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| << | < | > | >> |IndicePrefazione 5 1 L'uomo mette su casa 11 2 « Omnia commoda » 27 3 Odore di santità 43 4 « Ogni sabato sera » 57 5 L'ordine del bagno e i bordelli, condotti e penne d'oca 85 6 La sporcizia impera 101 7 Acque fecondatrici 117 8 « Lieux à l'anglaise » 141 9 Catini, bidet e vasi da notte 159 10 Bagni e « cimmici » 179 11 Gli anni del colera 201 12 La cura dell'acqua 219 13 E tutto questo per la salute? 245 14 Acqua calda, sii benedetta 259 15 « L'argomento è insolito » 275 16 L'idraulico fa progressi 297 17 Prodotti da toletta 323 18 Milioni di bagni 347 Bibliografia 359 | << | < | > | >> |Pagina 7La vita non si svolge mai secondo un piano prestabilito, e abbastanza spesso ci accade di renderci conto improvvisamente dell'estrema singolarità di una nostra azione. Un cittadino qualsiasi, sballottato dalle vicende di una guerra, si trova a correre in bicicletta ai piedi del monte Etna e si domanda, in un lampo di lucidità, come diavolo sia finito lì. Ed è proprio con la sensazione del «ma-come-mai-ci-sono-capitato» che mi scopro a terminare un libro sui bagni e sui gabinetti di decenza. Questo non è il mio campo: io non sono un idraulico, nè uno storico sociale. A quanto pare mi sono impegolato per gradi, senza accorgermene, in una situazione lievemente ridicola. Gli eventi incalzano, come dice Thurber.La signora Montgomery, che dirige la Mostra dell'Edilizia all'Olympia Exhibition Hall di Londra, è la prima responsabile della faccenda. In un attimo di sventatezza acconsentii a progettare e organizzare un «allestimento speciale» per la famosa mostra, ancor prima che l'argomento venisse scelto. Un «allestimento speciale», va precisato, non è un semplice padiglione e non è vincolato a un particolare espositore: è una rassegna su un tema generico, stabilito dagli organizzatori della mostra per interessare e possibilmente istruire il pubblico. L'argomento può essere ad esempio «La bellezza della cucina», «I rivestimenti in pietra», oppure «La dispensa attraverso i secoli». Quel particolare anno, la signora Montgomery optò per «La storia della stanza da bagno», e io mi ritrovai a esplorare un terreno alquanto singolare. Via via che le mie ricerche proseguivano, l'argomento si rivelò più interessante di quanto non mi fossi aspettato, e il materiale affascinante, semmai troppo copioso. Venivano alla luce fatti sorprendenti. Chi avrebbe mai immaginato che i romani avevano dei serbatoi cilindrici rivestiti di materiale isolante per l'acqua calda; che la regina Elisabetta possedeva un w.c. a valvola; che Luigi XIV teneva dei cuscini nella vasca da bagno; che le vasche venivano camuffate da divani e le catinelle nascoste nei pianoforti; che all'acqua del bagno si può aggiungere whisky, ma le costolette di montone non vanno mangiate mentre si è a mollo; che per fare la doccia ci vuole il cappello e si rischia l'asfissia; e, infine, che le spugne hanno un sesso? [...] Questa, almeno nelle mie intenzioni, è una piccola storia sociale, più divulgativa che tecnica e soltanto le scuole di architettura e di edilizia più illuminate, che danno il dovuto peso alle materie classiche, ne faranno probabilmente un libro di testo. L'opera vuole più che altro divertire anche se i riferimenti culturali vi affiorano continuamente. La bibliografia è molto ridotta, ma gli studiosi che consulteranno le opere elencate vi troveranno quasi tutte le fonti; mentre i lettori non saranno distratti da pagine costellate di riferimenti. La storia non arriva fino ai giorni nostri. Termina arbitrariamente a circa cinquant'anni fa, salvo per pochi argomenti, che sono stati seguiti più a lungo per amore di precisione. Sebbene nella nostra epoca vi siano state molte evoluzioni, la stampa tecnica e divulgativa le ha già descritte diffusamente. Non avrebbe senso quindi riassumere i testi correnti, e sarebbe impossibile presentarli nella giusta luce. Le pagine che mancano coprirebbero un periodo assai breve rispetto all'insieme. Inoltre, lo storico del futuro che le vedrà in prospettiva, giudicherà le conquiste tecniche di oggi forse meno importanti di quanto le giudicavamo noi. | << | < | > | >> |Pagina 131. L'uomo mette su casaIl bagno, nelle varie epoche della storia, ha avuto scopi, significati e metodi molto diversi. In Grecia era un complemento della ginnastica, rapido, freddo ed energetico. A Roma e nell'Islam significava rilassamento, ristoro fisico e benessere, e normalmente si faceva alternando il vapore all'acqua, a temperature diverse. Era un dovere sociale, che si adempiva in compagnia. Il bagno dei greci e dei romani era solo incidentalmente una funzione igienica. Sanitas significava salute, non rimozione della sporcizia. Il bagno comune del Medioevo, e il bagno turco nei suoi periodici ritorni di moda, in Europa, avevano uno scopo del tutto simile. Nel monastero medievale, il bagno era un'abitudine strettamente igienica: andava fatto rapidamente, non doveva procurare alcun piacere, e a volte veniva imposto, freddo gelato, come penitenza. In alcune epoche il bagno è stato un rito simbolico e i suoi piaceri e i suoi effetti detergenti erano giudicati puramente spirituali. Nel secolo diciottesimo e all'inizio del diciannovesimo, in Europa il bagno era considerato normalmente una cura medica: chi lo faceva era «il paziente». Verso il 1860, tornò ad essere una consuetudine igienica, ma la preferenza per l'acqua fredda gli conservò un che di penitenza monastica. Con l'avvento dell'acqua calda corrente, fu di nuovo lecito godersi un buon bagno; e agli intendimenti di normale pulizia si è aggiunto oggi un tocco di cesarea distensione. | << | < | > | >> |Pagina 292. « Omnia commoda »Le volte a grande luce del passato ci dicono una cosa importante sulle persone che le costruirono. Lo scopo al |
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