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| << | < | > | >> |Pagina 3 [ inizio libro ]Era ormai un fatto scontato che gli stranieri raggiungessero Iszm con un unico scopo: rubare una casa femmina. Cosmografi, studenti, poppanti, noti malviventi, tutti venivano costretti dagli Iszici, con imparziale cinismo, allo stesso microscopico esame fisico-mentale e sottoposti alla medesima stretta sorveglianza.Il procedimento era giustificato dall'eccezionale affluenza di ladri di case.
Da lontano, sembrava facile riuscire a rubare una casa.
Si poteva cucire un seme - non più grande d'un granello
d'orzo - in una cintura, o intrecciare una pianticella alla
trama di una sciarpa, oppure legare un germoglio a un
missile da lanciare nello spazio... c'erano migliaia di
sistemi per rubare una casa di Iszm, ma tutti si erano
rivelati fallaci alla prova dei fatti. I ladri,
invariabilmente scoperti, erano stati portati in manicomio,
sotto la scorta di Iszici estremamente gentili. Gli
Iszici, proprio perché erano realisti, sapevano che sarebbe
arrivato il giorno - domani, fra un anno, un secolo o mille
anni - in cui avrebbero perso il monopolio delle case e, pur
non illudendosi, da fanatici custodi di quel monopolio,
facevano di tutto per rimandare il più possibile quel
giorno.
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