi risvegli corrispondono agli archetipi studiati nella psicologia junghiana e nella mitologia: elementi interni alla psiche che si riflettono all'esterno attraverso le nostre esperienze culturali. La parola archetipo indica un modello originale sul quale si configurano altre realtà simili. Fra i numerosi archetipi identificati da Jung figurano l'eroe, il bambino, il briccone, Dio, il demonio, il vecchio saggio e la madre terra, oltre a vari processi naturali, animali e oggetti. Poiché ci influenzano senza che ne siamo coscienti, si dice che gli archetipi facciano parte dell'inconscio collettivo e siano racchiusi nei miti. L'origine di quasi tutti i miti si perde nella notte dei tempi; in greco, la parola mito significa "ciò che si racconta".

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Pagina 15

Parte prima
La metafora della biblioteca digitale:
l'autostrada dell'informazione
come memoria dell'editoria e della comunità

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Pagina 22

La biblioteca tradizionale così come l'abbiamo descritta, quindi, è ben più che un luogo per immagazzinare le informazioni raccolte; fa parte di un sistema sociale che implica ruoli sociali, alfabetizzazione e leggi sulle opere dell'ingegno; tutti concetti che sono impliciti e sintetizzati nella metafora della biblioteca digitale.

Riflessioni sulle biblioteche

La metafora della biblioteca digitale può tuttavia risultare fuorviante, se trascuriamo quello che c'è di diverso nel regno digitale. Per inventare la NII, non possiamo semplicemente prendere l'immagine di una biblioteca tradizionale acriticamente, senza discuterla, "digitizzarla" e presumere che l'immagine che ne risulta rifletta ciò che dovrebbe essere la NII. Per usare la metafora della biblioteca digitale e comprendere l'infrastruttura informativa nazionale che ne deriva, dobbiamo distinguere ciò che è essenziale nelle biblioteche da ciò che è transitorio.

Possiamo cominciare dai ruoli sociali legati alla composizione delle opere digitali. Nel contesto della biblioteca tradizionale gli scrittori scrivono libri; viceversa, in una biblioteca digitale, sono molte le specie diverse di "scrittori" che possono registrare opere digitali, quindi gli "scritti" possono comprendere non solo testo e illustrazioni, ma anche musica, animazione, film digitali, videogiochi e software per computer. Nel mondo digitale queste opere sono "tutte bit e byte", e le varie forme di multimedialità rimescolano i bit fra di loro. Questa differenza fondamentale incide sul problema dell'alfabetizzazione, poiché l'alfabetizzazione richiesta per vedere un film, ascoltare musica o usare un programma per computer è diversa da quella necessaria per leggere un libro.

Dal momento che le biblioteche svolgono un ruolo permanente nell'istruzione e nell'alfabetizzazione, di solito possiamo dare per scontato che gli utenti di una biblioteca abbiano imparato a leggere prima di frequentarla. Nel caso di una biblioteca digitale probabilmente dovremmo presupporre che gli utenti, per poterne usufruire, siano stati addestrati nel campo dell'alfabetizzazione digitale. In realtà non è così, e la relativa difficoltà di procurarsi un addestramento del genere ha contribuito a creare quell'alone di mistica e di frustrazione che circonda l'approccio alle reti: gli ostacoli pratici e tecnici dissuadono molti anche dal tentare. Noi sottovalutiamo l'istruzione necessaria per utilizzare le biblioteche digitali e, mentre le scuole che forniscono un certo avviamento all'uso di biblioteche a stampa sono molte, il numero di quelle che mettono a disposizione corsi di preparazione alle biblioteche digitali è di molto inferiore. D'altra parte si stanno creando nuovi metodi di fruizione delle biblioteche digitali che richiedono un grado minore di preparazione; per esempio, un software che legge il testo a voce alta potrebbe rendere accessibili le biblioteche informatizzate anche a coloro che soffrono di handicap visivi o hanno una limitata padronanza del linguaggio scritto.

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Pagina 29

Frontiere dell'immaginazione [1945]
Vannevar Bush


(...)

