Copertina
Autore Antonio Tabucchi
Titolo Tristano muore
SottotitoloUna vita
EdizioneFeltrinelli, Milano, 2004, I Narratori , pag. 166, cop.fle., dim. 140x220x14 mm , Isbn 88-07-01646-X
LettoreAngela Razzini, 2004
Classe narrativa italiana
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Pagina 9 [ inizio libro ]

... Rosamunda Rosamunda che magnifica serata sembra proprio preparata da una fata delicata mille luci mille voci mille cuori strafelici sono tutti in allegria oh ma che felicità Rosamunda se mi guardi tu Rosamunda non resisto più... Ti piace?.. era dei miei tempi, quando Rosamunda guardava Tristano e più che lo guardava e più che lei gli piaceva... Rosamunda se mi guardi tu Rosamunda non resisto più... Rosamunda tutto il mio amore è per te Rosa-munda più ti guardo e più mi piaci Rosa-mu-u-u-u-undà... Cuori strafelici e tutti in allegria non mi pare ce ne fosse un granché a quei tempi, in montagna faceva un freddo, anzi un gelo, fuori e dentro, poi te lo spiego, mettiti comodo, tanto ce ne avrai per un po', ma non troppo, non ti allarmare, non più di un mesetto, a occhio e croce, vedrai, prima che finisca l'agosto mi ritiro, hai fatto buon viaggio?... non è facile trovare la strada giusta fra questi colli, mi sono raccomandato alla Frau che ti spiegasse bene, ti aspettavo prima, ma sono sicuro che lei ha fatto di tutto per confonderti, non è che non parli l'italiano, lo parla meglio di me, sta qui da una vita, ma quando non le va di fare una cosa comincia a intedescare, è dispettosa. Fatti dare l'appartamento di Daphne, dille che te l'ho detto io.

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Pagina 31

...E intanto gli anni erano passati, lunghi, uguali, con bombe tutte uguali, sui treni, nelle piazze, nelle banche... sto saltando un po', sono già in fondo, è che avrei voglia di essere già in fondo, del resto più in fondo di così... e tutto uguale, dicevo, e processi tutti uguali a imputati tutti uguali, nel senso che non c'erano, gli imputati, c'erano i processi ma mancavano gli imputati, è curioso, no?, ma in una democrazia è importante il fuori, mica il dentro, quello che conta è il rituale, poi se non ci sono gli imputati che ti frega?... davvero tutto uguale, e sorrisi tutti uguali, oh, grandi sorrisi tutti uguali al tavolo delle grandi potenze di cui ci dicevano che facevamo parte... e loro tutti impettiti come tacchini, e le consorti in lungo, perché era roba da cerimonia, mica scherzi, luoghi presceltissimi tipo ambasciate, delegazioni, magioni, proprietà... soprattutto proprietà, col ministro tale e tal altro e capi di stato e prelati e imprenditori e inviati speciali e semplici, da domenica e da tutti i giorni, e che banchetti... sopraffini, prelibati, e banchieri impiccati e da impiccare, avvelenati e da avvelenare, qualche frate terrorista, ogni tanto un bel crac, crac-crac, avanzava la cosiddetta civiltà con i suoi dentini, come una bestiolina testarda infilata nel legno di quercia, crac-crac, mio dio che secolo, dicevano i topi cominciando a rodere l'edificio... così pensava Tristano, forse vaneggiando, ma come ti dicevo sarei già in chiusura, e non è giusto che concluda qui, altrimenti cosa ti ho chiamato a fare, per farti scrivere la fine? Ma il fatto è che quando Tristano e Daphne tornarono, dopo che tutto era già successo, lui si mise a guardare gli anni passati dalla sua Malafrasca, come ormai aveva ribattezzato questa collina lungo le cui pendici l'uliveto ingialliva mentre la vigna impidocchiva... a volte pensava che la filossera gliel'aveva trasmessa lui, alla vigna, lo aveva confessato a Daphne... non essere ingiusto con te stesso, gli sussurrava Daphne passandogli accanto mentre Tristano con gli occhi persi sulla piana guardava il sole morire all'orizzonte, e gli faceva una carezza sul collo, come se sfiorasse la tastiera del suo pianoforte, non stare a rimpiangere il vino doc e l'olio extravergine d'oliva, era bella l'idea dell'azienda agricola che volevi fare tanti anni fa, erano idee belle, ma non facevano per te, non erano importanti, davvero, invece sono importanti i libri che abbiamo fatto, i nostri Fogli di Hypnos, quelli erano il tuo vero sogno, ora esistono, e resteranno, era al nostro ragazzo che avevi affidato la terra, tu amavi questa campagna per interposta persona, volevi che qualcuno l'amasse al tuo posto perché è qui che sei nato e sei cresciuto, si capisce, volevi che continuasse, invece la vita è stata cattiva e il ramo si è spezzato, ma la tua Daphne è ancora qui con te, smetti di pensare a queste vigne e a questi ulivi... Ma non era alla campagna che pensava Tristano, guardava l'orizzonte oltre le chiome degli ulivi sofferenti e pensava a questo paese per il quale aveva preso il fucile, se ne era valsa la pena, e intanto spaziava con lo sguardo e se ne stava appoggiato su una seggiola di tela di quelle da regista cinematografico che per scherzo gli aveva regalato Daphne per un suo compleanno, scrivendo la frase di Rossella O'Hara col pennarello sulla spalliera, domani è un altro giorno, affinché lui non fosse il regista di un cinemascope amaro che si vedeva dal porticato, ma pensasse che in fondo nella vita c'è qualcosa per cui vale la pena se l'anima non è rachitica, e che bisogna lottare contro il rachitismo di certe giornate, quando la sorgente sembra asciutta, perché all'improvviso la fonte ricomincia a buttare, tu non te lo aspettavi più e che bello, arriva un getto d'acqua fresca che ti inonda, ti rinvigorisce, ti trascina, da dove viene quel fiume carsico, mentre la pianura sembrava così secca, quali meandri sotterranei ha seguito per arrivare fino a te, per dirti che domani è un altro giorno?

