Copertina
Autore Jack Vance
Titolo Le case di Iszm
EdizioneMondadori, Milano, 1985, Classici Urania 94 , pag. 133, dim. 110x185x13 mm
OriginaleThe Houses of Iszm [1964]
TraduttoreBeata della Frattina
LettoreRenato di Stefano, 1988
Classe fantascienza
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Pagina 3 [ inizio libro ]

Era ormai un fatto scontato che gli stranieri raggiungessero Iszm con un unico scopo: rubare una casa femmina. Cosmografi, studenti, poppanti, noti malviventi, tutti venivano costretti dagli Iszici, con imparziale cinismo, allo stesso microscopico esame fisico-mentale e sottoposti alla medesima stretta sorveglianza.

Il procedimento era giustificato dall'eccezionale affluenza di ladri di case.

Da lontano, sembrava facile riuscire a rubare una casa. Si poteva cucire un seme - non più grande d'un granello d'orzo - in una cintura, o intrecciare una pianticella alla trama di una sciarpa, oppure legare un germoglio a un missile da lanciare nello spazio... c'erano migliaia di sistemi per rubare una casa di Iszm, ma tutti si erano rivelati fallaci alla prova dei fatti. I ladri, invariabilmente scoperti, erano stati portati in manicomio, sotto la scorta di Iszici estremamente gentili. Gli Iszici, proprio perché erano realisti, sapevano che sarebbe arrivato il giorno - domani, fra un anno, un secolo o mille anni - in cui avrebbero perso il monopolio delle case e, pur non illudendosi, da fanatici custodi di quel monopolio, facevano di tutto per rimandare il più possibile quel giorno.

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