Facciamo l'esempio di un congegno futuro per uso individuale, che sia una sorta di incrocio fra archivio privato e biblioteca meccanizzata. Ha bisogno di un nome e, tanto per coniarne uno a caso, possiamo adottare quello di "memex". Un memex è un congegno in cui un individuo archivia libri, documenti e comunicazioni, meccanizzato in modo da poter essere consultato con straordinaria velocità e duttilità; in sintesi, è un'estensione intima della sua memoria.

Ha la struttura di una scrivania e, benché si possa presumibilmente farlo funzionare a distanza, in sostanza rappresenta la postazione di lavoro dell'uomo. Sul piano si trovano degli schermi inclinati traslucidi, sui quali si può proiettare il materiale per una comoda lettura. Ci sono una tastiera e delle file di pulsanti e leve, ma per il resto sembra una comune scrivania.

A una estremità si trova il materiale immagazzinato. La massa principale è affidata a microfilm di qualità elevata; solo una piccola parte dell'interno del memex è dedicata all'archiviazione, mentre il resto riguarda il meccanismo di funzionamento. Eppure, anche se l'utente inserisse cinquemila pagine di materiale al giorno, impiegherebbe centinaia di anni a riempire l'archivio, quindi può mostrarsi prodigo e inserire dati a piene mani.

La maggior parte del contenuto del memex si acquista su microfilm, pronto per l'inserimento. Libri di ogni genere, immagini, periodici correnti, quotidiani, vengono quindi rintracciati e immessi nell'apparecchio. La corrispondenza d'affari segue la stessa sorte ed è previsto un procedimento di immissione diretta. Nella parte superiore del memex c'è una placca trasparente sulla quale si appoggiano appunti manoscritti, fotografie, promemoria e documenti di ogni sorta. Appena uno di questi è in posizione, abbassando una leva se ne scatta una fotografia che viene immessa nel primo spazio libero esistente in una sezione dell'archivio del memex, mediante un procedimento xerografico.

Naturalmente è prevista la possibilità di consultare l'archivio per mezzo del sistema corrente di indicizzazione. Se l'utente desidera consultare un certo libro, batte sulla tastiera il codice relativo, e subito gli appare davanti la pagina con il titolo del libro, proiettata su una delle sue postazioni visive. I codici usati spesso sono mnemonici, cosicché consulta di rado il libro dei codici; ma per farlo, gli basta premere un solo tasto. Inoltre ha a sua disposizione delle leve supplementari: spostando a destra una di queste leve, scorre tutto il libro che ha di fronte, sfogliandone le pagine a una velocità tale da consentire solo una rapida occhiata. Se inclina la leva ancora più a destra, sfoglia dieci pagine per volta; se la sposta ancora oltre, ne scorre cento alla volta. Inclinando la leva a sinistra, ottiene lo stesso movimento, ma stavolta a ritroso.

Un pulsante speciale lo porta subito alla prima pagina dell'indice. Ogni libro della biblioteca si può quindi prendere in esame e consultare con una facilità molto maggiore che se fosse necessario prelevarlo dallo scaffale. Avendo a sua disposizione numerosi proiettori, lo studioso può lasciare un documento al suo posto mentre ne controlla un altro. Può anche aggiungere note e commenti marginali, avvalendosi di una sorta di xerografia, senz'altro possibile, e si potrebbe persino far sì che scriva il commentario di suo pugno con la punta di uno stilo molto simile a quelli che si usano oggi nel teleautografo visibile nelle sale d'aspetto delle ferrovie, proprio come se avesse di fronte a sé la pagina vera e propria.

Tutto questo procedimento è convenzionale, a parte la proiezione nel futuro di meccanismi e apparati che appartengono al mondo attuale. Consente tuttavia un passo avanti immediato verso l'indicizzazione associativa, il cui concetto basilare è la condizione per cui ogni documento

[...]

 


Scheda con 33092 bytes di citazioni.
Scheda con Riferimenti bibliografici.
Pubblicazione completa della scheda in attesa di autorizzazione dell'editore.

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