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Pagina 41

Ho sentito dire che non sei mai voluto andare da pippopippi. In questo mi piaci, bravo, c'è sempre pieno di saccentoni da pippopippi, stanno lì e sdottoreggiano su tutto, cosa piace alla gente quest'anno, se quel tizio al governo si veste bene o si veste male, se sarebbe meglio votare un po' più in qua o un po' più in là, come finirà col buco dell'ozono, se puta caso il mondo fosse quadrato, che non si sa mai... a te chissà le volte che ti hanno invitato, specie dopo il premio che il tuo romanzo ha vinto negli States, è tipico, prima non ti guardano neppure, ma se vinci un premio negli States diventi una star e non puoi sfuggire a pippopippi... Tristano la fa proprio da eroe, nel tuo romanzo, però gli fai avere paura, e questo mi è piaciuto, gli eroi hanno paura, questo i sempliciotti non lo sanno, però lui vince la sua paura... ma c'è un altro però, e qui hai fatto un pezzo di bravura, sarà che riesce a vincere la paura perché ormai la paura l'ha sopraffatto?... insomma l'eroe vince la paura perché la paura l'ha vinto. Non ci hai azzeccato, ma il ragionamento è intrigante... Tu sei un tipo complicato, e non è che uno scrive un libro come il tuo e poi si lascia accalappiare da pippopippi... inoltre sei un po' senatore, scusa se ti chiamo così, nel senso che hai un tuo modo austero, coltivi bene il genere, quando pensavo a te ti vedevo in toga bianca, come certi senatori romani, un po' Seneca, se posso dire così, visto anche il tuo stile di scrittura, ma forse Seneca non era senatore, non lo so... Senti, ma non è che non andando da pippopippi è come se tu ci andassi al contrario? Scusa la malizia, ma così tutti dicono che ti rifiuti di andare da pippopippi, sei sulla bocca di tutti e alla fin fine non andarci è come se tu ci fossi andato... perché pippopippi è tremendo, caro il mio scrittore, ti fotte comunque, che tu ci vada o non ci vada, non ci avevi mai pensato? So cos'hanno detto di te a una trasmissione del pippopippi che la Frau chiama la purga catodica. Io di quell'aggeggio lì sono informatissimo anche se non lo guardo, la Frau mi fa da bollettino. Il mese scorso, quando mi ero appena messo a letto, si affaccia alla porta e fa, signorina, alla purga catodica stasera hanno parlato dello scrittore che stavi leggendo ieri. Renate, vieni al sodo, le faccio. La trasmissione oggi si intitolava il coraggio di cambiare idea e il conduttore presenta gli ospiti e con aria melliflua dice, avevamo invitato anche il noto autore di un premiato romanzo sul coraggio, ma purtroppo ha declinato l'invito, non vorremmo che avesse paura della nostra trasmissione, l'aspettiamo, illustre scrittore, guardi che noi siamo buoni, si faccia coraggio... Ho capito, Renate, e con questo?, le chiedo. Non mi hai detto che avresti bisogno di qualcuno che ti stesse a sentire, ma che dovrebbe essere uno scrittore? E ha richiuso la porta prima che potessi rispondere...

