Copertina
Autore Bruce Sterling
Titolo Cronache del basso futuro
EdizioneMondadori, Milano, 1994, Urania 1235
OriginaleGlobalhead [1991]
TraduttoreLaura Serra
LettoreRenato di Stefano, 1995
Classe fantascienza
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Indice


  4 La nostra Chernobyl neurale
 12 Il Compassionevole, il Digitale
 17 Jim e Irene
 49 La spada di Damocle
 58 Le guerre del Golfo
 74 Le rive della Boemia
100 Il proiettile morale
121 L'Impensabile
127 Vediamo le cose in maniera diversa
146 Hollywood Cremlino
173 Siete a favore o contro la 486?

 

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Pagina 4 [ inizio libro ]

In retrospettiva, gli ultimi anni del ventesimo secolo e i primi del nostro millennio, costituiscono una singola era. È stata, questa, l'era in cui gli incidenti rappresentavano la norma, l'epoca in cui si accettavano senza problemi rischi tecnologici che oggi apparirebbero assolutamente folli.

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Pagina 65

- In principio - disse il baru con agghiacciante solennità - niente aveva un nome, ed esisteva solo il caos. - Fece un breve gesto, e uno dei mistici mascherati prese a salmodiare con voce acuta, fessa, metallica.

- Quando i cieli sopra di noi erano ancora senza nome / E nessuna dimora, sotto, era ancora chiamata per nome / Quando nessun nome era stato registrato / E nessun dio era stato nominato / Quando non c'erano né segni né sigilli / Quando il linguaggio dei presagi era muto... - Il baru fece di nuovo un gesto, e la nenia ipnotica si interruppe. Halli rabbrividì forte.

- Senza nomi non può esserci nulla - proclamò il baru. - Fino a oggi, voi non siete esistiti. Gli dèi non hanno avuto alcun nome per voi. Siete stati uomini comuni, meri viandanti sulla terra, quasi simili a bestie. Come quello delle ombre, il vostro passaggio non lasciava traccia, perché non eravate stati registrati. Ma ora, grazie alla benevolenza del nostro re e al suo apprezzamento della vostra lealtà, sarete Uomini con un Nome.

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Pagina 85

- Non assumere quel tono con me! - esclamò Rodolphe. - Sei proprio la persona adatta a parlare di "sforzi sprecati"! Da quando hai lasciato questo posto, cos'hai fatto tu per rendere il mondo un pochino migliore?

Charles sospirò. - Dipende dalle definizioni. Tu non hai la terminologia giusta, Rodolphe.

- Parole! - fece Rodolphe. - Solo parole, e puro vaniloquio! Hai perso il bene dell'intelletto, Charles. Hai perso di vista lo scopo. Non sei meglio di quella tua bestia ciondolante!

- Oh, ma lo sono, invece - disse Charles. - Baltimora è intelligente, ma non ha coscienza. È... è davvero un'incarnazione cibernetico-organica dell'antico ambiente urbano industriale. L'infrastruttura megatecnica si è miniaturizzata e, a livello cellulare, si è intrecciata alla struttura ontologica di elaborazione delle informazioni dell'ex regno della natura. Le Convenzioni sono un sistema di dati globale che ha assunto la funzione di Volontà Immanente.

- Cosa? - grido Rodolphe.

Charles sospirò. - Non è così strano come sembra. Ti ci abitui benissimo, una volta che hai... be'... rinunciato e sei diventato Convenzionalista. Le Convenzioni posseggono un'intrinseca bellezza, Rodolphe. Non è la semplice bellezza di Paysage, ma... le Convenzioni hanno davvero un posto da assegnare agli esseri umani. Abbiamo un ruolo nella Convenzionalità, una vera funzione. Noi... noi personifichiamo il mondo convenzionale, Rodolphe! Siamo la sua anima!

- Dio mio, sei un caso disperato - disse Rodolphe. - Ormai dài proprio i numeri!

- No, non credo affatto - replicò paziente Charles. - Quando impari a vivere nel mondo esterno, impari a vedere le cose in maniera diversa. A interpretare i disegni di immanenza, quasi a fiutarli. E li comprendi come potresti comprendere i sogni o lo spostamento delle nubi. Fronti temporaleschi di reti di informazioni attraversano come un mare increspato il tessuto vivente della terra. Le percezioni diventano dati, i dati diventano pensiero, il pensiero diventa... "spirito", direi, anche se questo termine non dà realmente...

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Pagina 200 [ fine libro ]

Vanna si morse il labro. - Non posso fare a meno di preoccuparmi... Un giorno la bambina vorrà sapere tutto di suo padre. Chiederà di sapere, non credi?

- No, non credo - rispose Mr. Judy con grande convinzione. - Non le verrà neanche mai spontaneo chiedere.

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