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Pagina 77

Non è vero che hai fatto uscire il moscone, sei bugiardo come la Frau, lo senti come fa o pensi che mi ronzino le orecchie?, magari mi ronzano anche le orecchie, ma questo è un moscone, non mi sbaglio, fallo uscire, socchiudi un po' la persiana e vedrai che trova la via, tanto la luce non mi dà noia, chiudo gli occhi, che ore sono, è già passato mezzogiorno? il pomeriggio, saranno le tre, sì, lo sento che è pomeriggio... strano, il pomeriggio si avverte anche stando in questo letto, lo senti con le orecchie, ha un suo respiro, e con l'odorato, con le orecchie e con il fiuto, e poi c'è un gallo che si mette a cantare nel pomeriggio, è un gallo stupido, cosa canta a fare, crede di essere coraggioso, non è coraggioso per niente, è solo stupido e tronfio, c'erano una volta due uomini su quei monti, erano coraggiosi entrambi, combattevano la stessa battaglia, ma erano divisi sul futuro del proprio paese, uno era lui, stava dietro un masso e fissava un fiore, le tre brigate ovest sarebbero passate sotto i suoi ordini, ma prima doveva diventare un eroe, non è mica facile diventare eroi, un millimetro di là e sei un eroe, un millimetro di qua e sei un vigliacco, è un fatto di millimetri, lui era lì, fissava un fiore e il paesaggio di fronte a lui era la sua arena, avrebbe vinto il combattimento o se la sarebbe fatta sotto?.. a volte succede, stai per diventare un eroe e tutto finisce in merda... Per favore, socchiudi le persiane, dev'essere già sera, l'ho capito, prima mi ero sbagliato... stai scrivendo?.. scrivi tutto per filo e per segno, altre cose sei libero di scriverle a modo tuo, ma questo no, scrivi le mie parole... Apri un po' le persiane, lascia entrare un po' di fresco... spesso gli eroismi finiscono in merda, anzi, per lo più, ma questo non si deve dire, non è adatto all'educazione dei fanciulli, e poi come faresti a tenere la mano sul cuore, perché dopo l'eroismo ci vuole la mano sul cuore, quando sei di fronte alla bandiera, stai lì, aspetti la croce sul petto, le autorità sono tutte schierate davanti a te... croce di guerra, mica un cazzo qualsiasi... c'è il presidente della repubblica con la sua sposa, oddìo che coppia, Tristano li guarda, per fortuna è un documentario, è la Settimana Incom, in bianco e nero, e l'assenza di colore rende la scena meno orrida, sul palco tutte le altre autorità dell'occasione, il ministro degli interni, quello della difesa, un generale appeso alle medaglie che porta sul petto, il cardinale, magari anche due, la banda col pennacchio, domenica prossima questa solenne cerimonia dell'eroismo patrio sarà trasmessa in tutti i cinema d'Italia, o per lo meno nelle grandi città, prima del commovente film americano dove lei dice che domani è un altro giorno sullo fondo di un tramonto sanguigno... e il discorso per la Settimana Incom è storico, perché le giovani generazioni devono sapere che il qui presente decorato è sì un eroe nazionale, e l'atto di eroismo l'ha commesso proprio lui, ma lui non è lui, è come il milite ignoto, rappresenta gli italiani tutti, anche noi presidenti e generali che alla Resistenza non prendemmo parte, rappresenta tutti noi perché mai il popolo italiano fu fascista, e in lui noi ci riconosciamo, il popolo italiano ha sempre combattuto il fascismo, sempre, di essere fascista non si è mai sognato, il popolo italiano... Ero io che sognavo, pensa Tristano, combattevo contro nessuno, i fascisti non sono mai esistiti, me li immaginavo io... il presidente storto avanza dritto verso di lui accompagnato da un alto ufficiale che reca su un piatto d'argento la croce di guerra, son tutti stretti a coorte, Tristano, non hai via di scampo, pensa Tristano, adesso scappo, quell'alba là non scappai, restai dietro il masso col mitra in mano ma adesso scappo, o ora o mai più, scappa Tristano, scappa, o fra poco sarai l'eroe di questa gente, a loro uguale, e tutto sarà compiuto e irrimediabile... Scrittore, apri la finestra, spalancala, voglio sentire il fresco della sera, perché a me sì cara viene la sera, te l'hanno insegnata a scuola?, avrai avuto anche tu un professore pincopallo che te l'ha insegnata, anche Tristano avrebbe avuto bisogno di fresco e invece sudava, sentiva un caldo insopportabile, aprimi la finestra, scrittore, lascia che entri il fresco notturno, ah, la notte, altro che la sera, la notte sì che dovrebbe essere celebrata, ma ci vuole fegato per celebrare la notte, perché la notte porta sogni, e spesso incubi, ed è difficile affrontare gli incubi, più che affrontare i nazisti, lì si vede davvero se sei un eroe, lasciami solo, per favore, voglio vedere se riesco a dormire.

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